Poco ma concentrato: il petrolio italiano è (quasi) tutto in Basilicata
Analisi critica del petrolio italiano: un settore piccolo ma strategico, dominato dalla Basilicata, vincolato dal PiTESAI e sempre più orientato alla riconversione degli asset.
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Analisi critica del petrolio italiano: un settore piccolo ma strategico, dominato dalla Basilicata, vincolato dal PiTESAI e sempre più orientato alla riconversione degli asset.
La crisi in Medio Oriente ha tagliato l’offerta globale di greggio di 11 milioni di barili al giorno e paralizzato il mercato del GNL, smascherando l’eccessivo ottimismo delle stime dei governi.
Israele, regista del conflitto in Medio Oriente, ha una esposizione petrolifera molto meno critica di quella degli altri paesi. Ecco perché…
JP Morgan mette in guardia contro un’imminente crisi globale dell’offerta che inizierà a esaurire progressivamente le scorte di petrolio a partire da aprile.
Il conflitto in Iran riaccende l’incubo di una crisi petrolifera globale: l’Amministrazione Trump esamina scenari fino a 200 dollari al barile che metterebbero in crisi crescita e stabilità economica.
La guerra nel Golfo Persico non minaccia solo l’energia, ma il cuore della finanza globale: il ciclo del petro-capitale. La sua interruzione rischia di innescare una crisi di liquidità e credito su scala mondiale.
La crisi nel Golfo ridefinisce gli equilibri energetici globali: il controllo delle rotte passa all’Iran, mentre produzione e fiducia crollano.
Il mercato dell’uranio è ad un punto di svolta. La domanda nucleare cresce, l’offerta affronta problemi geopolitici e i prezzi dovrebbero adeguarsi per sostenere lo sviluppo di nuove miniere e per garantire la sicurezza delle forniture energetiche.
La chiusura dello Stretto di Hormuz sta paralizzando il traffico energetico del Golfo. Tra produzione sospesa, petroliere ferme e rischio di forza maggiore, il mercato teme un possibile balzo del petrolio fino a 150 dollari al barile.
Lo Stretto di Hormuz concentra un quinto dei flussi petroliferi mondiali e resta il principale punto critico dell’energia globale.
Analisi aggiornata del mercato del litio: prezzi, domanda EV, storage energetico e scenari industriali nel 2026.
La domanda energetica globale ha raggiunto un nuovo record, confermando il ruolo ancora dominante dei combustibili fossili.
Le forze speciali statunitensi hanno catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, per portarli negli Stati Uniti e processarli.
Tra offerta limitata, nuove politiche di supporto e fabbisogni energetici strutturali, il settore dell’uranio si avvia verso un quadro più solido in vista del 2026 e oltre.
I data center stanno diventando un concorrente diretto delle fonderie di alluminio. Alcoa avverte che questo squilibrio rende quasi impossibile sviluppare nuovi impianti metallurgici.
Nel biennio 2023–2024 l’alluminio ha mostrato il suo doppio volto: in Europa è sempre più “green”, grazie a idroelettrico e nucleare, mentre in Asia continua a dipendere dal carbone.
La domanda di uranio è attesa in forte crescita, ma le miniere esistenti andranno esaurendosi e i nuovi progetti richiedono tempi lunghi.
La crescente domanda energetica dell’intelligenza artificiale sta determinando una rapida espansione della produzione energetica, che spesso coinvolge impianti a combustibili fossili.
Gli Stati Uniti sono diventati il principale fornitore di petrolio e GNL della UE e il secondo fornitore di carbone. Si prevede che il commercio di energia tra i due paesi aumenterà notevolmente nei prossimi 3 anni.
La Cina è leader mondiale nell’elettrificazione con un tasso del 30%, di gran lunga superiore a quello della UE e degli Stati Uniti.
Dalla Druzhba sovietica al bypass cinese del Mar di Malacca, queste infrastrutture non solo alimentano economie, ma disegnano anche alleanze strategiche.
La reale portata del consumo energetico dell’Intelligenza Artificiale e il relativo impatto ambientale sono in gran parte sconosciuti a causa di una totale mancanza di trasparenza.
Lo Stretto di Hormuz, passaggio fondamentale per il trasporto mondiale di petrolio, resta aperto nonostante il conflitto tra Israele ed Iran, mentre gli analisti ritengono improbabile una chiusura.
Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, per rame, litio, nichel, cobalto, grafite e terre rare, la quota di mercato media dei primi tre paese produttori è salita all’86%.
L’Africa detiene una quota significativa dei minerali essenziali al mondo per le tecnologie delle energie rinnovabili e per i veicoli elettrici.
La domanda è più debole del previsto e ci sono rischi legati all’aumento dell’offerta da parte dell’OPEC+. Nello scenario più estremo il Brent potrebbe scendere fino a 40 dollari.
La corsa globale al nucleare, alimentata dalla transizione energetica e dalla crescita dell’intelligenza artificiale, potrebbe portare all’esaurimento delle riserve di uranio entro il 2080 se non verranno avviati nuovi investimenti in esplorazione e produzione.
La Guyana è diventata un attore importante nel mercato petrolifero mondiale grazie a enormi scoperte di petrolio offshore. Ciò ha portato a una crescita economica esponenziale, rendendola l’economia in più rapida crescita al mondo nel 2024.
Il governo italiano ha approvato una legge per revocare il divieto di circa 40 anni fa sull’energia nucleare, con l’obiettivo di stabilire un quadro normativo completo per la produzione sostenibile di energia nucleare.
Russia e Stati Uniti stanno trattando segretamente sulla possibile cessione del gasdotto a investitori americani. Nel frattempo, nonostante le sanzioni, l’Europa continua a importare gas russo, con un aumento del 50% rispetto al 2023.