La Svizzera punta sull’alluminio, costi energetici permettendo
Nonostante l’aumento dei costi energetici e il calo delle esportazioni, il settore svizzero dell’alluminio mostra resilienza grazie anche al sostegno pubblico.
Notizie economiche internazionali: materie prime, energia, agricoltura, metalli preziosi e metalli industriali.
Nonostante l’aumento dei costi energetici e il calo delle esportazioni, il settore svizzero dell’alluminio mostra resilienza grazie anche al sostegno pubblico.
Negli ultimi 5 anni, gli affitti sono aumentati vertiginosamente anche in tutte le città europee, scatenando proteste e tensioni sociali.
Il più grande deposito europeo di terre rare è al centro di un acceso dibattito: da un lato l’Europa lo considera fondamentale per ridurre la dipendenza dalla Cina, dall’altro la comunità Sami teme la fine della pastorizia delle renne.
Si prevede che il mercato globale dell’allumina e della bauxite crescerà da 84,5 miliardi di dollari nel 2025 a 125,9 miliardi di dollari entro il 2033.
L’industria siderurgica cinese vive una rivoluzione silenziosa. L’Intelligenza Artificiale sostituisce i forni rumorosi con sistemi intelligenti, guidando digitalizzazione, transizione verde e nascita di un’economia sempre più intelligente.
Molti dei paesi più ricchi del mondo sono anche tra i più piccoli: Singapore, Lussemburgo e Macao guidano la classifica del 2025.
Bruxelles sta valutando una stretta sulle esportazioni di rottami di alluminio per garantire alle fonderie europee un accesso più facile a materie prime sempre più scarse e costose.
L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il riciclo dei materiali, aumentando l’efficienza fino al 60% e aprendo ad un mercato miliardario.
Mentre la Cina ha realizzato oltre la metà del produzione globale di acciaio, l’India avanza con forza e l’Europa punta su decarbonizzazione e tecnologie di nicchia.
Negli ultimi sessant’anni la domanda di fertilizzanti a base di potassio è cresciuta più rapidamente della popolazione e della produzione agricola, diventando un elemento chiave per sfamare un pianeta sempre più popoloso e con meno terra coltivabile.
La corsa ai data center per l’Intelligenza Artificiale sta moltiplicando la domanda di rame. Rischiamo un deficit globale di 6 milioni di tonnellate entro il 2035.
La Russia sostiene che l’Unione Europea ha perso 1,16 trilioni di dollari (1 trilione di euro) a causa della risoluzione degli accordi energetici e commerciali con Mosca negli ultimi tre anni.
La domanda globale di terre rare magnetiche triplicherà entro il 2035, trainata da veicoli elettrici e turbine eoliche. Ma l’offerta, ancora dominata dalla Cina, fatica a tenere il passo.
Il governo Meloni punta a riaprire miniere in tutta Italia, ma dietro la strategia per l’indipendenza mineraria si nascondono dubbi ambientali, costi elevati e il sospetto di una mossa politica più che industriale.
Entro il 2034, il mercato globale del rame riciclato potrebbe triplicare, trainato dalla domanda di veicoli elettrici, energie rinnovabili e infrastrutture urbane.
La Groenlandia, nonostante possieda vaste riserve minerarie, non è interessata a diventare una grande potenza mineraria.
L’Unione Europea rischia di perdere il suo storico ruolo di esportatore di grano, travolta da crisi climatiche, politiche ambientali rigide e sanzioni contro i fertilizzanti russi.
L’impegno dell’Europa nella produzione di acciaio a basse emissioni sta vacillando a causa dell’elevato costo dell’idrogeno verde e dell’elettricità.
Italia e Germania stanno valutando il rimpatrio di 245 miliardi di dollari in oro custoditi presso la Federal Reserve di New York.
La transizione verde rischia di scontrarsi con la realtà del rame, insufficiente a soddisfare i piani green e lo sviluppo globale.
L’invasione di acciaio a basso costo da paesi extraeuropei minaccia la sopravvivenza della siderurgia europea, mettendo a rischio anche l’autonomia militare del continente.
Dove finiscono tutti i soldi generati dai forti aumenti di prezzo del caffè? Non certo ai molti piccoli coltivatori…
L’economia sommersa mondiale vale 12.500 miliardi di dollari e coinvolge miliardi di persone, soprattutto nei paesi emergenti, ma non solo…
McKinsey lancia l’allarme: nei prossimi anni la domanda di rottami e materie prime riciclate crescerà più velocemente dell’offerta.
I leader del settore minerario di tutta Europa concordano sulla necessità di sensibilizzare il pubblico sul ruolo fondamentale dell’attività mineraria nella vita moderna.
La crisi del luxury interrompe un boom durato anni per il commercio al dettaglio di beni di lusso, costringendo i marchi a cambiare strategie per sopravvivere.
In Sardegna prende vita Re-Tyre CO₂, il progetto di Saras che trasforma i pneumatici fuori uso in carburante sostenibile per l’aviazione.
L’ex Ilva sta affondando, mentre la burocrazia rallenta gli interventi urgenti. Il governo appare incapace di offrire una direzione chiara.
In un contesto globale sempre più instabile, la resilienza delle economie mondiali è messa alla prova da un intreccio di crisi: rallentamento del commercio, tensioni geopolitiche, inflazione persistente e transizione verso una nuova architettura commerciale.
Mentre l’Unione Europea punta sulla transizione verde, l’industria siderurgica sembra remare controcorrente. ArcelorMittal ha investito appena una minima parte dei suoi profitti nella decarbonizzazione.