Acciaio europeo, i produttori chiedono aumenti fino a 100 euro per le forniture del 2027 all’industria automobilistica

Le acciaierie europee si preparano a chiedere aumenti fino a 100 euro per tonnellata nei contratti di fornitura di acciaio destinati all’industria automobilistica per il primo semestre del 2027. Le trattative sono in corso e riflettono le tensioni sul mercato europeo dei prodotti piani, alimentate soprattutto dalle restrizioni alle importazioni.

Secondo quanto riportato da Argus, un produttore europeo ha presentato offerte a 860 euro per tonnellata per i coils laminati a caldo (HRC) e a 960 euro per tonnellata per i prodotti zincati a caldo (HDG) ad alcuni costruttori automobilistici. Le negoziazioni proseguiranno nei prossimi giorni durante un evento di settore in Germania.

Le posizioni tra produttori e acquirenti rimangono tuttavia distanti. Le acciaierie puntano a incrementi a tre cifre, sostenendo che la disponibilità di materiale potrebbe diventare insufficiente. Dal lato degli acquirenti, un fornitore di primo livello (Tier 1) ritiene invece che aumenti nell’ordine di 70 euro per tonnellata potrebbero essere più facilmente accettati, soprattutto considerando che gli impianti siderurgici stanno gradualmente aumentando la produzione e potrebbero quindi subire maggiori pressioni commerciali.

Una delle principali cause del rialzo è rappresentata dalle nuove restrizioni commerciali europee. Le quote d’importazione più severe, entrate in vigore il 1° luglio, hanno contribuito a ridurre significativamente gli arrivi di acciaio dall’estero. Tra luglio e agosto, le importazioni europee di HRC sono scese a poco meno di 800.000 tonnellate complessive, pari a circa 400.000 tonnellate mensili. Nel primo semestre, la media mensile era stata invece vicina a 780.000 tonnellate, con un picco degli arrivi nel secondo trimestre, quando gli acquirenti avevano anticipato gli acquisti in previsione delle nuove limitazioni.

Parallelamente, Bruxelles sta valutando ulteriori misure di protezione per altri comparti industriali. Tra queste figura una proposta di salvaguardia quadriennale che prevederebbe una quota annuale di 350.000 tonnellate per i veicoli cinesi ibridi e plug-in.

Resta però aperto il confronto sulla competitività dell’industria europea. L’associazione automobilistica tedesca VDA considera positivo il recente accordo franco-tedesco, ma lo giudica insufficiente per sostenere investimenti e competitività. L’associazione siderurgica WV Stahl critica invece alcune modifiche normative, temendo un indebolimento degli incentivi all’acquisto di acciaio a basse emissioni.

La questione centrale per il 2027 sarà quindi l’equilibrio tra disponibilità di acciaio, protezione commerciale e capacità dell’industria automobilistica di assorbire nuovi rincari. Le acciaierie puntano a trasferire sui contratti gli aumenti del mercato spot, ma la resistenza degli acquirenti e l’evoluzione della domanda potrebbero limitare gli incrementi effettivamente concordati.

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