Acciaio, l’Italia rallenta: ad agosto produzione giù del 3,5%

La siderurgia italiana chiude agosto 2026 con una nuova contrazione della produzione di acciaio, confermando il rallentamento già emerso nei mesi precedenti. Secondo i dati di Federacciai, nel mese la produzione di acciaio grezzo si è fermata a 793.000 tonnellate, in calo del 3,5% rispetto ad agosto 2025.

Il dato mensile porta un segnale di debolezza in un settore che, nella prima parte dell’anno, aveva mantenuto un andamento complessivamente positivo. Il risultato di agosto, inoltre, accentua il progressivo rallentamento della crescita cumulata registrato negli ultimi mesi.

Tra gennaio e agosto 2026, infatti, l’Italia ha prodotto complessivamente 13,99 milioni di tonnellate di acciaio grezzo, con un incremento del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La crescita rimane quindi positiva, ma si è progressivamente ridotta: a giugno il dato cumulato indicava un aumento del 3,5%, sceso al 2,8% a luglio e al 2,4% alla fine di agosto.

Particolarmente interessante è la diversa evoluzione tra acciai lunghi e acciai piani. Ad agosto, la produzione di lunghi è scesa a 395.000 tonnellate, registrando una pesante contrazione del 10,2% su base annua. Gli acciai piani hanno invece mostrato una dinamica opposta, raggiungendo 374.000 tonnellate, con un aumento del 30,3% rispetto ad agosto 2025. Considerando invece i primi otto mesi dell’anno, gli equilibri cambiano. La produzione di acciai lunghi risulta infatti in crescita del 5,2% su base annua, mentre quella degli acciai piani registra una diminuzione del 2,4%.

I numeri descrivono quindi una siderurgia italiana caratterizzata da andamenti molto differenti tra i diversi segmenti produttivi. Il dato complessivo rimane positivo, ma la progressiva erosione della crescita accumulata e il risultato negativo di agosto suggeriscono maggiore cautela sul prosieguo dell’anno.

Dopo una prima parte del 2026 relativamente favorevole, la produzione italiana di acciaio sembra essere entrata in una fase di maggiore debolezza. Saranno quindi i prossimi mesi a chiarire se il rallentamento di agosto rappresenti un episodio legato alla stagionalità oppure l’inizio di una fase più strutturale di contrazione dell’attività siderurgica nazionale.

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