Putin offre agli USA metalli rari e alluminio!
Putin ha proposto agli Stati Uniti una collaborazione per esplorare i giacimenti di metalli rari in Russia e riprendere la …
Putin ha proposto agli Stati Uniti una collaborazione per esplorare i giacimenti di metalli rari in Russia e riprendere la …
Nonostante il timore che la Cina possa militarizzare il suo predominio su materie prime critiche, la dipendenza della UE da questi materiali cinesi rimane quasi totale.
L’Ucraina ha ormai perso la maggior parte delle terre rare. Quasi tutti i giacimenti non si trova più nei territori controllati da Kiev.
Secondo il Financial Times, i funzionari della UE stanno valutando la possibilità di riprendere le importazioni di gas russo come parte di un possibile accordo di pace per l’Ucraina.
Mentre la Russia continua ad avanzare per controllare le risorse minerarie dell’Ucraina, i politici occidentali si illudono che ne rimangano a sufficienza per ripagare l’enorme debito accumulato dal paese.
La guerra in Ucraina ha avuto un impatto non solo umano e territoriale, ma anche economico e strategico, con la …
I russi si sono impossessati di due dei quattro giacimenti di litio dell’Ucraina, compromettendo l’accesso dell’Europa a materie prime essenziali per l’energia verde.
La rimozione di Bashar al-Assad ha riacceso i piani occidentali e orientali di controllare le risorse di petrolio e gas della Siria.
Mentre la Siria torna al centro della geopolitica internazionale, la partita si gioca anche sulle sue ricchezze naturali: petrolio, gas e fosfati. Chi ne prenderà il controllo?
L’acqua sta diventando un tema sempre più presente nel pensiero strategico di molti importanti paesi nel mondo. Nell’era del cambiamento climatico la gestione condivisa delle risorse idriche sarebbe fondamentale per la stabilità regionale e globale.
Se non avete mai sentito parlare dei sicari dell’economia, esiste in commercio un libro che svela tutti i retroscena di chi, e come, controlla le più importanti risorse naturali del nostro pianeta.
Potrebbero essere i ricavi derivanti dalle risorse naturali il fattore determinante del rischio geopolitico in Russia.
Mentre il mondo sembra scaldare i motori per andare in guerra, emergono sempre più chiaramente le criticità di alcuni materiali, la grafite in primo luogo, che potrebbero compromettere le capacità belliche dell’Occidente.
Chi sono gli Houthi e perché attaccano le navi del Mar Rosso? Un’analisi fuori dagli schemi per cercare di comprendere una realtà molto lontana dai nostri occhi.
La Francia ha grandi interessi in Gabon, concentrati in gran parte nel settore minerario. Ma il recente colpo di stato rischia di minacciarli.
Nella guerra tra Russia e Ucraina sono in gioco anche le ambizioni dell’Unione Europea di assicurarsi le enormi risorse ucraine di litio.
La Cina ha deciso di limitare le esportazioni di due metalli rari utilizzati per produrre chip: gallio e germanio.
È terminata l’insurrezione russa dei mercenari della Wagner, ma il tentato colpo di stato è un grave danno per la Russia oltre ad avere conseguenze significative anche per i mercati delle materie prime.
Mentre i cittadini europei sono sempre più confusi e sconcertati riguardo alla transizione verde, emergono sempre più chiaramente le contraddizioni e l’insostenibilità di un modello energetico dettato più dall’ideologia che da scelte ragionate.
La Russia prevede di mettere fuori servizio i gasdotti Nord Stream sabotati lo scorso settembre in circostanze per il momento inspiegate.
I veri interessi occidentali e russi che hanno scatenato i sanguinari combattimenti sui territori dell’Ucraina, non sono per nulla chiari all’opinione pubblica. Come nel caso del titanio…
L’uranio russo non è soggetto a sanzioni. Per capirne il motivo basta considerare i 90 reattori nucleari degli Stati Uniti e il loro fabbisogno di combustibile nucleare.
L’Unione Europea credeva che il taglio delle esportazioni di gas russe avrebbe costretto Putin a chiudere parte della produzione di gas naturale o a bruciarlo.
I prezzi del gas sono arrivati a 300 euro per megawattora. Nel frattempo, le contraddizioni e i paradossi in seno all’Europa diventano sempre più evidenti.
La guerra in Ucraina ha messo in luce la grande dipendenza dell’Europa dal gas russo e da molte materie prime come l’alluminio, fondamentale per il tessuto industriale europeo.
Aziende aerospaziali come Airbus e Boeing hanno bisogno del titanio russo e sarà molto difficile trovare fonti alternative se le forniture verranno interrotte.
Gli acquirenti originali dell’acciaio ucraino finito sotto il controllo della Russia, potrebbero aver già pagato per il metallo ordinato.
Il Ministero dell’Energia e delle Risorse Naturali turco ha recentemente annunciato la scoperta di 694 milioni di tonnellate di terre rare nella regione di Beylikova di Eskişehir.
Le sanzioni anti-russe stanno danneggiando l’economia dell’Unione Europea e il dominio globale degli Stati Uniti.
L’Unione Europea è nel bel mezzo di un enigma energetico: comprare carbone o mantener fede agli impegni sul clima?