La crisi di Evergrande metterà fine al boom dei metalli a livello globale?

Il gigante cinese dell’edilizia, Evergrande, sembra sull’orlo del collasso. Ci sarà un effetto domino come accadde per Lehman Brothers?

La crisi di Evergrande metterà fine al boom dei metalli a livello globale?

I mercati cinesi sono caduti pesantemente questa settimana. Serpeggia la paura circa un possibile effetto domino per la crisi Evergrande.

L’immobiliare più indebitata del mondo

La cinese Evergrande è l’impresa di costruzioni più indebitata del mondo, che potrebbe non riuscire nemmeno a rimborsare agli investitori le cedole degli interesse che scadono questa settimana e la prossima. Valutata 41 miliardi di dollari nel 2020, ad oggi la sua capitalizzazione di mercato è scesa a soli 3,7 miliardi di dollari poiché è diventato evidente che con passività di circa 300 miliardi di dollari non era in grado di ripagare un modesto debito di interessi scadenti questa settimana.

Ma i problemi di Evergrande sono il sintomo di un problema molto più grande. In un interessante articolo del Financial Times, viene descritto il vasto settore immobiliare cinese, che contribuisce per circa il 29% al prodotto interno lordo del paese. Si tratta di un settore così sovradimensionato che invece di essere il principale motore della crescita economica della Cina, sta diventando un freno. Sono state costruite così tante case che le proprietà vuote potrebbero ospitare oltre 90 milioni di persone (ci si potrebbe mettere tutta la popolazione di un intero paese come la Germania e ne avanzerebbero ancora 7 milioni).

L’eccesso di offerta immobiliare non è un problema nuovo in Cina. Perciò il presidente Xi Jinping aveva formulato tre criteri che gli immobiliaristi dovevano rispettare: il rapporto tra passività e attività, tra debito netto e patrimonio netto e tra liquidità e debito a breve termine. Evergrande li ha sforati tutti e tre.

La fine di un epoca demografica…

Comunque il problema si sta ingigantendo per i nuovi scenari demografici, ben diversi dal passato quando erano il motore del settore immobiliare, che a sua volta trascinava l’economia. Oggi, la popolazione cinese sta crescendo a malapena. Nel 2020 sono nati solo 12 milioni di bambini, in calo rispetto ai 14,65 milioni dell’anno prima. Si prevede che questa cifra scenderà sotto i 10 milioni negli anni a venire.

In pratica, adesso la costruzione di immobili è per un mercato che non esiste. Il settore consuma capitale per nulla e chi guadagna lo fa grazie a speculazioni che assomigliano più ad una lotteria che non ad un’attività economica.

…ma anche la fine di un’epoca per la siderurgia

Naturalmente, le sorti dell’economia cinese sono determinanti per il resto del mondo, a partire dalla siderurgia.

Una parte significativa dell’industria siderurgica cinese esiste soltanto per servire l’edilizia. La capacità di centinaia di milioni di tonnellate è cresciuta producendo tondo per cemento armato e acciai da costruzione per un mercato che è già in eccesso di edifici parzialmente costruiti. Ma il settore immobiliare rappresenta anche il 20% del consumo cinese di rame e il 10% di quello di nichel.

Secondo il Financial Times, non ci sono dubbi che il PIL cinese rallenterà, così come il consumo di metalli. Nella seconda meta di questo decennio la crescita potrebbe essere in media solo dell’1-2% (dal 2000 al 2009 era stata del 10,4% all’anno).

Secondo gli esperti appare improbabile che le disgrazie di Evergrande possano diventare a livello globale come quelle di Lehman Brothers nel 2008, tuttavia potrebbero mettere fine al boom dei metalli come sembrerebbe indicare il recente declino del minerale di ferro.

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