Elettricità troppo costosa in Europa, anche dopo la transizione verde

Per preservare la base industriale europea sarebbe fondamentale fornire elettricità a prezzi competitivi. Tuttavia, anche dopo la transizione verde, i costi UE saranno troppo elevati rispetto a Cina e Stati Uniti.

Parlare di costi dell’elettricità nell’Unione Europea (UE) significa anche parlare di competitività del nostro sistema industriale. Un discorso che, anche alla luce dell’ultimo studio commissionato dall’associazione imprenditoriale BusinessEurope, sembra portare all’amara conclusione che preservare la base industriale del nostro continente non sia una priorità per la classe dirigente che siede a Bruxelles.

Lo studio in questione, pubblicato anche da Bloomberg, conclude che la UE, anche nello scenario migliore di un passaggio con successo ad un’economia a zero emissioni, avrà comunque prezzi dell’elettricità più alti rispetto a Stati Uniti e Cina. Nello scenario più favorevole, i costi di produzione dell’elettricità nella UE saranno almeno del 50% più alti rispetto a quelli dei paesi concorrenti.

Lo scenario peggiore: costi 3 volte superiori a quelli di Stati Uniti e Cina

Se poi invece prendiamo in considerazione l’ipotesi di un fallimento della transizione verde, con un rallentamento deli investimenti chiave dopo il 2025, i costi dell’elettricità europea saranno tre volte superiori a quelli di Stati Uniti e Cina.

Secondo Markus Bairer, CEO di BusinessEurope, ciò metterà le aziende europee in una posizione di enorme svantaggio e, se non si troverà un rimedio a costi tanto elevati, sarà impossibile preservare la base industriale europea.

I leader delle più grandi aziende industriali in Europa hanno ben chiaro che la riduzione dei costi energetici dovrebbe essere una delle priorità di Bruxelles. Tuttavia, nei fatti, i politici stanno dimostrando di avere altre priorità, mentre peggiorano anche le lungaggini burocratiche per le fonti energetiche rinnovabili.

Il CBAM salverà l’industria europea?

L’unica idea partorita fino ad oggi dalla UE per aiutare la competitività dell’industria europea è il CBAM, la tassa sulle emissioni di carbonio alla frontiera. Si tratta di un sistema di tassazione che dovrebbe penalizzare le produzioni extra UE inquinanti a favore delle produzioni europee. Tuttavia, la misura è molto controversa e gli effetti incerti (qualcuno ritiene possa essere una specie di boomerang per le nostre industrie).

Di certo, allo stato attuale delle cose, l’industria e l’economia di tutta Europa sono sotto assedio a causa degli alti prezzi dell’energia, oltre che da uno tsunami normativo di numerose nuove direttive da Bruxelles negli ultimi anni. Se non si porrà rimedio a questi problemi, il tracollo dell’industria europea è inevitabile.

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