Verranno ridotti i dazi USA sull’alluminio? Forse, ma il mercato globale resta distorto
Le notizie di una marcia indietro USA sui dazi sull’alluminio deprimono i prezzi ma non cambiano le dinamiche di un mercato distorto dalla politica.
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Le notizie di una marcia indietro USA sui dazi sull’alluminio deprimono i prezzi ma non cambiano le dinamiche di un mercato distorto dalla politica.
La strategia di ArcelorMittal si muove su due binari: decarbonizzazione sostenuta da incentivi pubblici in Europa e forte espansione produttiva in India.
Dopo il rally record, il rame potrebbe avviarsi verso una fase di normalizzazione. Il mercato resta sospeso tra incertezze politiche sui dazi USA, dinamiche speculative e fondamentali globali che indicano un surplus crescente.
Il taglio delle quote produttive indonesiane riaccende il mercato del nichel e riporta l’attenzione sugli equilibri globali della filiera.
L’aumento record degli scambi sui mercati dei metalli cinesi segnala il peso crescente della speculazione nella formazione dei prezzi globali.
Il mercato globale dei prodotti lunghi in acciaio resta debole e caratterizzato da una grande incertezza. Tuttavia, per il 2026, gli operatori sono cautamente ottimismi.
Il mercato europeo del tungsteno è in tensione, con prezzi in rapido aumento spinti da scorte ridotte, domanda rigida e riorganizzazione delle catene di approvvigionamento globali.
L’annuncio di un possibile taglio della produzione di nichel in Indonesia ha riacceso le quotazioni, ma gli analisti sono prudenti.
Nonostante gli USA paghino premi record, l’alluminio canadese continua a fluire verso l’Europa, favorito da status duty-free, profilo low-carbon e minori rischi operativi.
L’industria mineraria globale è sempre più dipendente dallo sfruttamento delle vecchie miniere per sostenere la crescita della produzione, in particolare di rame. Ma questa strategia non è sostenibile nel medio e lungo periodo.
Una violenta presa di profitto ha colpito i mercati dei metalli. La correzione si è estesa ai titoli minerari, cancellando in poche ore miliardi di capitalizzazione.
Il rame ha superato per la prima volta i 14.000 dollari a tonnellata, registrando il maggiore rialzo in oltre sedici anni.
Le nuove stime di Goldman Sachs indicano un mercato dell’alluminio ancora sostenuto nel breve periodo, con prezzi rivisti al rialzo per la prima metà del 2026 grazie a scorte limitate, domanda legata a veicoli elettrici e reti elettriche e incertezze sull’offerta.
I prezzi del manganese sono stati sotto pressione per l’abbondanza di offerta e per la debolezza della siderurgia, mentre prendono forma nuovi driver di domanda legati alle batterie e alla sicurezza delle forniture.
La scarsità di rottami continua a sostenere i prezzi dell’alluminio secondario in Europa, mantenendo elevati i valori di rottami e lingotti nonostante una domanda industriale disomogenea.
Il mercato dell’argento è entrato in una fase di deficit strutturale a partire dal 2021, con una domanda in forte crescita che l’offerta non riesce più a soddisfare.
I produttori europei di HRC hanno riportato gli impianti vicino alla piena capacità, spinti dal recupero dei prezzi e da una minore pressione delle importazioni, nonostante una domanda finale ancora debole e costi legati al carbonio in aumento.
Lo stagno vola su massimi storici, spinto da un’ondata speculativa che ignora segnali di miglioramento dell’offerta e l’aumento delle scorte. Un mercato piccolo travolto dalla liquidità finanziaria, con rischi crescenti per l’intera filiera dei metalli industriali.
Il minerale di ferro ha chiuso il 2025 con una tenuta dei prezzi superiore alle attese, ma il 2026 si apre sotto il segno di nuove pressioni strutturali: rallentamento della domanda cinese, decarbonizzazione della siderurgia, dazi e aumento dell’offerta globale.
Con l’entrata in vigore del CBAM, il costo del carbonio diventa un fattore chiave nei prezzi e nella competitività dell’acciaio, incidendo su margini, investimenti e dinamiche di mercato in un contesto di domanda ancora debole.
I prezzi dell’alluminio negli Stati Uniti hanno raggiunto livelli record (oltre 5.000 dollari), spinti dall’aumento dei dazi, dalla scarsità di offerta globale e dal crollo delle scorte interne.
Per la prima volta nella storia, i future sul rame hanno superato i 13.000 dollari a tonnellata. Ecco che cosa c’è dietro…
Nel 2026 il settore siderurgico globale dovrebbe avviarsi verso una ripresa moderata, sostenuta da investimenti infrastrutturali, politiche monetarie più accomodanti e misure protezionistiche che favoriscono i produttori locali, in un contesto ancora segnato da rischi geopolitici e tensioni commerciali.
Tra dazi, nuove preferenze dei consumatori e il confronto sempre più netto tra naturale e sintetico, il settore ha iniziato a riscrivere le proprie regole, aprendo la strada a un futuro ancora tutto da definire.
Il mercato del minerale di ferro guarda al 2026 con crescente cautela: le previsioni indicano prezzi medi in calo in Cina, sotto pressione per la domanda stagnante e la nuova offerta globale.
Il rame si accinge a chiudere l’anno su nuovi massimi storici, spinto da tensioni sull’offerta, flussi straordinari verso gli Stati Uniti e crescenti aspettative legate alla transizione energetica e all’intelligenza artificiale.
South32 ha annunciato che Mozal Aluminium sarà entrerà in modalità “manutenzione e assistenza” intorno alla metà di marzo 2026.
Visione piuttosto ribassista per ING sui mercati energetici. Al contrario, la maggior parte dei metalli soffrirà di problemi d’offerta, con pressioni rialziste sui prezzi.
Il mercato del rame si prepara al 2026 con fondamentali sempre più in tensione. In un contesto di deficit strutturale, prezzi elevati e volatilità potrebbero diventare la nuova normalità.
Gli analisti di ING Group prevedono un ulteriore rialzo dei prezzi dell’alluminio nel 2026. Ecco perché…