Ancora problemi per Acciaierie d’Italia. Si ferma un altoforno per una crepa

Stop all’altoforno numero quattro a partire dal primo dicembre. Acciaierie d’Italia non raggiungerà gli obbiettivi produttivi di quest’anno.

Ancora problemi per Acciaierie d’Italia. Si ferma un altoforno per una crepa

Problemi tecnici hanno costretto Acciaierie d’Italia (ex Ilva) ad interrompe la produzione dell’altoforno numero 4.

La società, di proprietà congiunta di ArcelorMittal e dello stato italiano, metterà offline il forno da 2 milioni di tonnellate all’anno a partire dal 1° dicembre. Acciaierie d’Italia prevede anche di riavviarlo il 20 gennaio.

Una crepa nel forno. Troppe accensioni e spegnimenti negli ultimi tempi

Il forno non riesce a lavorare come di consueto e, secondo alcune fonti, avrebbe una crepa causata dagli sbalzi di temperatura a cui è stato sottoposto negli ultimi mesi, con accensioni e spegnimenti. Tutto ciò dopo 70 milioni di euro di investimenti. Acciaierie d’Italia ha smentito l’esistenza di una crepa nel forno e dice che il fermo è per una prevista manutenzione straordinaria del forno, durante la quale verificherà lo stato della struttura interna.

Poiché il fermo dell’altoforno numero 4 potrebbe influire anche sulla produzione dell’altoforno numero 1, è assai probabile che, di conseguenza, verrà fermato anche quello. Le conseguenze cadranno direttamente sulla produzione di coil laminati a freddo e zincati a caldo, sebbene i dettagli non siano ancora disponibili.

I clienti dovranno armarsi di molta pazienza

I clienti si stanno preparando, ancora una volta, per sopportare ritardi nelle consegne, proprio adesso che Acciaierie d’Italia aveva recuperato tutti i vecchi arretrati.

Come dovrebbe essere noto a tutti i contribuenti italiani, che di fatto sono azionisti tramite lo stato di questa gigantesca azienda siderurgica, Acciaierie d’Italia gestisce le attività della insolvente Ilva. In questi mesi ha cercato di portare la produzione a Taranto a più di 6 milioni di tonnellate all’anno, ma ha dovuto affrontare numerose battute d’arresto. Secondo gli operatori di mercato più informati, la sua produzione è inferiore a 4 milioni di tonnellate quest’anno, a fronte di un obiettivo di 4,5 milioni di tonnellate.

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