Prezzi record e offerta fragile: la metamorfosi silenziosa dei mercati dei metalli
Rame, stagno, alluminio e argento stanno diventando metalli strategici, spinti da prezzi record, scarsità di offerta e tensioni geopolitiche.
Rame, stagno, alluminio e argento stanno diventando metalli strategici, spinti da prezzi record, scarsità di offerta e tensioni geopolitiche.
La cattura di Maduro da parte degli USA ha riacceso l’attenzione internazionale sulle immense risorse del sottosuolo venezuelano. Tra instabilità politica e nuovi equilibri geopolitici, l’oro potrebbe tornare al centro delle strategie economiche del paese.
Il 2026 si profila come un anno di consolidamento più che di svolta: mercati sostenuti da politiche favorevoli e dall’integrazione dell’intelligenza artificiale, ma immersi in un contesto geopolitico fragile e frammentato.
Visione piuttosto ribassista per ING sui mercati energetici. Al contrario, la maggior parte dei metalli soffrirà di problemi d’offerta, con pressioni rialziste sui prezzi.
Sono state estratte circa 216.000 tonnellate d’oro, mentre nel sottosuolo rimangono circa 64.000 tonnellate di riserve.
Le nuove previsioni di ING sulle materie prime premiano oro e rame, spinti da domanda solida e tassi reali più bassi, mentre petrolio e gas restano sotto pressione per l’abbondanza di offerta.
Gli analisti di JP Morgan mantengono una prospettiva rialzista sull’oro, I prezzi potrebbero raggiungere una media di 5.055 dollari l’oncia entro il quarto trimestre del 2026.
Ribelli dell’M23 hanno saccheggiato 500 chilogrammi d’oro dalla miniera di Twangiza, nell’est del Congo, scatenando un nuovo capitolo della guerra per le risorse.
Con un rialzo del 54% da inizio anno, il metallo giallo si conferma il rifugio preferito dagli investitori in tempi di incertezza.
Dopo anni di prezzi deludenti e sotto-investimenti, le materie prime sembrano avviarsi verso un nuovo super ciclo.
Il metallo prezioso ha già segnato un +41% da inizio anno, superando i 3.700 dollari, mentre Goldman Sachs intravede scenari fino a 5.000 dollari.
Donald Trump ha esentato alcuni metalli dai dazi doganali. Tra questi ci sono grafite, tungsteno, uranio e lingotti d’oro.
UBS rivede al rialzo le sue previsioni sull’oro. Il metallo rifugio potrebbe raggiungere i 3.700 dollari nel 2026, spinto dalla domanda delle banche centrali, dagli ETF e dal crescente processo di de-dollarizzazione.
Secondo Fidelity Investments, gli investitori stanno comprando metallo giallo in un contesto di grande incertezza economica e politica.
Una coppia americana ultraottantenne è accusata in Francia di aver venduto online lingotti d’oro trafugati da un relitto affondato nel 1746.
Presentato a Shanghai un bancomat per il riciclo dell’oro, che consente ai consumatori di trasformare rapidamente i propri gioielli in contanti.
Secondo Bank of America, l’oro potrebbe raggiungere i 4.000 dollari l’oncia entro un anno, spinto non tanto dalle tensioni geopolitiche quanto dal crescente debito fiscale degli Stati Uniti.
Italia e Germania stanno valutando il rimpatrio di 245 miliardi di dollari in oro custoditi presso la Federal Reserve di New York.
Il leggendario deposito, custodisce oltre 4.000 tonnellate d’oro ed è uno dei luoghi più protetti al mondo. Tra misteri, sicurezza estrema e visite rarissime, Fort Knox continua a essere un simbolo del potere economico americano.
Nel pieno di una nuova corsa globale all’oro, alimentata da tensioni geopolitiche e instabilità economica, le più grandi miniere del mondo giocano un ruolo cruciale.
Prima che Donald Trump finisca di essere Presidente degli Stati Uniti, i prezzi dell’oro arriveranno a 6.000 dollari come prevede JPMorgan?
La decisione dell’Occidente di congelare le riserve valutarie russe ha spinto molte banche centrali a riconsiderare la sicurezza delle proprie riserve in dollari e a spostarsi verso l’oro.
Le motivazioni storiche per cui la Germania ha deposita l’oro all’estero sono in discussione, con una crescente pressione affinché le riserve auree vengano riportate a Francoforte.
Le incertezze legate alle politiche commerciali statunitensi continuano a sostenere il rally del metallo prezioso.
La domanda di rame supererà l’offerta dal 2027, mentre l’oro continuerà a beneficiare dell’inflazione e dell’incertezza economica globale.
La corsa dell’oro sembra inarrestabile. Questa volta la miccia che ha innescato la salita è l’annuncio di Trump di nuovi dazi per alluminio e acciaio.
Goldman Sachs rivede le stime su dove arriveranno i prezzi dell’oro. Non arriveranno a 3000 dollari alla fine di quest’anno, ma a 2910 dollari.
Il prezzo dell’oro ha registrato un’impennata incredibile nel 2024, guadagnando quasi il 30%. Ma, nel 2025, il panorama politico globale è destinato a un cambiamento radicale con impatti significativi anche per il mercato del metallo giallo.
L’esito delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti preannuncia nuovi dazi che penalizzeranno i metalli industriali in genere ma favoriranno, per esempio, le aziende siderurgiche americane.
Il prezzo dell’oro è arrivato a 2.800 dollari a causa dell’incertezza per le elezioni negli Stati Uniti. Tuttavia, le banche centrali hanno rallentato gli acquisti per i prezzi troppo elevati.