Caro-bollette: lo smelter di alluminio più grande d’Europa taglia l’output

Aluminium Dunkerque ha tagliato la produzione di alluminio primario nelle ultime due settimane in risposta all’aumento dei prezzi dell’energia elettrica.

Caro-bollette: lo smelter di alluminio più grande d'Europa taglia l'output

La più grande fonderia di alluminio primario in Europa è nei guai a causa dei prezzi stellari dell’energia elettrica. Perciò, come riporta Bloomberg, l’azienda ha deciso di tagliare la produzione.

La redditività in caduta libera

Aluminium Dunkerque Industries France, uno smelter da quasi 300.000 tonnellate all’anno e che dà lavoro a poco meno di 600 persone, ha una lunga storia alle spalle. Una volta faceva parte del glorioso gruppo Pechiney, poi era passato di mano alla Rio Tinto, poi al gruppo del magnate anglo-indiano Sanjeev Gupta e oggi è di proprietà di American Industrial Partners, una società di private equity.

Oltre ad essere il più grande smelter d’alluminio d’Europa (produce soprattutto pani e slabs) è anche una preziosa risorsa industriale di importanza strategica per lo stato francese.

Nonostante i prezzi dell’alluminio aumentati di oltre il 40% nel corso di quest’anno e una domanda di primario in forte espansione, la redditività sta crollando. Perché? A causa della crisi energetica che ha investito tutta Europa e che ha portato le bollette a livelli insostenibili per le attività fortemente energivore. L’impianto francese, dall’inizio di novembre, ha perso circa 20 milioni di euro.

I costi energetici sono diventati insostenibili

Tanto per avere un’idea più precisa della situazione, si consideri che con i costi energetici francesi dell’ultimo mese, produrre una tonnellata di alluminio costa 11.000 dollari, contro i circa 2.800 dollari a cui viene quotato il metallo al London Metal Exchange (LME).

Per questi motivi, la produzione è stata ridotta del 3% della capacità produttiva. Tuttavia, si pensa che seguiranno altri tagli pur considerando il fatto che le fonderie di alluminio sono lente nel frenare la produzione poiché i costi di arresto e riavvio sono elevati. Le prossime decisioni, probabilmente dolorose, dipenderanno anche dalla necessità dell’impianto di adempiere ai propri contratti di fornitura verso la clientela.

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