Prezzi dell’acciaio deboli nei prossimi mesi? Sì, secondo Fitch Solutions

In Europa e in Asia sono previsti per i prossimi mesi prezzi deboli, ma non un crollo. La domanda, infatti, rimane forte.

Prezzi dell'acciaio deboli nei prossimi mesi? Sì, secondo Fitch Solutions

Ci avviciniamo alla fine di un anno davvero incredibile per l’acciaio, durante il quale abbiamo visto i prezzi salire oltre ogni aspettativa. Oggi, quindi, si guarda al nuovo anno nella speranza, soprattutto da parte dei consumatori, di un mercato più stabile.

I prezzi si indeboliscono quasi ovunque, Stati Uniti esclusi

A questo proposito, le ultime previsioni della task force conosciuta come Fitch Solutions Country Risk and Industry Research (FSCRIR), possono essere interpretate positivamente dai consumatori di quasi tutto il mondo. Infatti, si intravedono segnali di una discesa dei prezzi dell’acciaio, eccezion fatta per gli Stati Uniti dove il programma di stimolo infrastrutturale da 1 trilione di dollari di Biden dovrebbe sostenere il metallo, probabilmente a partire dalla seconda metà dell’anno prossimo.

In Europa la produzione sta andando a singhiozzo a causa degli impianti in manutenzione o per problemi finanziari aziendali. Inoltre, i problemi dei trasporti continuano ad affliggere il settore che però registra grandi quantità di metallo presso i distributori che, con ogni probabilità, ritarderanno gli acquisti. Anche per questo motivo, i prezzi nei prossimi mesi non saranno troppo brillanti.

Fitch Solutions si attende che l’offerta di acciaio tornerà presto a livelli maggiori ma, ciò nonostante, è difficile che il prezzo crolli a causa della forte domanda. Più probabile un indebolimento.

Nel 2020 la domanda europea di acciaio era collassata come nessuno avrebbe mai potuto immaginare ma, quest’anno, altrettanto sorprendentemente si è ripresa con prepotenza. Anche nei prossimi mesi, nonostante un aumento delle infezioni da Covid-19 nel continente, la ripresa dovrebbe prendere slancio.

Come accennato, le cose stanno diversamente negli Stati Uniti, dove i prezzi dell’acciaio continuano a battere record storici. Questa settimana, l’indice americano dell’acciaio ha chiuso a 1555, in aumento del 20,35% dall’inizio dell’anno, ma in discesa del 13,11% negli ultimi tre mesi.

In Cina la produzione riprenderà il prossimo anno

Infine, non certo per importanza, la Cina. Qui i prezzi dell’acciaio si attestano a 4.337 yuan (678,81 dollari) per tonnellata, il minimo da febbraio dello scorso anno e circa il 25% inferiore al massimo record di 5.975 yuan (935,19 dollari) del 21 maggio di quest’anno.

Secondo Fitch Solutions, la produzione di acciaio cinese riprenderà il prossimo anno dopo il rallentamento degli ultimi mesi. Anche gli ultimi dati del World Steel Association evidenziano una produzione che scende per il quarto mese consecutivo ad ottobre del 23,3%, il calo più netto mai registrato quest’anno.

Fitch Solutions prevede per la Cina una crescita della produzione di acciaio del 2,5% quest’anno e del 5% l’anno prossimo. Sembra infatti che il governo cinese abbia deciso per una politica di decarbonizzazione meno aggressiva rispetto a quella adottata nella prima metà di quest’anno.

Tutto ciò considerato, i prezzi dell’acciaio in Europa e in Asia, già sulla strada dell’indebolimento, per il resto dell’anno e per l’inizio del 2022 saranno più deboli.

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