Con il petrolio a 100 dollari, quanto saliranno i costi di rame, ferro e oro?
L’aumento del prezzo del petrolio potrebbe far salire i costi delle miniere fino al 20% per il ferro. Analisi degli effetti su rame e oro.
L’aumento del prezzo del petrolio potrebbe far salire i costi delle miniere fino al 20% per il ferro. Analisi degli effetti su rame e oro.
Tra energia cara, domanda debole, incertezza normativa in Europa e protezionismo, il settore dei prodotti lunghi affronta una fase instabile e difficile da prevedere.
Il mercato dell’uranio è ad un punto di svolta. La domanda nucleare cresce, l’offerta affronta problemi geopolitici e i prezzi dovrebbero adeguarsi per sostenere lo sviluppo di nuove miniere e per garantire la sicurezza delle forniture energetiche.
Il petrolio italiano arriva sempre più dal Mediterraneo allargato. Il ritorno della Libia come primo fornitore e la fine delle importazioni russe hanno ridisegnato la mappa energetica del paese, aumentando al tempo stesso l’esposizione a crisi geopolitiche tra Nordafrica, Mar Rosso e Medio Oriente.
Le tensioni nello Stretto di Hormuz mettono a rischio le forniture globali di zolfo, materia prima essenziale per produrre acido solforico. Nichel indonesiano e rame africano potrebbero subire rallentamenti produttivi, mentre cresce la competizione globale per le forniture.
La chiusura dello Stretto di Hormuz sta paralizzando il traffico energetico del Golfo. Tra produzione sospesa, petroliere ferme e rischio di forza maggiore, il mercato teme un possibile balzo del petrolio fino a 150 dollari al barile.
Si stanno interrompendo i flussi di alluminio dal Medio Oriente. Gli analisti ipotizzano scenari fino a 4.000 dollari per tonnellata, mentre i premi fisici in Europa e USA segnano nuovi record.
Lo Stretto di Hormuz concentra un quinto dei flussi petroliferi mondiali e resta il principale punto critico dell’energia globale.
EUROMETAL avverte che l’asimmetria tra tutele sull’acciaio grezzo e scarsa protezione dei prodotti derivati, unita alle incertezze sul CBAM, potrebbe accelerare la perdita di capacità industriale europea.
I prezzi europei di HRC, CRC e zincato tornano ai livelli più alti dal 2024. CBAM e nuove salvaguardie riducono l’import e rafforzano le acciaierie UE.
Il CBAM è decisivo per la competitività dell’alluminio europeo. Senza l’inclusione di tutto il secondario e con l’estensione alle emissioni indirette, il rischio è penalizzare la filiera UE e favorire le importazioni.
Sicurezza, durata e sostenibilità: la batteria a base di salamoia di tofu potrebbe rivoluzionare l’accumulo stazionario.
Personal computer e laptop guidano il riciclo elettronico mondiale, mentre l’AI apre un nuovo segmento miliardario.
Un focus sui principali produttori mondiali di estrusi in alluminio e sulle nuove strategie industriali dei leader di settore.
Il rame è al centro delle preoccupazioni industriali: prezzi in crescita, tempi di consegna più lunghi e domanda legata all’intelligenza artificiale stanno ridisegnando gli equilibri della filiera elettronica europea.
L’avvio definitivo del CBAM nel 2026 cambia gli equilibri dell’acciaio inox in Europa: vantaggi temporanei per i produttori UE, ma costi più elevati e rischi di delocalizzazione nel medio periodo.
Il mercato globale dei prodotti lunghi in acciaio resta debole e caratterizzato da una grande incertezza. Tuttavia, per il 2026, gli operatori sono cautamente ottimismi.
La domanda energetica globale ha raggiunto un nuovo record, confermando il ruolo ancora dominante dei combustibili fossili.
Il Bureau of International Recycling contesta possibili restrizioni all’export di rottami di alluminio, ritenendole inefficaci e potenzialmente dannose per la filiera del riciclo.
Uno studio scientifico spiega come i campi magnetici rallentino la diffusione del carbonio negli acciai durante i trattamenti termici, chiarendo un fenomeno noto da decenni. La scoperta apre a processi produttivi più efficienti e meno energivori.
Una violenta presa di profitto ha colpito i mercati dei metalli. La correzione si è estesa ai titoli minerari, cancellando in poche ore miliardi di capitalizzazione.
I prezzi del manganese sono stati sotto pressione per l’abbondanza di offerta e per la debolezza della siderurgia, mentre prendono forma nuovi driver di domanda legati alle batterie e alla sicurezza delle forniture.
La scarsità di rottami continua a sostenere i prezzi dell’alluminio secondario in Europa, mantenendo elevati i valori di rottami e lingotti nonostante una domanda industriale disomogenea.
Una nuova lega di alluminio stampabile in 3D, sviluppata al MIT grazie all’apprendimento automatico, promette di rivoluzionare l’ingegneria dei materiali: è fino a cinque volte più resistente dell’alluminio tradizionale, stabile ad alte temperature e pensata per applicazioni avanzate che vanno dall’aeronautica ai data center.
Con l’entrata in vigore del CBAM, il costo del carbonio diventa un fattore chiave nei prezzi e nella competitività dell’acciaio, incidendo su margini, investimenti e dinamiche di mercato in un contesto di domanda ancora debole.
Le forze speciali statunitensi hanno catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, per portarli negli Stati Uniti e processarli.
Tra offerta limitata, nuove politiche di supporto e fabbisogni energetici strutturali, il settore dell’uranio si avvia verso un quadro più solido in vista del 2026 e oltre.
Gli stipendi medi nelle grandi città del mondo raccontano un’economia globale sempre più divisa. Nel 2025 Ginevra e Zurigo guidano la classifica dei redditi.
I data center stanno diventando un concorrente diretto delle fonderie di alluminio. Alcoa avverte che questo squilibrio rende quasi impossibile sviluppare nuovi impianti metallurgici.
Il primo telaio monoblocco in alluminio per veicoli di grandi dimensioni che debutterà sulla BYD Yangwang U8L, segna un salto tecnologico per l’industria automobilistica cinese.