Il vertice del G7 in Francia ha segnato un ulteriore rafforzamento dei rapporti tra Canada e Italia, con un accordo che potrebbe avere importanti implicazioni per le catene di approvvigionamento europee delle materie prime strategiche. Durante l’incontro di Évian, il primo ministro canadese Mark Carney ha infatti offerto all’Italia un accesso prioritario alle riserve canadesi di minerali critici, una mossa accolta positivamente dalla premier Giorgia Meloni.
L’intesa si inserisce in un percorso di collaborazione già avviato negli ultimi mesi. Tra gli esempi più significativi figura l’investimento di quasi 100 milioni di dollari canadesi da parte di ENI nel progetto grafitico Matawinie, sviluppato da Nouveau Monde Graphite in Québec. A ciò si aggiungono l’adesione dell’Italia alla Critical Minerals Production Alliance e una serie di iniziative commerciali e industriali volte a rafforzare i legami tra i due paesi.
Secondo il governo canadese, l’interesse italiano per la creazione di scorte strategiche di minerali critici favorirà nuove partnership nei settori energetico e manifatturiero. L’obiettivo è aumentare la sicurezza delle forniture di materie prime essenziali per batterie, tecnologie della difesa e produzioni industriali avanzate.
L’accordo conferma inoltre la strategia di Ottawa di affermarsi come fornitore affidabile per gli alleati occidentali, in un contesto in cui Stati Uniti, Europa e paesi del G7 cercano di ridurre la dipendenza da filiere concentrate in poche aree del mondo e soggette a rischi geopolitici.
Sul fronte della difesa, i due leader hanno avviato negoziati per l’acquisto da parte del Canada degli addestratori avanzati M-346 prodotti da Leonardo. È stato inoltre discusso il progetto canadese di una nuova banca dedicata al finanziamento di iniziative per difesa, sicurezza e resilienza.
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