Prezzi record e offerta fragile: la metamorfosi silenziosa dei mercati dei metalli
Rame, stagno, alluminio e argento stanno diventando metalli strategici, spinti da prezzi record, scarsità di offerta e tensioni geopolitiche.
Rame, stagno, alluminio e argento stanno diventando metalli strategici, spinti da prezzi record, scarsità di offerta e tensioni geopolitiche.
I prezzi dell’alluminio negli Stati Uniti hanno raggiunto livelli record (oltre 5.000 dollari), spinti dall’aumento dei dazi, dalla scarsità di offerta globale e dal crollo delle scorte interne.
Prezzi in ripresa, tensioni sull’offerta e interventi governativi stanno ridefinendo equilibri e strategie lungo tutta la catena del valore dell’alluminio.
I prezzi dell’alluminio mostrano una buona tenuta nel breve periodo grazie ai limiti produttivi in Cina e alla sostituzione con il rame ma, secondo BCA Research, il quadro potrebbe cambiare nel 2026.
South32 ha annunciato che Mozal Aluminium sarà entrerà in modalità “manutenzione e assistenza” intorno alla metà di marzo 2026.
Visione piuttosto ribassista per ING sui mercati energetici. Al contrario, la maggior parte dei metalli soffrirà di problemi d’offerta, con pressioni rialziste sui prezzi.
Gli analisti di ING Group prevedono un ulteriore rialzo dei prezzi dell’alluminio nel 2026. Ecco perché…
I data center stanno diventando un concorrente diretto delle fonderie di alluminio. Alcoa avverte che questo squilibrio rende quasi impossibile sviluppare nuovi impianti metallurgici.
Si prevede che il mercato globale del riciclo di alluminio crescerà da 57,2 miliardi di dollari a 91,3 miliardi di dollari entro il 2032, a causa della domanda industriale di materiali a basse emissioni di carbonio.
Il primo telaio monoblocco in alluminio per veicoli di grandi dimensioni che debutterà sulla BYD Yangwang U8L, segna un salto tecnologico per l’industria automobilistica cinese.
Il rally dell’alluminio rischia di non durare. L’imminente espansione produttiva dell’Indonesia potrebbe raffreddare i prezzi già entro fine 2026.
Hydro ha deciso di consolidare le attività di estrusione in Europa, proponendo la chiusura di cinque dei suoi stabilimenti europei.
L’aumento dei dazi statunitensi, gli elevati costi energetici e la capacità di riciclo inutilizzata stanno spingendo la UE a valutare la possibilità di limitare le esportazioni di rottami.
Glencore gioca un ruolo chiave nell’IPO di Chuangxin Industries a Hong Kong. L’operazione, stimata intorno ai 700 milioni di dollari, riflette un interesse crescente per l’alluminio.
Commerzbank ricalibra al rialzo le stime sui metalli di base. I premi dell’alluminio sono previsti in salita, come riflesso di una crescente scarsità di metallo sui mercati internazionali.
La fuga di rottame verso l’Asia mette a rischio la disponibilità di materiale riciclato in Europa e negli Stati Uniti. Le industrie invocano dazi sui rottami.
Nel biennio 2023–2024 l’alluminio ha mostrato il suo doppio volto: in Europa è sempre più “green”, grazie a idroelettrico e nucleare, mentre in Asia continua a dipendere dal carbone.
L’impennata dei prezzi dell’alluminio, spinta dai dazi statunitensi e dalla scarsità di offerta globale, sta mettendo in difficoltà il settore degli imballaggi.
I premi sull’alluminio negli Stati Uniti hanno raggiunto livelli mai visti prima, costringendo gli acquirenti a pagare 4.792 dollari per una tonnellata di metallo.
Non fa rumore come il rame né gode dell’aura strategica delle terre rare, ma è il metallo che oggi tiene il mondo in bilico tra carenze di offerta e dipendenza dalla Cina.
I prezzi dell’alluminio hanno raggiunto i massimi da tre anni, mentre le restrizioni cinesi, i costi energetici europei e la domanda “verde” stanno ridefinendo gli equilibri globali del settore.
Dopo aver costruito un impero che va dall’oro ai fosfati, Maaden punta ora a raddoppiare la produzione di alluminio e a triplicare l’esplorazione mineraria.
Dopo anni all’ombra del rame, l’alluminio torna protagonista grazie alla transizione energetica e alla potenziale esplosione della domanda nei settori più innovativi dell’economia globale.
L’Europa produce l’alluminio più pulito del mondo, ma anche il più costoso. Ma per quali motivi costa tanto produrre nel Vecchio Continente?
L’alluminio ha superato i 2.700 dollari, ai massimi da sei mesi. Tuttavia, la debolezza dell’economia cinese potrebbe mantenere i prezzi in un intervallo stabile nel breve termine.
Nonostante l’aumento dei costi energetici e il calo delle esportazioni, il settore svizzero dell’alluminio mostra resilienza grazie anche al sostegno pubblico.
Mercuria ha scosso il mercato globale dell’alluminio, controllando fino al 90% delle scorte LME e distorcendo prezzi e forniture. Ormai i trader utilizzano i depositi di metallo come strumenti di manovra finanziaria.
La corsa all’alluminio, alimentata da veicoli elettrici e dal settore delle costruzioni, consolida la bauxite come una delle principali forze di crescita del trasporto marittimo globale.
Citi ritiene che l’attuale prezzo dell’alluminio intorno ai 2.500 dollari a tonnellata potrebbe portare a un deficit significativo e insostenibile sul mercato nei prossimi cinque anni.
Dopo decenni di surplus, il mercato dell’alluminio si avvia verso una crisi di segno opposto: scarsità strutturale di metallo.