I prezzi medi mensili all’ingrosso dell’energia elettrica in Europa sono diminuiti ad aprile rispetto a marzo, a causa del calo della domanda e dei livelli, spesso da record, di produzione di energia solare.
Secondo gli ultimi dati rilavati da Ember al 4 maggio, i prezzi nei principali paesi è stata la seguente:
- Italia – 120,1 euro per MWh (-16,4% rispetto al mese precedente);
- Francia – 39,5 euro per MWh (-38,3% rispetto al mese precedente);
- Germania – 80,5 euro per MWh (-18,9% rispetto al mese precedente);
- Spagna – 42,6 euro per MWh (-0,5% rispetto al mese precedente);
- Svezia – 49 euro per MWh (-3,4% rispetto al mese precedente).
Alcuni mercati europei hanno registrato prezzi minimi e prezzi negativi da record. Ad esempio, il 26 aprile, secondo Bloomberg, il prezzo orario dell’elettricità in Germania tra le 13:00 e le 14:00 è sceso a -413,7 €/MWh sulla borsa Epex Spot SE. Con lo sviluppo su larga scala dell’energia solare i prezzi negativi sul mercato elettrico europeo sono diventati un fenomeno sempre più comune negli ultimi anni. La ragione di ciò risiede nell’insufficiente capacità di accumulo e nei colli di bottiglia della rete, che impediscono al sistema nel suo complesso di essere più flessibile.
Secondo Ember, la produzione globale di energia solare è cresciuta di 636 TWh lo scorso anno (+30% su base annua) e si è decuplicata dal 2015. Nella UE, nel 2025, l’energia eolica e solare hanno generato una quota record del 30% dell’elettricità, superando i combustibili fossili (29%).
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