Ristrutturazione radicale alla Thyssenkrupp (acciaio). Fuori 11mila lavoratori
La divisione siderurgica di Thyssenkrupp è in crisi e inizierà a ristrutturare. Migliaia di posti di lavoro sono a rischio.
Notizie economiche internazionali: materie prime, energia, agricoltura, metalli preziosi e metalli industriali.
La divisione siderurgica di Thyssenkrupp è in crisi e inizierà a ristrutturare. Migliaia di posti di lavoro sono a rischio.
La crescente spinta della Cina verso l’autosufficienza industriale minaccia di svuotare il commercio globale: Pechino esporta tutto, importa sempre meno e costringe il resto del mondo a scegliere tra maggiore competitività o protezionismo.
Il motore industriale europeo continua a perdere colpi. Produzione in calo, energia troppo cara, delocalizzazioni e ritardi tecnologici stanno accelerando la deindustrializzazione della UE.
Il paese punta a diventare un hub regionale per il ferro a basse emissioni entro il 2030, sostenuto da una strategia industriale chiara e da enormi potenzialità nelle energie rinnovabili.
L’esercito degli Stati Uniti prepara una svolta epocale: entro tre anni punta ad acquistare almeno un milione di droni, trasformandoli da armi sofisticate a strumenti “usa e getta” della guerra moderna.
L’Europa è divisa tra l’urgenza di garantirsi materie prime strategiche e la resistenza delle comunità locali contro le nuove miniere di litio. Il documentario “Europe’s Lithium Paradox” mette a nudo il conflitto tra transizione verde, indipendenza industriale e sostenibilità.
Ribelli dell’M23 hanno saccheggiato 500 chilogrammi d’oro dalla miniera di Twangiza, nell’est del Congo, scatenando un nuovo capitolo della guerra per le risorse.
La produzione mondiale di zenzero ha raggiunto livelli record, trainata da India, Nigeria e Cina. Ecco la classifica dei 10 più importanti paesi produttori nel mondo…
Il 2025 conferma che la mappa del potere automobilistico mondiale si sta ridisegnando e i produttori asiatici si impongono come i nuovi protagonisti.
L’Unione Europea prepara nuovi dazi sull’acciaio per proteggere il proprio mercato, ma la misura rischia di travolgere l’industria siderurgica britannica.
Nonostante l’aumento dei costi energetici e il calo delle esportazioni, il settore svizzero dell’alluminio mostra resilienza grazie anche al sostegno pubblico.
Costi energetici elevati, bassa domanda, export cinese e dazi stanno provocando il crollo del settore siderurgico europeo.
Dopo anni di prezzi deludenti e sotto-investimenti, le materie prime sembrano avviarsi verso un nuovo super ciclo.
Negli ultimi 5 anni, gli affitti sono aumentati vertiginosamente anche in tutte le città europee, scatenando proteste e tensioni sociali.
Il più grande deposito europeo di terre rare è al centro di un acceso dibattito: da un lato l’Europa lo considera fondamentale per ridurre la dipendenza dalla Cina, dall’altro la comunità Sami teme la fine della pastorizia delle renne.
Si prevede che il mercato globale dell’allumina e della bauxite crescerà da 84,5 miliardi di dollari nel 2025 a 125,9 miliardi di dollari entro il 2033.
L’industria siderurgica cinese vive una rivoluzione silenziosa. L’Intelligenza Artificiale sostituisce i forni rumorosi con sistemi intelligenti, guidando digitalizzazione, transizione verde e nascita di un’economia sempre più intelligente.
Molti dei paesi più ricchi del mondo sono anche tra i più piccoli: Singapore, Lussemburgo e Macao guidano la classifica del 2025.
Bruxelles sta valutando una stretta sulle esportazioni di rottami di alluminio per garantire alle fonderie europee un accesso più facile a materie prime sempre più scarse e costose.
L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il riciclo dei materiali, aumentando l’efficienza fino al 60% e aprendo ad un mercato miliardario.
Mentre la Cina ha realizzato oltre la metà del produzione globale di acciaio, l’India avanza con forza e l’Europa punta su decarbonizzazione e tecnologie di nicchia.
Negli ultimi sessant’anni la domanda di fertilizzanti a base di potassio è cresciuta più rapidamente della popolazione e della produzione agricola, diventando un elemento chiave per sfamare un pianeta sempre più popoloso e con meno terra coltivabile.
La corsa ai data center per l’Intelligenza Artificiale sta moltiplicando la domanda di rame. Rischiamo un deficit globale di 6 milioni di tonnellate entro il 2035.
La Russia sostiene che l’Unione Europea ha perso 1,16 trilioni di dollari (1 trilione di euro) a causa della risoluzione degli accordi energetici e commerciali con Mosca negli ultimi tre anni.
La domanda globale di terre rare magnetiche triplicherà entro il 2035, trainata da veicoli elettrici e turbine eoliche. Ma l’offerta, ancora dominata dalla Cina, fatica a tenere il passo.
Il governo Meloni punta a riaprire miniere in tutta Italia, ma dietro la strategia per l’indipendenza mineraria si nascondono dubbi ambientali, costi elevati e il sospetto di una mossa politica più che industriale.
Entro il 2034, il mercato globale del rame riciclato potrebbe triplicare, trainato dalla domanda di veicoli elettrici, energie rinnovabili e infrastrutture urbane.
La Groenlandia, nonostante possieda vaste riserve minerarie, non è interessata a diventare una grande potenza mineraria.
Il mercato globale dell’acciaio affronta il terzo anno consecutivo di calo della domanda, spingendo i produttori verso una trasformazione radicale: non più solo materia prima, ma soluzioni su misura ad alto valore aggiunto.
L’Unione Europea rischia di perdere il suo storico ruolo di esportatore di grano, travolta da crisi climatiche, politiche ambientali rigide e sanzioni contro i fertilizzanti russi.