Sovranismo e metalli. L’Occidente perderà le risorse minerarie della Romania?
La Romania vira verso il nazionalismo, mettendo in discussione chi sfrutterà le importanti risorse minerarie del paese e facendo tremare le multinazionali del settore.
Notizie economiche internazionali: materie prime, energia, agricoltura, metalli preziosi e metalli industriali.
La Romania vira verso il nazionalismo, mettendo in discussione chi sfrutterà le importanti risorse minerarie del paese e facendo tremare le multinazionali del settore.
Gli esperti avvertono che i giacimenti di terre rare dell’Ucraina sono sopravvalutati, obsoleti e in gran parte inaccessibili.
Nel 2024 sono stati prodotti oltre 92 milioni di veicoli nel mondo, ma l’accesso alla mobilità resta un privilegio per pochi.
Decarbonizzazione dell’acciaio e sicurezza degli approvvigionamenti spingono sempre più governi a limitare le esportazioni di rottami.
Le case automobilistiche e le aziende del settore militare in Occidente si trovano ad affrontare potenziali carenze, poiché le scorte di componenti che dipendono dalle terre rare difficilmente superano i 3 mesi.
Il settore minerario globale raggiunge i 1.400 miliardi di dollari di capitalizzazione, con Australia e Canada saldamente in testa grazie alla ricchezza di risorse come ferro, litio e oro.
Il controllo dell’estrazione del rame si sta delineando lungo nuove linee geopolitiche, con l’America in testa seguita dalla Cina. In un mondo sempre più polarizzato, la mappa delle “sfere di influenza” rivela come la produzione di questo metallo strategico stia diventando una questione di potere globale.
Le motivazioni storiche per cui la Germania ha deposita l’oro all’estero sono in discussione, con una crescente pressione affinché le riserve auree vengano riportate a Francoforte.
La UE accelera sui metalli critici con 47 progetti strategici per ridurre la dipendenza dalle importazioni, mentre i settori dei metalli tradizionali lottano per sopravvivere.
A Bruxelles è stato presentato un piano d’azione per rafforzare il settore siderurgico e metallurgico, ma gli operatori del riciclo temono che ciò metta a repentaglio il loro futuro e la loro stessa esistenza.
In un paese come l’Italia, dove la burocrazia e il peso fiscale rappresentano ostacoli rilevanti, alcune aziende hanno attraversato i secoli, dimostrando che tradizione e innovazione possono convivere per garantire longevità nel tempo.
Nonostante il timore che la Cina possa militarizzare il suo predominio su materie prime critiche, la dipendenza della UE da questi materiali cinesi rimane quasi totale.
Proprio quando l’Europa ha vietato le importazioni di alluminio russo, gli americani stanno decidendo di riprendere a comprare alluminio e metalli rari dalla Russia.
Gli elettori tedeschi si preparano ad andare alle urne, mentre i partiti politici cercano soluzioni a quello che sembra un inarrestabile declino della manifattura del paese.
Secondo uno studio della Energy Transitions Commission, l’edilizia potrebbe prendere in considerazione la sostituzione dell’acciaio con altri materiali per decarbonizzare il settore.
Ci sono significative disparità pensionistiche in tutta Europa, dai 2.575 euro mensili in Lussemburgo ai 226 euro in Bulgaria.
L’Ucraina ha ormai perso la maggior parte delle terre rare. Quasi tutti i giacimenti non si trova più nei territori controllati da Kiev.
La coltivazione della coca e la produzione di cocaina sono alimentate da una complessa interazione di fattori, tra cui la domanda, la redditività e il coinvolgimento di gruppi armati.
Un documento trapelato dalla Commissione UE suggerisce che il Green Deal nella sua forma attuale sia giunto al termine e che la competitività delle aziende europee sia al centro dell’attenzione politica.
Mentre la Russia continua ad avanzare per controllare le risorse minerarie dell’Ucraina, i politici occidentali si illudono che ne rimangano a sufficienza per ripagare l’enorme debito accumulato dal paese.
La olandese Van Merksteijn e la tedesca Badische Stahlwerke, parte della Südwest Beteiligungen (SWB), hanno in programma di unire le loro attività nel settore dell’acciaio per cemento armato nel 2025.
L’industria italiana è in crisi, tra calo della produzione, mancati investimenti e burocrazia soffocante, ma il problema sembra essere ignorato da politica e opinione pubblica, mentre il rischio di una pericolosa deindustrializzazione si fa sempre più concreto.
L’alimentazione di un numero enorme di persone nel mondo dipende dalle patate. Scopri quali sono i principali produttori mondiali e quali sono i punti critici.
I russi si sono impossessati di due dei quattro giacimenti di litio dell’Ucraina, compromettendo l’accesso dell’Europa a materie prime essenziali per l’energia verde.
L’entrata a regime del CBAM nel 2026 rivoluzionerà i flussi commerciali, imponendo costi sulle emissioni ai beni importati in UE e penalizzando settori come acciaio, alluminio e fertilizzanti.
Mentre la Siria torna al centro della geopolitica internazionale, la partita si gioca anche sulle sue ricchezze naturali: petrolio, gas e fosfati. Chi ne prenderà il controllo?
Il paese del petrolio si sta trasformando nel regno dei metalli, con l’obbiettivo di diventare un protagonista a livello globale sui mercati dell’alluminio, del rame, del nichel del cobalto, del litio, dell’oro e delle terre rare.
I produttori di acciaio europei stanno tagliando i costi, i posti di lavoro e ritardando il pagamento dei salari. Ecco dove sono i punti dolenti della nostra siderurgia.
Gli autodemolitori spagnoli dovranno smantellare e triturare migliaia di autoveicoli a seguito dall’inondazione di Valencia dello scorso ottobre.
Esistono aziende nel mondo che hanno un numero di dipendenti superiore a quello di molte regioni italiane. Ecco quali sono questi giganti dell’economia globale…