Mentre la crisi del gas attanaglia l’Europa, crescono i timori per l’alluminio
Chi opera sul mercato dell’alluminio in Europa si trova attanagliato da dubbi e timori come non accadeva da decenni: crollerà la domanda o crollerà l’offerta?
Chi opera sul mercato dell’alluminio in Europa si trova attanagliato da dubbi e timori come non accadeva da decenni: crollerà la domanda o crollerà l’offerta?
Sembra che l’aria sui mercati dell’alluminio e dell’acciaio stia cambiando. Nessuno sa esattamente quando, ma il momento della fine dei rialzi dei prezzi si sta avvicinando.
La situazione diventa sempre più complicata per i consumatori europei di alluminio. C’è chi spera nel metallo cinese per uscire fuori dai guai.
I titoli azionari di Alcoa crollano sui timori che la domanda dei consumatori di alluminio possa incrinarsi per la crisi alle catene di approvvigionamento.
Le scorte ombra del London Metal Exchange stanno scomparendo, provocando ulteriori turbolenze sul mercato dei metalli. Il primo a risentirne potrebbe essere l’alluminio.
La produzione ad alta intensità energetica di metalli in Europa potrebbe essere vicino al tramonto. Ecco gli scenari che abbiamo davanti quando verrà deciso l’embargo del petrolio e del gas dalla Russia.
I prezzi dell’alluminio sono scesi dai massimi storici dell’ultimo mese, mentre i premi europei hanno continuato a salire. Ma cosa ci attende per i prossimi mesi?
Il mercato dell’alluminio sta cambiando radicalmente. Gli equilibri globali sono cambiati e nei prossimi anni i rottami assumeranno un’importanza ancora maggiore. In ogni caso, nel breve termine, c’è da attendersi una corsa sfrenata dei prezzi.
Cosa succederà al settore dell’acciaio e dell’alluminio in Europa quando arriverà il razionamento del gas? Perché anche se nessuno sa quando, è ragionevolmente certo che ciò avverrà.
Dopo le pazzie che si sono registrate sul mercato del nichel, potrebbe essere l’alluminio a subire presto la stessa sorte.
Il mercato dell’alluminio continua a manifestare segni di forte instabilità. Adesso i prezzi sono scesi, ma siamo ancora lontani da un mercato equilibrato.
I prezzi dell’alluminio tornano a crescere dopo che l’Australia ha deciso di vietare le esportazioni di allumina verso la Russia.
Il produttore tedesco di alluminio dimezzerà la produzione nel suo stabilimento principale dislocato a Essen a causa dei costi enormi dell’energia.
L’Unione Europea sta pensando di sanzionare la Russia attraverso pesanti dazi sull’importazione di alluminio russo. La misura potrebbe essere disastrosa per il settore industriale europeo.
Mentre il mercato dell’alluminio sta perdendo ogni riferimento, operatori ed analisti si trovano spiazzati. Le poche previsioni che circolano parlano di cifre pazzesche!
La crisi del nichel ha indotto gli operatori sull’alluminio alla prudenza. Il mercato sembra così folle che prima di fare qualsiasi mossa è meglio aspettare di capire cosa potrebbe succedere.
Il conflitto tra Russia e Ucraina sta massacrando il mercato dell’alluminio. Per fortuna, fino ad oggi, la RUSAL non è stata colpita dalle sanzioni.
Stanno per arrivare gli effetti di ritorno delle sanzioni contro la Russia. Grossi problemi di logistica ridurranno l’offerta di alluminio e i prezzi continueranno a volare verso l’alto.
Con una domanda di alluminio in forte espansione, qualsiasi ulteriore interruzione dell’offerta rappresenterebbe un duro colpo per i produttori europei.
Le azioni del colosso russo dell’alluminio Rusal scendono del 22 percento, il maggior calo registrato da aprile 2018.
Il confine tra produttori di alluminio primario e secondario sta svanendo rapidamente. Entrambi, concorrono per accaparrarsi i rottami e sempre di più lo faranno negli anni a venire.
Anche la fonderia slovacca di alluminio Slovalco, di proprietà di maggioranza di Norsk Hydro, è strozzata dagli alti costi dell’energia elettrica.
Cronaca dell’inizio di un incubo che si sta materializzando. Tutto comincia in una sconosciuta città cinese, che qualcuno teme diventerà la Wuhan dell’alluminio.
I prezzi volano ai livelli più alti dal 2008, sostenuti dalle preoccupazioni per la scarsa offerta e il calo delle scorte.
Quali sono gli umori degli operatori di mercato per i prossimi dodici mesi? Senza dubbio, i rialzisti sono la maggioranza, ma qualcuno vede anche degli ostacoli che potrebbero fermare la corsa dell’alluminio.
Anche con le limitazioni al consumo di energia, le fabbriche di alluminio cinesi hanno sfornato nel 2021 quantità record di metallo.
La crisi energetica europea resta grave e non si intravedono soluzioni a breve termine. Nel settore dell’alluminio si registrano ulteriori vittime.
Prezzi ai massimi da 2 mesi. Forniture scarse per problemi energetici, embargo indonesiano di carbone e warrant LME annullati: per la corsa dell’alluminio non c’è tregua.
Gli smelter europei stanno attraversando momenti molto difficili. I costi energetici sono fuori controllo e le perdite costringono allo spegnimento degli impianti.
Ieri, 28 dicembre, è giunto l’annuncio della ALRO di drastici tagli alla produzione di primario. Un grosso problema anche per clienti e fornitori.