Alluminio fantasma: a Portoscuso una fabbrica ferma che continua a costare
Lo stabilimento sardo ex Alcoa è fermo da anni, simbolo di una deindustrializzazione che continua a consumare risorse e speranze.
Lo stabilimento sardo ex Alcoa è fermo da anni, simbolo di una deindustrializzazione che continua a consumare risorse e speranze.
La domanda di acciaio in Italia è in crisi: consumi ai minimi storici, industria manifatturiera in difficoltà e investimenti pubblici frenati dal debito.
Il consumo di acciaio in Germania è sceso a 27 milioni di tonnellate nel 2024, il livello più basso dalla …
Tra crisi del settore, intervento dello Stato e ricerca di un compratore privato, British Steel è al centro di una sfida cruciale per il futuro dell’acciaio britannico e degli ultimi altoforni del paese.
Sono state presentate entro la scadenza fissata 2 offerte per l’acquisizione dei rami d’azienda degli ex stabilimenti Ilva di Taranto. …
La divisione siderurgica di Thyssenkrupp è in crisi e inizierà a ristrutturare. Migliaia di posti di lavoro sono a rischio.
Il motore industriale europeo continua a perdere colpi. Produzione in calo, energia troppo cara, delocalizzazioni e ritardi tecnologici stanno accelerando la deindustrializzazione della UE.
L’industria tedesca, un tempo motore dell’economia europea, attraversa una fase di profonda debolezza strutturale. Competizione cinese, fine del gas russo …
Il Green Deal europeo rappresenta un approccio “ideologico ed estremista” che ha minato la competitività delle imprese europee, a scapito …
Negli ultimi mesi, un numero crescente di aziende del settore siderurgico della UE ha segnalato incendi e interruzioni della produzione.
L’industria automobilistica europea si prepara ad una nuovo e grave frenata. L’Associazione dei Costruttori Europei di Automobili (ACEA) ha lanciato …
L’Unione Europea prepara nuovi dazi sull’acciaio per proteggere il proprio mercato, ma la misura rischia di travolgere l’industria siderurgica britannica.
Costi energetici elevati, bassa domanda, export cinese e dazi stanno provocando il crollo del settore siderurgico europeo.
L’impegno dell’Europa nella produzione di acciaio a basse emissioni sta vacillando a causa dell’elevato costo dell’idrogeno verde e dell’elettricità.
L’escalation tra Israele e Iran riaccende i timori di una crisi energetica globale. Il rischio concreto di un blocco dello Stretto di Hormuz, crocevia del 30% del petrolio marittimo mondiale, potrebbe far impennare i prezzi e destabilizzare i mercati.
Volvo ha annunciato il taglio di 3.000 posti di lavoro, alimentando timori sul calo della domanda di acciaio a livello globale.
Mentre l’acciaio tedesco affronta una crisi senza precedenti tra sovrapproduzione globale, costi energetici elevati e pressioni ambientali, un altro metallo potrebbe emergere come protagonista della transizione industriale: l’alluminio.
L’ex Ilva sta affondando, mentre la burocrazia rallenta gli interventi urgenti. Il governo appare incapace di offrire una direzione chiara.
La UE accelera sui metalli critici con 47 progetti strategici per ridurre la dipendenza dalle importazioni, mentre i settori dei metalli tradizionali lottano per sopravvivere.
Gli elettori tedeschi si preparano ad andare alle urne, mentre i partiti politici cercano soluzioni a quello che sembra un inarrestabile declino della manifattura del paese.
Nonostante una leggera ripresa nel 2024, le capacità dei principali paesi produttori d’acciaio restano sottoutilizzate.
L’industria italiana è in crisi, tra calo della produzione, mancati investimenti e burocrazia soffocante, ma il problema sembra essere ignorato da politica e opinione pubblica, mentre il rischio di una pericolosa deindustrializzazione si fa sempre più concreto.
I produttori di acciaio europei stanno tagliando i costi, i posti di lavoro e ritardando il pagamento dei salari. Ecco dove sono i punti dolenti della nostra siderurgia.
Thyssenkrupp taglierà 11.000 posti di lavoro nella sua divisione siderurgica, che si trova in crisi profonda ormai da anni.
A partire dal 16 novembre, l’Austria è fuori dalle forniture di gas naturale russo, in seguito a una disputa arbitrale da 230 milioni di euro tra Gazprom e l’austriaca OMV.
Tra le cause della crisi siderurgica in Europa c’è anche l’incapacità dell’industria automobilistica tedesca di affrontare con successo la sfida dell’auto elettrica.
Una recente analisi di Bloomberg evidenzia come l’apatia e la resistenza dopo la strigliata di Mario Draghi per contrastare la debole crescita della produttività nell’Unione Europea, prevalgano su tutto.
La produzione siderurgica di agosto scende al livello più basso dal 2017, mentre anche la produzione industriale rallenta.
Secondo EUROFER, l’industria siderurgica e manifatturiera europea è a rischio esistenziale. L’Europa diventerà un museo industriale?
Le enormi scorte di materie prime della Cina mettono in luce tutta la gravità dei problemi economici che affliggono il paese.