Con il petrolio a 100 dollari, quanto saliranno i costi di rame, ferro e oro?
L’aumento del prezzo del petrolio potrebbe far salire i costi delle miniere fino al 20% per il ferro. Analisi degli effetti su rame e oro.
Notizie economiche internazionali: materie prime, energia, agricoltura, metalli preziosi e metalli industriali.
L’aumento del prezzo del petrolio potrebbe far salire i costi delle miniere fino al 20% per il ferro. Analisi degli effetti su rame e oro.
I droni e i sistemi di difesa occidentali sono molto vulnerabili a causa della loro dipendenza dai magneti cinesi. Esaminiamo la strategia della Cina dietro la guerra del futuro.
EUROMETAL avverte che l’asimmetria tra tutele sull’acciaio grezzo e scarsa protezione dei prodotti derivati, unita alle incertezze sul CBAM, potrebbe accelerare la perdita di capacità industriale europea.
Personal computer e laptop guidano il riciclo elettronico mondiale, mentre l’AI apre un nuovo segmento miliardario.
Il rame e le sue leghe rappresentano un settore strategico per l’industria italiana. Tra aziende medio‑grandi e distretti specializzati, la filiera nazionale punta su trasformazione, qualità e innovazione.
L’industria chimica europea affronta una crisi segnata dal crollo degli investimenti, dall’aumento delle chiusure di impianti e da costi energetici elevati.
Il Bureau of International Recycling contesta possibili restrizioni all’export di rottami di alluminio, ritenendole inefficaci e potenzialmente dannose per la filiera del riciclo.
I problemi economici della UE non sono per colpe esterne, ma per limiti interni al suo stesso mercato. Barriere, squilibri e un’eccessiva dipendenza dall’export continuano a frenare lo sviluppo dell’economia europea.
Mentre la UE limita le esportazioni per proteggere le proprie filiere, chiede interventi quando altri paesi, come l’Ucraina, adottano misure simili. Il caso polacco evidenzia così i doppi standard di una politica industriale sospesa tra libero mercato e protezionismo.
Il possibile rilancio dell’industria dell’alluminio venezuelana richiederebbe investimenti miliardari e profonde riforme, ma potrebbe contribuire a ridurre il deficit strutturale di metallo nelle Americhe.
L’intesa tra Stati Uniti e NATO rilancia il ruolo dell’Alleanza nell’Artico tra sicurezza, nuove rotte marittime e controllo delle risorse strategiche.
Lo stabilimento sardo ex Alcoa è fermo da anni, simbolo di una deindustrializzazione che continua a consumare risorse e speranze.
Le Big Tech entrano direttamente nella filiera del rame, trattando il metallo non più come una semplice commodity, ma come una risorsa strategica per data center, intelligenza artificiale e obiettivi climatici di lungo periodo.
La pressione statunitense sulla Groenlandia segna una svolta nei rapporti transatlantici: la sicurezza NATO non è più una garanzia a costo fisso, ma un accordo variabile, in cui risorse minerarie, spesa militare e sovranità diventano moneta di scambio in un equilibrio geopolitico sempre più instabile.
La cattura di Maduro da parte degli USA ha riacceso l’attenzione internazionale sulle immense risorse del sottosuolo venezuelano. Tra instabilità politica e nuovi equilibri geopolitici, l’oro potrebbe tornare al centro delle strategie economiche del paese.
La città svedese di Kiruna, da cui proviene circa l’80% del minerale di ferro estratto nell’Unione Europea, è al centro di una crisi silenziosa.
Tra crisi del settore, intervento dello Stato e ricerca di un compratore privato, British Steel è al centro di una sfida cruciale per il futuro dell’acciaio britannico e degli ultimi altoforni del paese.
La divisione siderurgica di Thyssenkrupp è in crisi e inizierà a ristrutturare. Migliaia di posti di lavoro sono a rischio.
La crescente spinta della Cina verso l’autosufficienza industriale minaccia di svuotare il commercio globale: Pechino esporta tutto, importa sempre meno e costringe il resto del mondo a scegliere tra maggiore competitività o protezionismo.
Il paese punta a diventare un hub regionale per il ferro a basse emissioni entro il 2030, sostenuto da una strategia industriale chiara e da enormi potenzialità nelle energie rinnovabili.
L’esercito degli Stati Uniti prepara una svolta epocale: entro tre anni punta ad acquistare almeno un milione di droni, trasformandoli da armi sofisticate a strumenti “usa e getta” della guerra moderna.
L’Europa è divisa tra l’urgenza di garantirsi materie prime strategiche e la resistenza delle comunità locali contro le nuove miniere di litio. Il documentario “Europe’s Lithium Paradox” mette a nudo il conflitto tra transizione verde, indipendenza industriale e sostenibilità.
Ribelli dell’M23 hanno saccheggiato 500 chilogrammi d’oro dalla miniera di Twangiza, nell’est del Congo, scatenando un nuovo capitolo della guerra per le risorse.
La produzione mondiale di zenzero ha raggiunto livelli record, trainata da India, Nigeria e Cina. Ecco la classifica dei 10 più importanti paesi produttori nel mondo…
Il 2025 conferma che la mappa del potere automobilistico mondiale si sta ridisegnando e i produttori asiatici si impongono come i nuovi protagonisti.
L’Unione Europea prepara nuovi dazi sull’acciaio per proteggere il proprio mercato, ma la misura rischia di travolgere l’industria siderurgica britannica.
Nonostante l’aumento dei costi energetici e il calo delle esportazioni, il settore svizzero dell’alluminio mostra resilienza grazie anche al sostegno pubblico.
Negli ultimi 5 anni, gli affitti sono aumentati vertiginosamente anche in tutte le città europee, scatenando proteste e tensioni sociali.
Il più grande deposito europeo di terre rare è al centro di un acceso dibattito: da un lato l’Europa lo considera fondamentale per ridurre la dipendenza dalla Cina, dall’altro la comunità Sami teme la fine della pastorizia delle renne.
Si prevede che il mercato globale dell’allumina e della bauxite crescerà da 84,5 miliardi di dollari nel 2025 a 125,9 miliardi di dollari entro il 2033.