La Cina consolida il controllo sulla filiera globale dell’alluminio

La Cina ha quasi esaurito lo spazio per aumentare la propria produzione interna di alluminio, ma sta aggirando il vincolo domestico con efficienza operativa e investimenti in Indonesia, Kazakistan e Angola. Il tetto produttivo di Pechino non ferma la leadership cinese, ma la sposta lungo la geografia mondiale della filiera.


Perché la fibra di carbonio sostituisce l’alluminio negli aerei commerciali

I grandi aerei a lungo raggio hanno progressivamente sostituito l’alluminio con compositi in fibra di carbonio. Meno peso, migliore resistenza alla fatica e alla corrosione, maggiore autonomia e nuove possibilità per il comfort di cabina ridefiniscono l’economia stessa del volo.


Dalla crisi dell’alluminio in Medio Oriente l’Azerbaigian esce vincitore

Il conflitto in Medio Oriente ha spinto i prezzi dell’alluminio a livelli record, mentre sanzioni, CBAM e crisi energetica ridisegnano le filiere globali. In questo scenario, l’Azerbaijan emerge come uno dei protagonisti più dinamici, con produzione, export e ricavi di Azeraluminium in forte crescita.


Il mercato dell’acciaio (HRC) dorme, ma i prezzi guardano già a settembre

Il mercato europeo dei coils d’acciaio è immobile, ma le nuove quote tariffarie, il CBAM, le difficoltà logistiche e la minore disponibilità di import potrebbero cambiare l’equilibrio da settembre. Le acciaierie vedono spazio per salire, mentre distribuzione e centri di servizio comprano con cautela.


Più solare, meno autonomia: Europa in ritardo sull’accumulo energetico

L’Europa accelera sulle rinnovabili, ma resta indietro sull’accumulo. Tra prezzi negativi, dipendenza dalle importazioni e dominio cinese nelle filiere del litio, la batteria di sabbia installata in Finlandia indica una possibile strada: tecnologie diverse per bisogni energetici diversi.


Dopo l’altoforno: dove si sposta il valore nella siderurgia europea

L’industria siderurgica europea entra in una fase in cui il carbone perde convenienza, il vantaggio energetico si concentra nel Golfo e in India e la competitività dipende dalla capacità di controllare rottame, forniture a basse emissioni e lavorazioni ad alto valore aggiunto.


Norsk Hydro avverte: il deficit di alluminio può peggiorare

La crisi nello Stretto di Hormuz minaccia di aggravare il deficit globale di alluminio oltre le 900.000 tonnellate previste da Norsk Hydro. Mentre Cina e Indonesia tamponano l’offerta e le scorte europee si assottigliano, i prezzi LME risalgono in un mercato sempre più ostaggio della geopolitica.


I prezzi dell’alluminio tornano appesi allo Stretto di Hormuz

Nel 2026 l’alluminio ha oscillato tra oltre 3.700 e circa 3.019 dollari per tonnellata, seguendo le tensioni nello Stretto di Hormuz. Dietro la volatilità, tuttavia, restano domanda solida, deficit globale e limiti concreti all’espansione produttiva in Cina e Indonesia.