Fonderie di alluminio verso lo spegnimento. Sta succedendo in India…

La grave crisi energetica che sta colpendo l’India rischia di mietere attori economici importanti come le fonderie di alluminio.

Fonderie di alluminio verso lo spegnimento. Sta succedendo in India...

I produttori di alluminio hanno lanciato un allarme disperato. Se non verrà ripresa subito la fornitura regolare di energia, il settore rischia la morte.

Per fortuna, almeno per il momento, non si tratta dell’Italia o dell’Europa, ma nemmeno di qualche paese periferico visto che stiamo parlando dell’India, la settima economia più grande del mondo.

SOS dei produttori indiani di alluminio

L’industria dell’alluminio indiana ha inviato un SOS a Coal India, la società statale che produce l’82% del carbone del paese.

L’attuale crisi del carbone ha creato una situazione estremamente precaria, soprattutto per le industrie ad alta intensità energetica come quella dell’alluminio, in cui il carbone rappresenta circa il 40% dei costi di produzione. La fusione dell’alluminio richiede un’alimentazione ininterrotta, cosa che che può essere soddisfatta solo con centrali captive (CPP) che operano 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e 365 giorni all’anno.

Se il metallo si raffredda sono guai seri

Secondo l’Aluminium Association of India, le interruzioni alle forniture energetiche sono insostenibili per le fonderie di alluminio. Infatti, si tratta di impianti costruiti per processi continui, non progettati per lo spegnimento e il riavvio delle operazioni ogni qualvolta viene a mancare l’alimentazione. Se c’è un interruzione o un guasto dell’alimentazione, anche solo di 2 ore, l’alluminio fuso si raffredda e porta all’arresto degli impianti per almeno sei mesi, con gravi perdite e spese di riavvio. Inoltre, una volta riavviato l’impianto, impiegherà quasi un anno per poter produrre metallo con la purezza desiderata.

I problemi energetici indiani sono legati al carbone. Le scorte sono scese a livelli straordinariamente bassi: solo due o tre giorni di autonomia. Perciò gli impianti sono costretti a funzionare a ritmi ridotti, con il rischio di interruzioni e la minaccia di perdita di posti di lavoro. Tra l’altro, la carenza globale di alluminio aggrava ulteriormente la situazione.

Carbone introvabile o troppo caro

In questa tempesta perfetta, anche la possibilità di importare carbone è diventata completamente impraticabile a causa dell’aumento esponenziale dei prezzi del carbone e dei costi per il trasporto marittimo, entrambi ai massimi storici.

Se la situazione indiana fa venire i brividi a qualsiasi dirigente di fonderia, non c’è da pensare che in Europa la crisi energetica possa finire tanto meglio. Anche le nostre aziende stanno rischiando grosso per la crisi del gas e, se non verranno messe in atto politiche energetiche più affidabili e più solide di quelle esistenti, prima o poi, ci troveremo nella stesse condizioni dell’India di oggi.

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