Acciaio in Ucraina fermo per guerra. Acciaio in Italia fermo per caro-energia

La guerra tra Russia e Ucraina, insieme alla guerra delle sanzioni tra Occidente e Russia, stanno spegnendo le fabbriche di acciaio in tutta Italia.

Acciaio in Ucraina fermo per guerra. Acciaio in Italia fermo per caro-energia

Tempi bui per l’acciaio e le acciaierie in Europa. La guerra tra Russia e Ucraina ha portato alla paralisi della produzione siderurgica ucraina, mentre le sanzioni occidentali (e le attese contro-sanzioni russe) continuano ad infiammare i prezzi dell’energia e delle materie prime.

Gli impianti siderurgici italiani si fermano

I primi a farne le spese, soprattutto in Italia, sono gli impianti industriali più energivori, come per esempio le acciaierie. Da ieri, quasi tutti gli impianti siderurgici italiani sono fermi o si apprestano a fermarsi.

La lista, ancora parziale, delle aziende che hanno fermato la produzione per il caro-energia è davvero impressionante: Gruppo Pittini, Acciaierie Bertoli Safau, Acciaierie Venete, AFV Beltrame, ORI Martin, Duferco Travi e Profilati. Inoltre, il Gruppo Arvedi, il Gruppo Feralpi e Alfa Acciai stanno valutando cosa fare.

L’aumento dei costi dell’energia era già iniziato lo sorso anno, ma oggi sta producendo un massacro tra le imprese siderurgiche che, fino ad ora, avevano cercato di resistere assorbendo i maggiori costi a discapito dei margini. In questi giorni, il prezzo dell’energia elettrica è arrivato all’inimmaginabile cifra di di 600 euro/Mwh.

Prezzi dell’energia insostenibili

Un’idea dell’insostenibilità dei prezzi arriva dagli ultimi dati di Federacciai. Il 7 marzo l’energia elettrica è oscillata da un prezzo medio di 463 euro/Mwh a un picco orario di 605 euro/Mwh.

Secondo Siderweb, la situazione è molto incerta ma è probabile che altri impianti siderurgici si fermino nei prossimi giorni. D’altronde, sono in molti a ritenere che sia troppo rischioso anche solo mettere a magazzino materiale prodotto ai livelli di costo attuali. Infatti, se i prezzi scendessero improvvisamente, le perdite conseguenti sarebbero davvero pesanti.

Come se non bastasse, gli operatori di mercato sono molto preoccupati anche per i prezzi troppo elevati dell’acciaio, così come avviene anche per altri metalli. Prezzi tanto alti potrebbero infatti portare ad un lungo congelamento del mercato.

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