Prezzi del rame a livelli record negli USA. Rischi per l’offerta e per possibili dazi sul mercato americano

I prezzi del rame corrono, raggiungendo livelli record sul mercato statunitense, a causa dei crescenti rischi per l’offerta. I contratti futures sul Comex sono balzati del 2,4% raggiungendo il record di 6,69 dollari per libbra (circa 14.750 dollari per tonnellata), ampliando la differenza rispetto a quelli sul London Metal Exchange (LME) che sono aumentati dell’1,6%, raggiungendo quasi 14.200 dollari per tonnellata.

Dopo i cali per gran parte di marzo, i prezzi del metallo rosso sono risaliti vertiginosamente, a causa di nuove preoccupazioni sull’offerta emerse in aggiunta alle interruzioni delle miniere che avevano già fatto salire i prezzi del 40% nel 2025.

La regione del Golfo ha bloccato una parte significativa dell’approvvigionamento mondiale di zolfo, un elemento fondamentale per molte attività di estrazione del rame. Gli analisti stimano che circa un quinto della produzione mondiale di rame estratto dipenda dall’acido solforico e che la chiusura dello Stretto di Hormuz potrebbe avere un impatto fino a 4,8 milioni di tonnellate di produzione.

In Cina, principale consumatore, la produzione di rame raffinato è diminuita del 3% ad aprile e potrebbe calare ulteriormente questo mese (fonte: Beijing Antaike Information Co.)

Un altro fattore rialzista è la possibile estensione dei dazi statunitensi sul rame che la scorsa estate avevano spinto i prezzi a livelli record a New York.

Dall’inizio dell’anno, i prezzi del rame sono aumentati di oltre il 10%.

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