Rallenterà la domanda di acciaio nella UE. A rischio la ripresa siderurgica

Nuvole nere si stanno addensando sulle aspettative di una ripresa del settore siderurgico europeo. A soffrire maggiormente sarà il settore auto.

Rallenterà la domanda di acciaio nella UE. A rischio la ripresa siderurgica

In Europa, la domanda di acciaio non continuerà a crescere ai ritmi attuali nel corso del 2022, ma rallenterà decisamente.

Secondo le ultime previsioni di Eurofer (The European Steel Association), il calo della domanda nell’Unione Europea (UE) sarà drastico. I colli di bottiglia della catena di approvvigionamento e l’impennata dei prezzi dell’energia stanno danneggiando gran parte dell’attività industriale. A risentirne maggiormente sarà ancora il settore automobilistico, importante consumatore di acciaio.

I problemi del settore auto persisteranno almeno per tutto il primo semestre di quest’anno

Volkswagen, la più grande casa automobilistica europea, nel 2021 ha venduto così pochi veicoli come non accadeva da dieci anni. Inoltre, l’azienda tedesca ha appena dichiarato che si aspetta che le condizioni della catena di approvvigionamento rimarranno volatili almeno per tutta la prima metà di quest’anno.

I dati di Eurofer sul terzo trimestre del 2021 mostrano che la domanda di acciaio nella UE è aumentata del 14,3% su base annua (36 milioni di tonnellate), molto meno rispetto al balzo del 40,9% nel trimestre precedente. Inoltre, le importazioni di acciaio sono aumentate nel terzo trimestre del 47,7%.

Come noto, la domanda di acciaio era rimbalzata dopo il crollo (-10,7%) del 2020, a causa della pandemia di COVID-19.

L’aumento della domanda nel 2022 sarà del 3,2%

La domanda apparente di acciaio (produzione più importazioni nette meno esportazioni nette) dovrebbe aumentare del 3,2% nel 2022 dopo un rimbalzo previsto del 13,8% lo scorso anno. La crescita della domanda è prevista all’1,7% nel 2023.

Di fatto, la ripresa del settore siderurgico è seriamente minacciata dall’inflazione, dall’aumento vertiginoso dei prezzi dell’energia e della CO2 e dalle continue interruzioni della catena di approvvigionamento. Naturalmente, tutti questi problemi impatteranno anche sulla domanda di tutti quei settori economici che utilizzano l’acciaio, soprattutto almeno fino al secondo trimestre di quest’anno.

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