Perché gli USA continuano a comprare l’uranio della Russia?
L’uranio russo non è soggetto a sanzioni. Per capirne il motivo basta considerare i 90 reattori nucleari degli Stati Uniti e il loro fabbisogno di combustibile nucleare.
L’uranio russo non è soggetto a sanzioni. Per capirne il motivo basta considerare i 90 reattori nucleari degli Stati Uniti e il loro fabbisogno di combustibile nucleare.
L’Unione Europea credeva che il taglio delle esportazioni di gas russe avrebbe costretto Putin a chiudere parte della produzione di gas naturale o a bruciarlo.
I prezzi del gas sono arrivati a 300 euro per megawattora. Nel frattempo, le contraddizioni e i paradossi in seno all’Europa diventano sempre più evidenti.
La guerra in Ucraina ha messo in luce la grande dipendenza dell’Europa dal gas russo e da molte materie prime come l’alluminio, fondamentale per il tessuto industriale europeo.
Aziende aerospaziali come Airbus e Boeing hanno bisogno del titanio russo e sarà molto difficile trovare fonti alternative se le forniture verranno interrotte.
Gli acquirenti originali dell’acciaio ucraino finito sotto il controllo della Russia, potrebbero aver già pagato per il metallo ordinato.
Il Ministero dell’Energia e delle Risorse Naturali turco ha recentemente annunciato la scoperta di 694 milioni di tonnellate di terre rare nella regione di Beylikova di Eskişehir.
Le sanzioni anti-russe stanno danneggiando l’economia dell’Unione Europea e il dominio globale degli Stati Uniti.
L’Unione Europea è nel bel mezzo di un enigma energetico: comprare carbone o mantener fede agli impegni sul clima?
Le sanzioni occidentali hanno bloccato i pezzi di ricambio per il gasdotto che rifornisce l’Europa proprio mentre si stanno cercando di riempire i depositi di gas per l’inverno. Italia e Germania tra i paesi maggiormente penalizzati.
In vista di un inverno difficile, l’Ucraina ferma le esportazioni di carbone, petrolio e gas. Ma, con ogni probabilità, non se ne accorgerà nessuno.
Secondo il britannico The Times, la Russia sta vincendo la battaglia per il controllo globale del mercato del grano.
L’Economist prevede una vera e propria catastrofe alimentare. Se i leader mondiali non affrontano subito il problema della fame come un problema globale e urgente, i prossimi anni saranno drammatici.
Europa e Stati Uniti hanno messo in campo una serie di sanzioni senza precedenti per distruggere l’economia russa, ma senza successo. Il rublo è crollato di quasi il 50% subito dopo le sanzioni ma da allora è tornato ai livelli prebellici.
Per il leader del Cremlino, le sanzioni energetiche contro la Russia su cui stanno discutendo i paesi dell’Unione Europea, creerebbero più danni agli europei che non ai russi. Ma gli americani stanno pensando ad un’altra strada per sanzionare Mosca…
Mentre l’Ucraina interrompe una parte dei flussi di gas russo, cresce il timore che una grave interruzione delle forniture russe all’Europa possa avvenire per mano ucraina.
I flussi di gas russo verso l’Europa attraverso l’Ucraina stanno diminuendo. Kiev ha interrotto l’uso di una via di transito chiave per le consegne di gas russo.
La Cina ha recentemente deciso di rafforzare le proprie leggi sul controllo delle esportazioni di alcuni prodotti potenzialmente ad uso militare, tra i quali anche le terre rare.
Il prezzo che l’Europa deve pagare per staccarsi dal gas e dal petrolio russo continua a crescere, soprattutto a causa dei metalli che serviranno per la transizione energetica.
Il nuovo accordo tra Stati Uniti e Unione Europea ha lo scopo di ridurre la dipendenza dalla Russia. In realtà rafforzerà la dipendenza dai combustibili fossili e porterà a irrimediabili conseguenze climatiche.
L’OPEC non ha commentato l’invasione russa dell’Ucraina. Ha invece manifestato preoccupazioni per un eventuale embargo petrolifero della UE alla Russia.
È spiacevole essere catastrofisti, ma la partita che l’Unione Europea sta giocando con la Russia è sulla buona strada per finire in una catastrofe.
I produttori di gas naturale statunitensi e i trader internazionali si stanno affrettando a vendere GNL all’Europa a prezzi esorbitanti, con profitti che nessuno poteva neanche immaginare.
I piani espansivi della Cina per l’approvvigionamento di metalli e materiali critici a livello globale hanno avuto successo.
La crisi tra Russia e Ucraina ha messo in allerta i mercati energetici. Una interruzione delle esportazioni russe di petrolio e gas in Europa potrebbe finire in un disastro.
Il grande nervosismo che circola sui mercati del gas e del petrolio non preannuncia nulla di buono. Se ci sarà un embargo alla Russia, per gli europei ci sarà molto da perdere.
Se la Russia si riprenderà l’Ucraina con la forza, entrerà in possesso di enormi ricchezze naturali, dal carbone al gas, dal manganese al titanio e anche oro.
La Bielorussia minaccia di interrompere i flussi di gas in transito verso l’Europa. Si prevede che i prezzi del gas saranno di nuovo molto volatili.
I consumatori della Moldavia sono stati esortati ad usare il gas con parsimonia perché il gas naturale russo comincia a mancare.
I talebani, ormai padroni dell’Afghanistan, si ritrovano con una delle più grandi riserve non sfruttate di litio del mondo.