Acciaierie d’Italia chiede aiuto allo Stato per pagare il gas

Un’azienda che andava male anche quando tutti facevano profitti, poteva forse sottrarsi dal chiedere soldi allo Stato per pagare le bollette durante una crisi energetica globale?

Acciaierie d’Italia chiede aiuto allo Stato per pagare il gas

Un’azienda statale abituata a chiudere i bilanci in rosso anche quando i suoi concorrenti macinavano profitti a tutto spiano, in un momento di grandi difficoltà per tutto il settore come quello attuale potrebbe fare un buco da record.

D’altronde, anche gli imprenditori siderurgici abituati a mangiare pane e acciaio fin dalla più tenera età fanno fatica a gestire una crisi energetica senza precedenti, che si aggiunge alle paure della recessione che rende i mercati volatili ed imprevedibili. Più difficile di così…

A corto di liquidità e con una bolletta impagata da 280 milioni di euro

In questo contesto, Acciaierie d’Italia (ex Ilva) sta cercando di assicurarsi le forniture di gas con l’aiuto del Tesoro italiano. Infatti, è a corto di liquidità ed ha accumulato un debito di oltre 280 milioni di euro con l’ENI. Come noto, le tensioni geopolitiche a seguito della guerra in Ucraina hanno spinto i prezzi del gas ai massimi storici, creando enormi problemi anche ad una delle più grandi acciaierie d’Europa.

Secondo Reuters, Acciaierie d’Italia non ha ancora firmato un nuovo contratto gas per ottobre. Il governo italiano, a inizio agosto, aveva stanziato un miliardo di euro per tenerla a galla ma i fondi non sono ancora stati erogati.

Le aziende dell’indotto aspettano di essere pagate per 100 milioni di euro

Nel frattempo, molti fornitori dell’acciaieria aspettano il saldo delle fatture per cento milioni di euro. La scorsa settimana gli industriali tarantini avevano chiesto un intervento del governo per saldare i debiti di Acciaierie d’Italia con le aziende dell’indotto, che rischiano la chiusura con la conseguenza diretta di licenziamenti per migliaia di dipendenti.

Acciaierie d’Italia è controllata al 38% dall’agenzia statale Invitalia e al 62% dal secondo produttore di acciaio al mondo ArcelorMittal. Ma, quando servono soldi, è sempre Pantalone (ovvero i cittadini italiani) che deve pagare!

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