La Cina consolida il controllo sulla filiera globale dell’alluminio

La Cina ha quasi esaurito lo spazio per aumentare la propria produzione interna di alluminio, ma sta aggirando il vincolo domestico con efficienza operativa e investimenti in Indonesia, Kazakistan e Angola. Il tetto produttivo di Pechino non ferma la leadership cinese, ma la sposta lungo la geografia mondiale della filiera.


Dalla crisi dell’alluminio in Medio Oriente l’Azerbaigian esce vincitore

Il conflitto in Medio Oriente ha spinto i prezzi dell’alluminio a livelli record, mentre sanzioni, CBAM e crisi energetica ridisegnano le filiere globali. In questo scenario, l’Azerbaijan emerge come uno dei protagonisti più dinamici, con produzione, export e ricavi di Azeraluminium in forte crescita.


Il mercato dell’acciaio (HRC) dorme, ma i prezzi guardano già a settembre

Il mercato europeo dei coils d’acciaio è immobile, ma le nuove quote tariffarie, il CBAM, le difficoltà logistiche e la minore disponibilità di import potrebbero cambiare l’equilibrio da settembre. Le acciaierie vedono spazio per salire, mentre distribuzione e centri di servizio comprano con cautela.


Rame fisico sotto pressione. Backwardation ai massimi dal 2021

Il rame si avvicina ai massimi storici mentre il mercato fisico si restringe. Premi record sul pronto, scorte LME in calo, fermi produttivi tra Cile, Indonesia e Repubblica Democratica del Congo raccontano una corsa guidata più dalla fragilità dell’offerta che da una vera accelerazione dell’economia mondiale.


Rame: il maltempo in Cile blocca le miniere e riapre il rischio-offerta

Le tempeste nel nord del Cile hanno fermato o rallentato diverse miniere di rame, da Caserones a Los Pelambres e El Teniente. L’impatto appare temporaneo, ma mette a nudo un mercato già esposto a minori gradi minerari, difficoltà idriche e tempi lunghi per sviluppare nuova offerta.


Scorte di alluminio LME ai minimi dal 1998, ma il mercato ignora il rischio fisico

Le scorte di alluminio del LME sono scese a 271.275 tonnellate, minimo dal 1998 e volume inferiore a una giornata di consumo globale. Il dato pesa ancora di più perché il metallo disponibile è in larga parte russo, mentre le tensioni nel Golfo e nello Stretto di Hormuz espongono la filiera a rischi concreti.


Norsk Hydro avverte: il deficit di alluminio può peggiorare

La crisi nello Stretto di Hormuz minaccia di aggravare il deficit globale di alluminio oltre le 900.000 tonnellate previste da Norsk Hydro. Mentre Cina e Indonesia tamponano l’offerta e le scorte europee si assottigliano, i prezzi LME risalgono in un mercato sempre più ostaggio della geopolitica.


Rame, alluminio e platinoidi: perché i prezzi non seguono più solo la domanda

Tra tassi alti, guerra in Iran e fame di rame per l’AI, i mercati dei metalli industriali e preziosi vivono un 2026 nervoso: rame sostenuto da domanda strutturale e offerta in affanno, alluminio che ha già dimenticato il premio geopolitico, platinoidi divisi tra la resilienza del platino e il crollo di fiducia sul palladio.


I prezzi dell’alluminio tornano appesi allo Stretto di Hormuz

Nel 2026 l’alluminio ha oscillato tra oltre 3.700 e circa 3.019 dollari per tonnellata, seguendo le tensioni nello Stretto di Hormuz. Dietro la volatilità, tuttavia, restano domanda solida, deficit globale e limiti concreti all’espansione produttiva in Cina e Indonesia.


Scorte di piombo al top storico, prezzi ai minimi dal 2022

Le scorte di piombo sul LME toccano il massimo storico dal 1970 dopo due consegne record di Trafigura a Singapore. Dietro l’ondata di metallo si nasconde un gioco di incentivi di magazzino, mentre i prezzi scivolano verso i minimi dal 2022.