Il rally del platino si è interrotto. La guerra con l’Iran porta il primo surplus in 18 mesi

La guerra con l’Iran ha provocato un improvviso cambiamento nel mercato del platino, che tra gennaio e marzo ha registrato il primo surplus degli ultimi sei trimestri. Secondo il World Platinum Investment Council (WPIC), il conflitto in Medio Oriente ha frenato la domanda di investimento, mentre l’aumento dei prezzi energetici ha alimentato timori di inflazione e nuovi rialzi dei tassi d’interesse.

Dopo aver segnato un impressionante +127% nel 2025, il platino spot aveva raggiunto il record storico di 2.919 dollari l’oncia a gennaio. Successivamente, però, le quotazioni sono scese intorno ai 2.000 dollari. A pesare è stato sia il rallentamento del rally dei metalli preziosi guidato dall’oro sia la necessità, da parte degli investitori, di reperire liquidità per coprire le margin call esplose con la crisi geopolitica.

Nel primo trimestre del 2026 il mercato ha mostrato un surplus di 268.000 once, in netto contrasto con il deficit di 658.000 once registrato nello stesso periodo del 2025. La domanda complessiva è diminuita del 31%, fermandosi a 1,5 milioni di once, penalizzata dai deflussi negli investimenti e dalla debolezza dei settori automobilistico e della gioielleria.

Sul fronte dell’offerta, invece, la produzione totale è aumentata del 18% grazie al recupero delle miniere sudafricane dopo le alluvioni del 2025. Anche il riciclo è cresciuto, sostenuto dai prezzi elevati.

Nonostante il surplus trimestrale, il WPIC prevede che il 2026 si chiuderà comunque con il quarto deficit consecutivo. Le scorte disponibili fuori terra potrebbero scendere del 15%, raggiungendo livelli inferiori a tre mesi della domanda globale.

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