La Cina torna a comprare oro in grandi quantità: acquisti ai massimi dal 2023
La banca centrale cinese ha aumentato le riserve auree per il quinto mese consecutivo, intensificando gli acquisti dopo una serie …
La banca centrale cinese ha aumentato le riserve auree per il quinto mese consecutivo, intensificando gli acquisti dopo una serie …
L’oro potrebbe raggiungere 6.000 dollari l’oncia nei prossimi anni, sostenuto dall’aumento del debito pubblico degli Stati Uniti, dagli acquisti delle …
Il boom dell’oro sostiene esportazioni, riserve e gettito fiscale in Asia Centrale, ma espone Uzbekistan, Kyrgyzstan e Kazakhstan a inflazione, debito e dipendenza da un’unica materia prima.
Le banche centrali continuano a sostenere il mercato dell’oro con acquisti stimati tra 750 e 850 tonnellate nel 2026, ben oltre la media storica. Una domanda costante e poco sensibile al prezzo che rafforza il ruolo del metallo giallo come bene rifugio e ne limita il rischio di ribassi prolungati.
Secondo il Financial Times, le banche centrali stanno riportando l’oro nei propri caveau nazionali, mentre aumentano gli acquisti di metallo prezioso e diminuisce la fiducia nella neutralità delle infrastrutture finanziarie internazionali.
Un antico impatto meteoritico nei Goldfields dell’Australia Occidentale potrebbe aver redistribuito l’oro nella crosta terrestre.
L’oro ha superato gli US Treasuries come principale asset di riserva globale detenuto dalle banche centrali. Cresce la sfiducia verso un sistema finanziario troppo dipendente dal dollaro e sempre più esposto a tensioni geopolitiche e sanzioni.
Oro, argento, platino e palladio tornano al centro dell’attenzione come strumenti di difesa del patrimonio e di diversificazione. Scopriamo come funzionano, quali sono i rischi reali e come costruire una strategia solida tra bene rifugio, domanda industriale e nuove opportunità di mercato.
BlackRock, Fidelity e Regal Partners parlano di super-ciclo dei metalli. Tutto quello che c’è da sapere sulla grande scommessa sui metalli industriali.
L’oro sta tornando al centro delle riserve globali mentre le banche centrali riducono l’esposizione al dollaro. Secondo Deutsche Bank, la frammentazione geopolitica e il timore di sanzioni occidentali potrebbero spingere il metallo fino a 8.000 dollari l’oncia nei prossimi cinque anni.
Il calo delle previsioni sull’oro di Morgan Stanley segnala un cambiamento strutturale: da bene rifugio a indicatore macro, tra tassi reali in aumento e nuove dinamiche geopolitiche.
Tra de-dollarizzazione, ESG e costi estrattivi in aumento, il mercato dell’oro ha cambiato struttura in modo permanente.
La guerra USA-Iran pesa sull’economia globale tra lo 0,4% e lo 0,7% del PIL e riaccende il mercato bullish sull’oro, mentre i metalli industriali soffrono per il caro carburante e le prospettive di crescita più deboli.
L’intervento americano in Venezuela ha aperto le porte a massicci investimenti nei settori dell’oro, del petrolio e dei metalli rari. Dietro le promesse di stabilità e sicurezza offerte da Washington, si nasconde però la brutale corsa per accaparrarsi le risorse dell’Orinoco.
Deflussi record dagli ETF sulle commodity nel pieno della crisi in Medio Oriente: oro e argento sotto pressione mentre gli investitori privilegiano liquidità e realizzo dei profitti.
L’aumento del prezzo del petrolio potrebbe far salire i costi delle miniere fino al 20% per il ferro. Analisi degli effetti su rame e oro.
Il caso della famiglia Lundin dimostra come il boom dell’oro stia creando rendimenti straordinari anche nel settore minerario. Una partecipazione da 17,5 milioni di dollari canadesi si è trasformata in un asset da circa un miliardo.
Bian Ximing, celebre trader cinese dell’oro, punta adesso sull’argento con una posizione corta record (300 milioni di dollari).
Tra domanda delle banche centrali, crescente interesse degli investitori privati e un outlook più cauto sull’argento, il metallo giallo continua a occupare una posizione centrale nelle strategie di lungo periodo.
Una violenta presa di profitto ha colpito i mercati dei metalli. La correzione si è estesa ai titoli minerari, cancellando in poche ore miliardi di capitalizzazione.
I trader di opzioni scommettono su un ulteriore rialzo dei prezzi dell’oro dopo che il metallo prezioso ha superato per …
Ieri (23 gennaio) l’argento ha superato per la prima volta i 100 dollari l’oncia, in un contesto di crescente domanda …
Rame, stagno, alluminio e argento stanno diventando metalli strategici, spinti da prezzi record, scarsità di offerta e tensioni geopolitiche.
La cattura di Maduro da parte degli USA ha riacceso l’attenzione internazionale sulle immense risorse del sottosuolo venezuelano. Tra instabilità politica e nuovi equilibri geopolitici, l’oro potrebbe tornare al centro delle strategie economiche del paese.
Il 2026 si profila come un anno di consolidamento più che di svolta: mercati sostenuti da politiche favorevoli e dall’integrazione dell’intelligenza artificiale, ma immersi in un contesto geopolitico fragile e frammentato.
Visione piuttosto ribassista per ING sui mercati energetici. Al contrario, la maggior parte dei metalli soffrirà di problemi d’offerta, con pressioni rialziste sui prezzi.
Sono state estratte circa 216.000 tonnellate d’oro, mentre nel sottosuolo rimangono circa 64.000 tonnellate di riserve.
Le nuove previsioni di ING sulle materie prime premiano oro e rame, spinti da domanda solida e tassi reali più bassi, mentre petrolio e gas restano sotto pressione per l’abbondanza di offerta.
Gli analisti di JP Morgan mantengono una prospettiva rialzista sull’oro, I prezzi potrebbero raggiungere una media di 5.055 dollari l’oncia entro il quarto trimestre del 2026.
Ribelli dell’M23 hanno saccheggiato 500 chilogrammi d’oro dalla miniera di Twangiza, nell’est del Congo, scatenando un nuovo capitolo della guerra per le risorse.