Ancora problemi per Acciaierie d’Italia. Si ferma un altoforno per una crepa
Stop all’altoforno numero quattro a partire dal primo dicembre. Acciaierie d’Italia non raggiungerà gli obbiettivi produttivi di quest’anno.
Tutte le ultime notizie dai mercati delle commodities, dei metalli, dell’energia e delle aziende operanti nei settori dell’economia reale.
Stop all’altoforno numero quattro a partire dal primo dicembre. Acciaierie d’Italia non raggiungerà gli obbiettivi produttivi di quest’anno.
I prezzi dei coil laminati a caldo in Europa diminuiscono di pari passo con il crollo delle vendite di autoveicoli.
I prezzi del greggio sono scesi di oltre il 10% con l’emergere di una nuova variante di Covid-19 che solleva nuovi timori sulla domanda globale.
Sono almeno dieci anni che alcuni analisti avvertono che il picco del rame si sta avvicinando. Il mondo sta davvero finendo il metallo rosso?
In Europa e in Asia sono previsti per i prossimi mesi prezzi deboli, ma non un crollo. La domanda, infatti, rimane forte.
La produzione mondiale di acciaio scende del 10,6%, mentre i prezzi si sono leggermente allentati, pur sempre su livelli elevati.
Le linee produttive di zinco di Portovesme rimarranno chiuse fino a quando i prezzi del mercato dell’energia in Europa non si abbasseranno.
Le scorte di alluminio in tutto il mondo scendono pericolosamente verso lo zero. Ma come è stato possibile arrivare a questo punto?
Mentre i prezzi sembrano essersi stabilizzati, il consumo di rame raffinato rimane ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia nella maggior parte dei paesi.
Il crollo della domanda cinese ha fatto scendere il prezzo del ferro al livello più basso degli ultimi 18 mesi. Per i prossimi anni le previsioni sono negative.
Tutti i metalli industriali sono in emergenza: non c’è disponibilità fisica sufficiente mentre il mercato chiede sempre più metallo.
I commercianti europei di rottame tirano un sospiro di sollievo: non ci saranno divieti drastici alle esportazioni di rottami dall’Europa.
Anche se i prezzi dell’acciaio inossidabile sono scesi sotto i massimi, il trend sembra ancora rialzista. Nel frattempo, il mercato del nichel si conferma in deficit.
Il mercato dell’acciaio si trova davanti a cambiamenti strutturali. Dall’analisi del Direttore Generale di Tata Steel traspare un certo ottimismo.
Mentre i prezzi dell’alluminio oscillano violentemente, i costi di produzione per l’alluminio primario sono aumentati, con una forte contrazione dei margini.
La correzione del prezzo dell’acciaio cinese trascina il ferro al di sotto dei 90 dollari a tonnellata. Le prospettive dei prezzi rimangono negative.
Il mercato del rame rimane soffocato da mancanza di metallo fisico, mentre i prezzi riflettono tanta tensione.
È probabile che la produzione di acciaio diminuisca, ma il sentimento di mercato è rialzista per i primi tre mesi del nuovo anno.
Anche se quest’anno la produzione di silicio è cresciuta prepotentemente, si va verso un peggioramento del deficit di mercato.
I prezzi dell’alluminio sono crollati del 20 percento in sole 2 settimane, seguendo le sorti del carbone in Cina. Cosa devono aspettarsi i consumatori nel breve termine?
C’è aria di restrizioni all’esportazione di rottami nell’Unione Europea. Per questo, alcune grandi aziende hanno scritto una lettera ai responsabili di Bruxelles.
I produttori di acciaio europei cominciano ad essere seriamente preoccupati circa la carenza di magnesio che può colpire la produzione.
La domanda di alluminio da parte del settore aerospaziale e automobilistico tornerà più velocemente del previsto e sarà come uno tsunami per il mercato.
Le quotazioni del ferro sono in calo in Cina, mentre il governo si sta muovendo per raffreddare i prezzi del carbone.
A livello globale continua la discesa della produzione acciaio grezzo, tra prezzi elevati e una crisi energetica che sta mettendo in ginocchio tutto il settore dei metalli.
La grave crisi energetica che sta colpendo l’India rischia di mietere attori economici importanti come le fonderie di alluminio.
Secondo gli operatori siderurgici britannici il settore è “al macello”. I costi energetici sono così alti da spingere fuori dal mercato l’acciaio inglese.
L’additivo per veicoli diesel scarseggia sul mercato a causa dell’alto costo dell’energia elettrica. Gli autotrasporti rischiano il fermo.
I problemi energetici cinesi hanno fermato o limitato la produzione di magnesio. Si tratta di una minaccia senza precedenti per tutta l’industria automobilistica, soprattutto europea.
Il mercato del rame è in difficoltà, mentre le opinioni degli esperti non sono concordi sulle prospettive dell’offerta nel breve termine.