Nuovo record dei prezzi dell’alluminio. Cresce il rischio penuria di metallo

I prezzi volano ai livelli più alti dal 2008, sostenuti dalle preoccupazioni per la scarsa offerta e il calo delle scorte.

Nuovo record dei prezzi dell'alluminio. Cresce il rischio penuria di metallo

L’alluminio ha toccato i massimi da 13 anni. Con un aumento del 3,3% al London Metal Exchange (LME) nel corso della giornata di ieri (8 febbraio), il metallo ha raggiunto 3.236 dollari a tonnellata.

La domanda sui mercati internazionali è in forte espansione, mentre tutta una serie di chiusure di fonderie, dalla Cina all’Europa, sta drammaticamente assottigliando l’offerta globale. Di conseguenza, crescono i rischi di una grave penuria di uno dei metalli industriali più importanti del mondo.

+15% da inizio anno

L’alluminio non è il solo a mancare tra le materie prime chiave. Anche il nichel o il petrolio o il gas naturale soffrono di un aumento dei consumi a livello globale, a cui l’offerta non riesce a tenere il passo. Tuttavia, l’alluminio è stato quello con il miglior rendimento da inizio anno alla borsa metalli di Londra.

Secondo Reuters, le quotazioni dell’alluminio sono aumentate del 15% quest’anno, dopo aver guadagnato il 42% nel corso del 2021.

Lo spettro dell’esaurimento delle scorte

Nel frattempo, le fonderie in Europa stanno combattendo una battaglia disperata contro la crisi energetica che genera costi produttivi spesso insostenibili. Inoltre, gli esperti temono un’altra esplosione di COVID-19 in Cina, cosa che provocherebbe il collasso delle forniture cinesi di metallo. In queste condizioni, gli acquirenti di alluminio stanno attingendo alle scorte e le stanno spingendo a livelli estremamente bassi. Tanto che, secondo Goldman Sachs, le scorte globali di metallo potrebbero esaurirsi entro il 2023.

Un mercato come quello dell’alluminio che dovesse aver problemi strutturali di scarsità fisica è una bomba che potrebbe creare danni a tutta l’economia globale. Per esempio, potrebbe innescare una volatilità dei prezzi ancora maggiore rispetto a quanto accaduto negli scorsi mesi, rendendo assai difficile per i consumatori acquistare metallo e, di conseguenza, produrre e vendere i propri prodotti.

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