Alluminio sull’orlo del caos? Dopo il nichel, potrebbe toccare all’alluminio
Dopo le pazzie che si sono registrate sul mercato del nichel, potrebbe essere l’alluminio a subire presto la stessa sorte.
Dopo le pazzie che si sono registrate sul mercato del nichel, potrebbe essere l’alluminio a subire presto la stessa sorte.
La domanda russa di acciaio potrebbe crollare nel corso di quest’anno, nonostante lo spostamento dei flussi di metallo dall’Europa alla Cina.
Il mercato dell’alluminio continua a manifestare segni di forte instabilità. Adesso i prezzi sono scesi, ma siamo ancora lontani da un mercato equilibrato.
La crisi energetica sta cambiando strutturalmente il mercato dello zinco. I prezzi e i premi volano alle stelle mentre le fonderie europee sono costrette a produrre sempre di meno.
Ci risiamo. Lockdown e restrizioni di movimento stanno minacciando l’economia del gigante asiatico. Ferro e materie prime in genere cominciano a mancare.
Con il conflitto in Ucraina che riduce l’offerta di acciaio, i prezzi in Europa proseguono la loro corsa verso l’alto. Fino a quando?
L’OPEC non ha commentato l’invasione russa dell’Ucraina. Ha invece manifestato preoccupazioni per un eventuale embargo petrolifero della UE alla Russia.
Nelle ultime due settimane sono state liquidate posizioni in nichel per circa 6 miliardi di dollari. Traders e investitori si defilano dall’LME.
Nonostante il rischio di interruzione degli approvvigionamenti russi di rame, il mercato sembra tranquillo. È la quiete prima della tempesta?
I maggiori produttori di tantalio nel mondo si trovano in Africa, con due importanti eccezioni: Brasile e Cina.
I prezzi dell’alluminio tornano a crescere dopo che l’Australia ha deciso di vietare le esportazioni di allumina verso la Russia.
Molte polemiche sulla nuova norma del governo Draghi che disciplina l’export di rottami ferrosi e di materie prime.
La carenza di ghisa causata dalle criticità nell’approvvigionamento nel bacino del Mar Nero è un serio problema per la siderurgia italiana.
Nella guerra delle sanzioni tra Europa e Russia sono arrivati i dazi del Regno Unito sull’acciaio che colpiscono anche la Bielorussia.
Il minore tra tutti i metalli industriali ha raggiunto livelli record. Ma ci sono buoni motivi per ritenere che debba salire molto di più…
Il produttore tedesco di alluminio dimezzerà la produzione nel suo stabilimento principale dislocato a Essen a causa dei costi enormi dell’energia.
Alcune delle più grandi banche del mondo sono intervenute per risolvere una crisi sul mercato del nichel, con un gigante cinese dei metalli che ha perso miliardi di dollari.
I titoli azionari delle aziende minerarie e i fondi nel settore dell’uranio salgono mentre gli Stati Uniti pensano di sanzionare il principale fornitore russo.
I metalli del gruppo del platino sono essenziali per l’economia globale. Ecco quali sono i paesi che dominano la produzione di palladio e platino.
L’azienda statale che produce acciaio (ex Ilva) ha deciso unilateralmente di alzare i prezzi con carattere retroattivo, scatenando le proteste dei clienti.
L’ondata di rincari in Europa del settore siderurgico non si ferma. Il più grande produttore di acciaio del continente ha aumentato i suoi prezzi.
Con i prezzi del carbone a livelli altissimi, l’Europa non sanziona le importazioni russe e decide di usare il peggiore (per l’ambiente) tra i combustibili fossili.
Mentre il mercato dell’alluminio sta perdendo ogni riferimento, operatori ed analisti si trovano spiazzati. Le poche previsioni che circolano parlano di cifre pazzesche!
Guerra in Ucraina e sanzioni hanno reso i costi dell’energia insostenibili per molti settori in Europa. Uno di questi è quello siderurgico e in particolare quello del riciclo di rottami di acciaio.
Da febbraio ad oggi, un fondo d’investimento americano ha già guadagnato centinaia di milioni di dollari puntando sulle commodities.
Si stima che i produttori di acciaio turchi abbiano venduto 2,4 milioni di tonnellate di acciaio dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina.
Mentre i prezzi di palladio e platino continuano a correre, il mercato automobilistico è stato travolto dalle conseguenza della guerra e delle sanzioni. Con il petrolio oltre i 110 dollari, chi vorrà ancora acquistare un’automobile?
Gli esperti ritengono che i prezzi del gas in Europa potrebbero battere il record di 4.000 dollari nel prossimo futuro.
Il conflitto russo-ucraino ha impattato sui prezzi dell’acciaio e dei prodotti ferrosi. Adesso, l’Occidente è alla ricerca di forniture alternative che spera possano arrivare dalla Cina.
Quello che sta accadendo in Spagna sul mercato del tondo è drammatico. La domanda si sta azzerando e molte imprese sono sull’orlo della bancarotta.