Sanzioni occidentali contro la Russia. Ecco perché non hanno funzionato…

Europa e Stati Uniti hanno messo in campo una serie di sanzioni senza precedenti per distruggere l’economia russa, ma senza successo. Il rublo è crollato di quasi il 50% subito dopo le sanzioni ma da allora è tornato ai livelli prebellici.

Sanzioni occidentali contro la Russia. Ecco perché non hanno funzionato...

A circa 3 mesi dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, dopo pacchetti di sanzioni economiche contro la Russia e dopo che i giornalisti nostrani ci hanno spiegato quanto dolorose sarebbero state le sanzioni per i russi, emerge sempre più chiaramente che l’economia russa è lontana dall’essere messa in ginocchio. Di contro, gli effetti negativi delle sanzioni cominciano a sentirsi sulle economie occidentali.

“Le sanzioni piegheranno l’economia russa!” Così ci dicevano…

In un mondo globalizzato che sta già soffrendo per i problemi della catena di approvvigionamento, per la carenza di energia e per il rallentamento economico, le sanzioni occidentali non hanno piegato la Russia come sbandieravamo spavaldamente i politici e i mass-media europei.

Nessuno può certo dire che si tratti di sanzioni di poco conto, visto che una di queste, quella contro la Banca Centrale russa, ha sostanzialmente congelato oltre 300 miliardi di dollari delle riserve valutarie del paese. Inoltre, è stata vietata l’esportazione in Russia di tecnologia d’avanguardia, attrezzature per l’industria energetica e tecnologie aerospaziali.

Gli Stati Uniti hanno vietato le importazioni di greggio russo, gas, carbone, prodotti grezzi e qualsiasi altro prodotto energetico dalla Russia. Aziende internazionali come McDonald’s, Coca-Cola, Apple e BP hanno tutte lasciato il paese. Le conseguenze immediate sono state un crollo del rublo che ha perso quasi il 50% del suo valore rispetto al dollaro, mentre il mercato azionario di Mosca è stato chiuso. Tutto questo avveniva quando l’Occidente si vantava di essere riuscito a scatenare il caos economico in Russia.

Il rublo si è rafforzato più di ogni altra valuta

Ma gli entusiasmi dei fautori delle sanzioni era destinato a spegnersi in pochissimo tempo. Oggi, il rublo è tornato al di sopra dei livelli prebellici, lasciando gli osservatori a bocca aperta su come sia riuscito a sopravvivere. Non solo, il rublo è diventato la valuta con la migliore performance mondiale di quest’anno.

Altri indicatori, come il fatto che Banca Centrale abbia abbassato il tasso di interesse dal 17% al 14% o come gli indici dei consumi che si muovono nella normalità, dicono chiaramente che l’economia russa sta resistendo alle sanzioni.

Il segreto dell’economia russa, che anche i più sprovveduti tra gli economisti dovrebbero conoscere

Ma come come ha fatto la Russia a sopravvivere a quella che doveva essere l’arma finale dell’Occidente per piegare l’economia di Putin?

In primo luogo, la Russia vanta una posizione unica come esportatore netto di energia e generi alimentari chiave. Ciò le ha permesso di rimanere a galla. Se, per esempio, sanzioni simili fossero state imposte a un importatore netto come la Cina, probabilmente avrebbero provocato deindustrializzazione, carestia e disordini di massa.

Ma l’economia russa è un’altra cosa, in grado di gestire un massiccio surplus commerciale grazie alle sue esportazioni di energia, anche grazie a prezzi del petrolio e del gas ai massimi pluriennali. Inoltre, le sue forti relazioni commerciali con la Cina e con l’India hanno assicurato molta valuta straniera, che non manca nemmeno da parte della UE, costretta a pagare gas e petrolio alla Russia.

Nonostante le agenzie di rating avessero avvertito di un imminente default del debito da parte della Russia ad aprile, il paese è invece stato in grado di onorare il proprio debito.

La guerra delle sanzioni è ancora lunga e i danni saranno gravi, sia per la Russia che per l’Europa

Certamente, la Russia sta sopravvivendo meglio alle sanzioni di quasi qualsiasi altro paese, anche se le prospettive a lungo termine non sono buone. Il paese deve fare i conti il problema di accedere alle tecnologie e ai beni necessari per mantenere le industrie chiave. Inoltre, la riduzione della domanda per le sue esportazioni di petrolio e gas indeboliranno la sua economia. In altre parole, la strada che l’economia russa deve fare per poter dire di essere sopravvissuta con pochi danni alle sanzioni occidentali è ancora lunga.

Di contro, visto che si tratta di una guerra, andrebbero valutati anche i danni arrecati all’altra parte in campo, cioè noi. Ma questa è un’altra storia che, comunque, i cittadini italiani stanno già vivendo sulla propria pelle e, con il passare del tempo, ne potranno valutare gli effetti drammatici sulle proprie tasche e sulle proprie vite.

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