Poco ma concentrato: il petrolio italiano è (quasi) tutto in Basilicata
Analisi critica del petrolio italiano: un settore piccolo ma strategico, dominato dalla Basilicata, vincolato dal PiTESAI e sempre più orientato alla riconversione degli asset.
Analisi critica del petrolio italiano: un settore piccolo ma strategico, dominato dalla Basilicata, vincolato dal PiTESAI e sempre più orientato alla riconversione degli asset.
La crisi in Medio Oriente ha tagliato l’offerta globale di greggio di 11 milioni di barili al giorno e paralizzato il mercato del GNL, smascherando l’eccessivo ottimismo delle stime dei governi.
Il blocco militare degli Stati Uniti ordinato da Donald Trump contro le navi in uscita dall’Iran nello Stretto di Hormuz ha subito innescato un violento rimbalzo delle quotazioni …
I prezzi del petrolio sono crollati sotto i 100 dollari dopo che il presidente americano Trump ha annunciato un accordo …
Le prossime due settimane saranno cruciali. Se le interruzioni nel Golfo Persico dovessero persistere, una serie di problemi a catena potrebbe innescare inflazione, carenze e un ampio shock economico globale.
Israele, regista del conflitto in Medio Oriente, ha una esposizione petrolifera molto meno critica di quella degli altri paesi. Ecco perché…
JP Morgan mette in guardia contro un’imminente crisi globale dell’offerta che inizierà a esaurire progressivamente le scorte di petrolio a partire da aprile.
Il conflitto in Iran riaccende l’incubo di una crisi petrolifera globale: l’Amministrazione Trump esamina scenari fino a 200 dollari al barile che metterebbero in crisi crescita e stabilità economica.
L’Iran ha avvisato il mondo di prepararsi ad un prezzo del petrolio di 200 dollari al barile, mentre l’Agenzia Internazionale …
La guerra nel Golfo Persico non minaccia solo l’energia, ma il cuore della finanza globale: il ciclo del petro-capitale. La sua interruzione rischia di innescare una crisi di liquidità e credito su scala mondiale.
La crisi nel Golfo ridefinisce gli equilibri energetici globali: il controllo delle rotte passa all’Iran, mentre produzione e fiducia crollano.
L’aumento del prezzo del petrolio potrebbe far salire i costi delle miniere fino al 20% per il ferro. Analisi degli effetti su rame e oro.
Nel giro di pochi anni il sistema di approvvigionamento petrolifero italiano ha cambiato volto. Per un paese che importa oltre il …
Il petrolio italiano arriva sempre più dal Mediterraneo allargato. Il ritorno della Libia come primo fornitore e la fine delle importazioni russe hanno ridisegnato la mappa energetica del paese, aumentando al tempo stesso l’esposizione a crisi geopolitiche tra Nordafrica, Mar Rosso e Medio Oriente.
I mercati azionari asiatici sono crollati, poiché la spinta inflazionistica dovuta all’impennata dei prezzi del petrolio sta minacciando di far …
La chiusura dello Stretto di Hormuz sta paralizzando il traffico energetico del Golfo. Tra produzione sospesa, petroliere ferme e rischio di forza maggiore, il mercato teme un possibile balzo del petrolio fino a 150 dollari al barile.
JPMorgan Chase ha avvertito che i prezzi del Brent potrebbero salire a 120 dollari al barile se il conflitto in …
Il blocco di fatto dello Stretto di Hormuz riaccende il rischio su petrolio, GNL, fertilizzanti, inflazione e materie prime in generale.
Lo Stretto di Hormuz concentra un quinto dei flussi petroliferi mondiali e resta il principale punto critico dell’energia globale.
La domanda energetica globale ha raggiunto un nuovo record, confermando il ruolo ancora dominante dei combustibili fossili.
Le forze speciali statunitensi hanno catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, per portarli negli Stati Uniti e processarli.
Visione piuttosto ribassista per ING sui mercati energetici. Al contrario, la maggior parte dei metalli soffrirà di problemi d’offerta, con pressioni rialziste sui prezzi.
La produzione di petrolio pesante e acido del Venezuela, pari a 1-1,1 milioni di barili al giorno, è fondamentale per le raffinerie statunitensi e asiatiche. Qualsiasi interruzione potrebbe far impennare i prezzi del Brent e del gasolio.
Dopo anni di prezzi deludenti e sotto-investimenti, le materie prime sembrano avviarsi verso un nuovo super ciclo.
Dalla Druzhba sovietica al bypass cinese del Mar di Malacca, queste infrastrutture non solo alimentano economie, ma disegnano anche alleanze strategiche.
Mentre piovono sul paese bombe americane e israeliane, non va dimenticato che l’Iran è determinante per gli equilibri petroliferi globali.
Lo Stretto di Hormuz, passaggio fondamentale per il trasporto mondiale di petrolio, resta aperto nonostante il conflitto tra Israele ed Iran, mentre gli analisti ritengono improbabile una chiusura.
L’escalation tra Israele e Iran riaccende i timori di una crisi energetica globale. Il rischio concreto di un blocco dello Stretto di Hormuz, crocevia del 30% del petrolio marittimo mondiale, potrebbe far impennare i prezzi e destabilizzare i mercati.
La Banca Mondiale prevede che i prezzi globali delle materie prime subiranno un forte calo nel 2025 e nel 2026.
La domanda è più debole del previsto e ci sono rischi legati all’aumento dell’offerta da parte dell’OPEC+. Nello scenario più estremo il Brent potrebbe scendere fino a 40 dollari.