Petrolio: Brent verso i 70 dollari entro il 2027 secondo Morgan Stanley
Morgan Stanley ha ridotto in modo significativo le proprie previsioni sul prezzo del petrolio per i prossimi 18 mesi, ritenendo …
Morgan Stanley ha ridotto in modo significativo le proprie previsioni sul prezzo del petrolio per i prossimi 18 mesi, ritenendo …
Il mercato petrolifero ha registrato una brusca inversione di tendenza dopo i colloqui tra Stati Uniti e Iran svoltisi in …
David Solomon di Goldman Sachs prevede che il restringimento dell’offerta di petrolio spingerà l’inflazione verso l’alto, costringendo i consumatori a cambiare comportamento dopo luglio.
Il conflitto in Medio Oriente non sta solo agitando i mercati ma sta riscrivendo le catene globali di approvvigionamento di petrolio, LNG, fertilizzanti, petrolchimica e alluminio.
Le scorte mondiali di petrolio, finora vero cuscinetto contro il caos energetico provocato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, si …
Secondo la World Bank, energia, fertilizzanti e sicurezza alimentare globale sono sotto pressione, con 45 milioni di persone a rischio insicurezza alimentare acuta se il petrolio supera i 100 dollari.
Il Venezuela post-Maduro si apre agli investitori petroliferi, ma la realtà dell’Orinoco Belt è quella di infrastrutture corrose, pozzi abbandonati …
I prezzi del petrolio sono aumentati nuovamente in seguito alla notizia che gli Stati Uniti stanno valutando un’altra azione militare …
Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le sue previsioni sui prezzi del petrolio. Le nuove previsioni della banca d’investimento sono …
Il Venezuela post-Maduro si apre agli investitori petroliferi, ma la realtà dell’Orinoco Belt è quella di infrastrutture corrose, pozzi abbandonati e un disastro ecologico non rendicontato da anni. Le Big Oil frenano, nonostante le pressioni di Trump.
Israele, regista del conflitto in Medio Oriente, ha una esposizione petrolifera molto meno critica di quella degli altri paesi. Ecco …
Analisi critica del petrolio italiano: un settore piccolo ma strategico, dominato dalla Basilicata, vincolato dal PiTESAI e sempre più orientato alla riconversione degli asset.
La crisi in Medio Oriente ha tagliato l’offerta globale di greggio di 11 milioni di barili al giorno e paralizzato il mercato del GNL, smascherando l’eccessivo ottimismo delle stime dei governi.
Il blocco militare degli Stati Uniti ordinato da Donald Trump contro le navi in uscita dall’Iran nello Stretto di Hormuz ha subito innescato un violento rimbalzo delle quotazioni …
Le prossime due settimane saranno cruciali. Se le interruzioni nel Golfo Persico dovessero persistere, una serie di problemi a catena potrebbe innescare inflazione, carenze e un ampio shock economico globale.
Israele, regista del conflitto in Medio Oriente, ha una esposizione petrolifera molto meno critica di quella degli altri paesi. Ecco perché…
JP Morgan mette in guardia contro un’imminente crisi globale dell’offerta che inizierà a esaurire progressivamente le scorte di petrolio a partire da aprile.
Il conflitto in Iran riaccende l’incubo di una crisi petrolifera globale: l’Amministrazione Trump esamina scenari fino a 200 dollari al barile che metterebbero in crisi crescita e stabilità economica.
L’Iran ha avvisato il mondo di prepararsi ad un prezzo del petrolio di 200 dollari al barile, mentre l’Agenzia Internazionale …
La guerra nel Golfo Persico non minaccia solo l’energia, ma il cuore della finanza globale: il ciclo del petro-capitale. La sua interruzione rischia di innescare una crisi di liquidità e credito su scala mondiale.
La crisi nel Golfo ridefinisce gli equilibri energetici globali: il controllo delle rotte passa all’Iran, mentre produzione e fiducia crollano.
L’aumento del prezzo del petrolio potrebbe far salire i costi delle miniere fino al 20% per il ferro. Analisi degli effetti su rame e oro.
Nel giro di pochi anni il sistema di approvvigionamento petrolifero italiano ha cambiato volto. Per un paese che importa oltre il …
Il petrolio italiano arriva sempre più dal Mediterraneo allargato. Il ritorno della Libia come primo fornitore e la fine delle importazioni russe hanno ridisegnato la mappa energetica del paese, aumentando al tempo stesso l’esposizione a crisi geopolitiche tra Nordafrica, Mar Rosso e Medio Oriente.
La chiusura dello Stretto di Hormuz sta paralizzando il traffico energetico del Golfo. Tra produzione sospesa, petroliere ferme e rischio di forza maggiore, il mercato teme un possibile balzo del petrolio fino a 150 dollari al barile.
Il blocco di fatto dello Stretto di Hormuz riaccende il rischio su petrolio, GNL, fertilizzanti, inflazione e materie prime in generale.
Lo Stretto di Hormuz concentra un quinto dei flussi petroliferi mondiali e resta il principale punto critico dell’energia globale.
La domanda energetica globale ha raggiunto un nuovo record, confermando il ruolo ancora dominante dei combustibili fossili.
Le forze speciali statunitensi hanno catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, per portarli negli Stati Uniti e processarli.
Visione piuttosto ribassista per ING sui mercati energetici. Al contrario, la maggior parte dei metalli soffrirà di problemi d’offerta, con pressioni rialziste sui prezzi.