Eni punta sulle batterie: a Brindisi nasce una gigafactory italiana per la transizione energetica

Eni accelera nella transizione energetica con l’avvio dei lavori per un nuovo impianto dedicato alla produzione di batterie al litio-ferro-fosfato (LFP) a Brindisi. Il progetto, sviluppato da Eni Storage Systems, punta a creare una filiera nazionale per i sistemi di accumulo energetico (BESS), fondamentali per immagazzinare l’energia prodotta da fonti rinnovabili e garantire maggiore stabilità alla rete elettrica.

La scelta arriva in un momento di forte crescita attesa per il mercato europeo delle batterie stazionarie: secondo le previsioni, la domanda passerà dai 36 GWh del 2025 a circa 138 GWh entro il 2030. L’impianto pugliese rappresenta quindi una scommessa industriale in un settore considerato strategico per la decarbonizzazione e per l’indipendenza energetica europea.

Eni Storage Systems è una joint venture tra Eni Industrial Evolution e FIB, società del gruppo Seri Industrial. La cerimonia di avvio dei lavori ha visto la partecipazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e delle autorità locali. Il nuovo stabilimento sorgerà all’interno dell’area industriale Versalis di Brindisi, recuperando spazi precedentemente utilizzati per attività ormai dismesse.

Il progetto prevede la realizzazione di una gigafactory per celle e moduli batteria, oltre a un impianto per l’assemblaggio dei sistemi BESS. La capacità produttiva sarà ampliata anche grazie ai moduli provenienti dalla gigafactory Seri Industrial di Teverola, in provincia di Caserta. Una seconda fase includerà la produzione del materiale catodico attivo LFP e attività di riciclo delle batterie.

A regime, entro il 2030, gli impianti di Brindisi e Teverola dovrebbero raggiungere una capacità complessiva di 16 GWh annui, pari a oltre il 10% del mercato europeo dei sistemi di accumulo.

Parallelamente, Eni ha annunciato anche l’ingresso nel settore del litio attraverso l’acquisizione del 25% di Black Giant, controllata cilena di EnergyX impegnata nello sviluppo di un progetto di estrazione nel nord del Cile, vicino al Salar de Punta Negra. L’investimento complessivo previsto da Eni sarà di 225 milioni di dollari, confermando la strategia del gruppo nel presidiare le materie prime chiave della nuova economia energetica.

METALLIRARI.COM © ALL RIGHTS RESERVED



LA LETTURA CONTINUA...