Dimagrisce ancora la siderurgia UE. ArcelorMittal chiude altoforno
Dopo quelli in Polonia, Spagna e Germania, ArcelorMittal spegnerà a inizio dicembre anche l’altoforno dello stabilimento di Foss-sur-Mer, in Francia.
Dopo quelli in Polonia, Spagna e Germania, ArcelorMittal spegnerà a inizio dicembre anche l’altoforno dello stabilimento di Foss-sur-Mer, in Francia.
La redditività della produzione siderurgica cinese è in caduta libera e molte aziende dichiarano di essere prossime al fallimento. Quali conseguenze ci saranno per il mercato globale dell’acciaio?
I prezzi elevati dell’energia influiscono sul consumo di acciaio in tutta l’Unione Europea. Per i prossimi mesi anche la siderurgia chiede aiuti allo Stato.
La proprietà cinese della British Steel chiede un massiccio pacchetto di salvataggio al governo inglese per non chiudere e lasciare a casa migliaia di lavoratori.
Un’azienda che andava male anche quando tutti facevano profitti, poteva forse sottrarsi dal chiedere soldi allo Stato per pagare le bollette durante una crisi energetica globale?
Hilco Industrial Acquisitions ha appena venduto un laminatoio tedesco per lamiere pesanti a un produttore di acciaio asiatico.
14 stabilimenti europei hanno sospeso o intendono sospendere la produzione di acciaio. Nel frattempo, arriva il supplemento-energia per i prezzi dei prodotti finiti.
ArcelorMittal chiuderà un altoforno tedesco mentre i prezzi del gas salgono. Nel frattempo, gli stabilimenti di acciaio inossidabile stanno chiudendo in tutta Europa.
Dopo che i flussi di gas del Nord Stream sono stati ridotti al 20% della capacità installata, la siderurgia in Germania si prepara a carenze di gas per settembre.
I produttori di acciaio russi stanno perdendo vendite in molti mercati. Lo stesso Putin dice che ci sarà un calo significativo della produzione di acciaio nel medio termine.
Quali sono le aziende protagoniste del mercato siderurgico italiano? Ecco le prime dieci in base al fatturato…
Forte aumento dell’utile nel primo trimestre per ArcelorMittal, nonostante la guerra in Ucraina e l’inflazione. Il CEO del gruppo traccia le prospettive per la siderurgia nel lungo termine.
La classifica delle più grandi aziende siderurgiche del mondo parla soprattutto cinese, indiano e giapponese.
La produzione ad alta intensità energetica di metalli in Europa potrebbe essere vicino al tramonto. Ecco gli scenari che abbiamo davanti quando verrà deciso l’embargo del petrolio e del gas dalla Russia.
La carenza di ghisa causata dalle criticità nell’approvvigionamento nel bacino del Mar Nero è un serio problema per la siderurgia italiana.
L’azienda statale che produce acciaio (ex Ilva) ha deciso unilateralmente di alzare i prezzi con carattere retroattivo, scatenando le proteste dei clienti.
La crisi tra Russia e Ucraina potrebbe creare un grosso buco nell’offerta di prodotti piani nell’Unione Europea.
Stop all’altoforno numero quattro a partire dal primo dicembre. Acciaierie d’Italia non raggiungerà gli obbiettivi produttivi di quest’anno.
Il crollo della domanda cinese ha fatto scendere il prezzo del ferro al livello più basso degli ultimi 18 mesi. Per i prossimi anni le previsioni sono negative.
Secondo gli operatori siderurgici britannici il settore è “al macello”. I costi energetici sono così alti da spingere fuori dal mercato l’acciaio inglese.
Anche il mercato del ferro-cromo ha perso l’equilibrio e i prezzi sono schizzati verso l’alto. Il problema più grave è la carenza di cromo.
I produttori di acciaio ucraini soffrono già per il boom dei prezzi del gas naturale, ma l’ondata sta per investire tutta l’Unione Europea.
Il gigante cinese dell’edilizia, Evergrande, sembra sull’orlo del collasso. Ci sarà un effetto domino come accadde per Lehman Brothers?
Dopo le multinazionali straniere, ci pensa lo Stato alla siderurgia italiana. Purtroppo, visti i precedenti storici, non c’è da stare troppo allegri come contribuenti.
I nuovi dazi sull’esportazione di metalli in Russia si riveleranno un vero e proprio colpo di fortuna per i produttori europei?
La dispendiosa nazionalizzazione dell’ex-Ilva è un regalo del governo Conte, che il nuovo governo Draghi non ha nemmeno messo in discussione.
Il governo italiano ha deciso di rimettersi a fare l’imprenditore in uno dei settori più difficili e rischiosi di questi tempi: la siderurgia.
Sembra finita la corsa dell’acciaio europeo verso i paesi dell’Est Europa. Costi crescenti e un mercato in crisi ridisegneranno la mappa siderurgica anche in questa area del mondo.
Le sorti delle attività della Tata Steel in Europa sono quanto mai incerte. Nel frattempo, il Regno Unito potrebbe ricorrere agli aiuti di Stato.
Per gli analisti di Moody’s, le prospettive globali del settore siderurgico sono migliorate. Rimane però il rischio di una recrudescenza del coronavirus.