L’alluminio riprende a correre mentre l’offerta è sempre più scarsa

Prezzi ai massimi da 2 mesi. Forniture scarse per problemi energetici, embargo indonesiano di carbone e warrant LME annullati: per la corsa dell’alluminio non c’è tregua.

L'alluminio riprende a correre mentre l'offerta è sempre più scarsa

L’inizio del 2022, per l’alluminio, è stato con il botto. L’aumento dei prezzi dell’energia elettrica sta mettendo in crisi l’offerta e i prezzi volano.

Gli warrant preannunciano pesanti deflussi di scorte

Mercoledì 5 gennaio, il metallo è salito di oltre il 3% alla borsa metalli di Londra ed è riuscito a toccare 2.938 dollari a tonnellata, un massimo di due mesi. Nel frattempo, nei magazzini LME della Malesia, ci sono state pesanti cancellazioni di warrant LME per tre giorni consecutivi, il che potrebbero preludere a grandi deflussi di scorte. Un segnale che la domanda spot è forte.

Anche in Cina la domanda non si ferma. In questa stagione, di solito, le scorte di metallo crescono perché le richieste di metallo sono basse. Quest’anno, invece, gli stock continuano a diminuire e si trovano ad un livello molto al di sotto della media quinquennale. Tutto lascia intendere che il solito rallentamento stagionale quest’anno non ci sarà.

Ritornando all’Europa, i produttori di alluminio sono sempre più afflitti da costi energetici elevati, senza che all’orizzonte si intraveda una rapida soluzione al problema. I prezzi dell’energia sono aumentati, non solo per i contratti a breve termine, ma anche per quelli a lungo. Diversi produttori hanno dovuto tagliare la produzione in attesa di tempi migliori e l’offerta di alluminio sembra destinata a ridursi ulteriormente.

Ci mancava solo l’embargo di carbone dell’Indonesia

In Asia, invece, l’ultimo embargo indonesiano sul carbone ha messo in ginocchio i mercati energetici regionali, mettendo a rischio l’offerta per i suoi principali acquirenti, tra cui Cina, India e Giappone.

Molti hanno richiesto la rimozione del divieto, compresi i produttori di carbone indonesiani. Le autorità indonesiane stanno riesaminando la situazione ma, al momento, non è chiaro come evolverà la situazione. Anche se l’embargo indonesiano potrebbe avere uno scarso impatto nel breve termine sulla Cina (che ha accumulato grandi scorte di carbone), metterebbe a rischio le spedizioni in India, creando grossi problemi ai produttori di alluminio del paese che sono riusciti a sopravvivere alla crisi energetica soltanto grazie alle importazioni di carbone.

Secondo Ing Group, nel 2022 il mercato dell’alluminio sarà in grave deficit.

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