Prezzi dell’acciaio al rialzo ancora per mesi. La crisi di offerta continua…
Con il conflitto in Ucraina che riduce l’offerta di acciaio, i prezzi in Europa proseguono la loro corsa verso l’alto. Fino a quando?
Con il conflitto in Ucraina che riduce l’offerta di acciaio, i prezzi in Europa proseguono la loro corsa verso l’alto. Fino a quando?
Nella guerra delle sanzioni tra Europa e Russia sono arrivati i dazi del Regno Unito sull’acciaio che colpiscono anche la Bielorussia.
L’ondata di rincari in Europa del settore siderurgico non si ferma. Il più grande produttore di acciaio del continente ha aumentato i suoi prezzi.
Guerra in Ucraina e sanzioni hanno reso i costi dell’energia insostenibili per molti settori in Europa. Uno di questi è quello siderurgico e in particolare quello del riciclo di rottami di acciaio.
Si stima che i produttori di acciaio turchi abbiano venduto 2,4 milioni di tonnellate di acciaio dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina.
Il conflitto russo-ucraino ha impattato sui prezzi dell’acciaio e dei prodotti ferrosi. Adesso, l’Occidente è alla ricerca di forniture alternative che spera possano arrivare dalla Cina.
Quello che sta accadendo in Spagna sul mercato del tondo è drammatico. La domanda si sta azzerando e molte imprese sono sull’orlo della bancarotta.
La guerra tra Russia e Ucraina, insieme alla guerra delle sanzioni tra Occidente e Russia, stanno spegnendo le fabbriche di acciaio in tutta Italia.
La guerra tra Russia e Ucraina sta paralizzando completamente le attività siderurgiche ucraine, con effetti nefasti sul mercato europeo dell’acciaio.
La crisi tra Russia e Ucraina potrebbe creare un grosso buco nell’offerta di prodotti piani nell’Unione Europea.
Mentre si fermano due acciaierie ucraine a causa del conflitto in corso, i consumatori polacchi sembrano disposti a pagare qualsiasi prezzo pur di poter comprare acciaio.
La guerra tra la Russia e l’Ucraina ha già avuto un effetto sull’industria siderurgica in Italia: i prezzi della ghisa sono volati in alto e il materiale non si trova.
I prezzi dei rottami ferrosi su febbraio in tutta Europa sono in crescita rispetto a gennaio. Tuttavia, non sono sufficienti a trovare rottame.
Nuvole nere si stanno addensando sulle aspettative di una ripresa del settore siderurgico europeo. A soffrire maggiormente sarà il settore auto.
Tra incertezze e preoccupazioni geopolitiche, sul mercato tedesco dell’acciaio sono sempre più numerosi i rialzisti.
I prezzi dell’acciaio sono alla vigilia di nuovi rialzi. La pausa di inizio anno è durata poco e per i consumatori ricomincia la rincorsa al prezzo.
Dopo un 2021 con prezzi sorprendenti, il nuovo anno si apre all’insegna della prudenza e della cautela. Analisti ed esperti consigliano però di non illudersi che i prezzi tornino ai livelli a cui tutti erano abituati prima della pandemia.
I prezzi dei coil laminati a caldo in Europa diminuiscono di pari passo con il crollo delle vendite di autoveicoli.
In Europa e in Asia sono previsti per i prossimi mesi prezzi deboli, ma non un crollo. La domanda, infatti, rimane forte.
La produzione mondiale di acciaio scende del 10,6%, mentre i prezzi si sono leggermente allentati, pur sempre su livelli elevati.
Il mercato dell’acciaio si trova davanti a cambiamenti strutturali. Dall’analisi del Direttore Generale di Tata Steel traspare un certo ottimismo.
È probabile che la produzione di acciaio diminuisca, ma il sentimento di mercato è rialzista per i primi tre mesi del nuovo anno.
A livello globale continua la discesa della produzione acciaio grezzo, tra prezzi elevati e una crisi energetica che sta mettendo in ginocchio tutto il settore dei metalli.
La frenata dell’acciaio cinese è una diretta conseguenza della crisi energetica. Manca carbone e, a catena, manca energia elettrica.
L’aumento vertiginoso dei costi energetici in Europa costringe alcuni importanti produttori di metalli a tagliare la produzione.
Mentre in Cina la domanda di acciaio rallenta, nel resto del mondo accelera. Nei paesi in via di sviluppo tutto dipenderà dall’avanzamento delle vaccinazioni.
La crisi energetica mondiale sta colpendo anche la Cina e il suo sistema produttivo, con conseguenze significative sulla produzione di metalli.
Le diminuzioni della produzione globale di acciaio e di alluminio vanno a braccetto, con la Cina che ne determina le sorti come al solito.
Prezzi alti e profitti record per i produttori di acciaio. Gli acquirenti di metallo, case automobilistiche comprese, sono invece in difficoltà.
Più i prezzi dell’acciaio salgono e maggiori sono le tensioni che si accumulano nel mercato. Il momento del collasso è vicino?