L’alluminio russo continua ad arrivare nei magazzini del London Metal Exchange (LME) in grandi quantità. Ad ottobre ha raggiunto la percentuale record del 79,5% (a settembre era del 76%). In totale, le scorte di metallo russo sono arrivate a 162.050 tonnellate.
I concorrenti di Rusal sono sempre più preoccupati
Come ha ben descritto Reuters, la quantità aggregata di scorte di alluminio accessibili per il mercato all’interno dei magazzini registrati LME (viene chiamata MALSTX-TOTAL), è comunemente conosciuta come on-warrant. In poche parole, i warrant sono documenti ufficiali che trasferiscono i diritti di proprietà sul metallo.
Per capire cosa sta succedendo nella borsa metalli più importante del mondo, va detto che quando si parla di alluminio russo si fa riferimento a Rusal, una gigantesca azienda statale che controlla quote significative del mercato globale. Perciò, i principali produttori di alluminio in concorrenza con Rusal sono sempre più preoccupati, oltre a spingere affinché i consumatori occidentali evitino il metallo russo in risposta alla guerra in Ucraina e a supporto delle sanzioni occidentali contro Putin.
Cresce la produzione cinese in ottobre
Nel frattempo, secondo i dati dello Shanghai Metals Market (SMM), la produzione cinese di alluminio in ottobre è stata pari a 3,641 milioni di tonnellate, con un aumento su base mensile del 3,35% (da 3,523 milioni di tonnellate). La produzione totale nel periodo tra gennaio e ottobre 2023 è stata di 34,458 milioni di tonnellate, in aumento del 3,5% rispetto all’anno precedente.
Tuttavia, nel corso di novembre gli esperti prevedono una riduzione visto che le fonderie di alluminio nello Yunnan hanno iniziato a ridurre la produzione a causa della limitata fornitura di energia idroelettrica durante la stagione secca, che va da novembre ad aprile.
SMM prevede che la lavorazione totale di alluminio in Cina raggiungerà quasi 41,98 milioni di tonnellate entro la fine di novembre, mentre la produzione ammonterà a 3,45 milioni di tonnellate, in aumento del 3,4% su base annua ma in calo del 5,25% su base mensile.
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