I petrolieri USA hanno guadagnato 200 miliardi dalla guerra ucraina

L’utile netto aggregato per le società petrolifere e del gas quotate in borsa che operano negli Stati Uniti è stato di 200,24 miliardi di dollari per il secondo e il terzo trimestre di quest’anno.

I petrolieri USA hanno guadagnato 200 miliardi dalla guerra ucraina

Con la crisi energetica qualcuno perde e qualcuno guadagna. Chi perde è chiaro a tutti visto che qualsiasi cittadino sta misurando le perdite sulla propria pelle. Ma chi sono i vincitori in questi frangenti?

Secondo il Financial Times, non ci sono dubbi che tra questi ci siano le compagnie petrolifere americane che, dallo scoppio della guerra in Ucraina, hanno guadagnato 200 miliardi di dollari grazie ai prezzi dell’energia alle stelle. Tra di loro sono comprese le supermajor, i gruppi integrati di medie dimensioni e gli operatori indipendenti di shale più piccoli.

200 miliardi di dollari in 6 mesi

Secondo l’analisi dei rapporti sugli utili e delle valutazioni di S&P Global Commodity Insights per il secondo e il terzo trimestre di quest’anno, l’utile netto combinato delle società petrolifere e del gas quotate in borsa che operano negli Stati Uniti è stato di 200,24 miliardi di dollari. Si tratta di una cifra record per il settore, considerando che è maturata in soli 6 mesi e, con ogni probabilità, l’intero anno si chiuderà con risultati senza precedenti.

Come accennato, i produttori di petrolio statunitensi hanno beneficiato dei forti aumenti dei prezzi del gas e del petrolio che, subito dopo l’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina, ha raggiunto i 140 dollari al barile.

Speculatori di guerra o produttori che sanno fare il proprio lavoro?

Tuttavia, la gioia dei produttori di petrolio americani non è condivisa dall’Amministrazione Biden che accusa i petrolieri di trarre profitto dal conflitto, minacciandoli di aumentare le tasse. Una situazione simile a quella verificatasi in Europa, dove i governi hanno introdotto leggi per tassare i profitti derivanti dalla vendita di energia durante la crisi.

Mentre Stati Uniti e paesi europei stanno affrontando un’inflazione record da decenni, i prezzi dell’energia (gas naturale in primis) sono saliti a livelli tanto elevati da far perdere all’industria europea i suoi vantaggi competitivi.

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