Giù i prezzi dell’alluminio in Cina, ma la produzione verrà tagliata

La scarsa domanda ha avuto un impatto negativo sui prezzi dell’alluminio e sugli utili aziendali. Ma adesso che la produzione in Cina verrà tagliata, le prospettive cambiano, anche per l’Europa.

Il mese appena trascorso è stato negativo per il mercato dell’alluminio in Cina e i prezzi lungo tutta la catena del valore sono scesi, con i pani di alluminio che hanno guidato la discesa. La bassa domanda dei consumatori e il settore dell’edilizia che non si è ancora ripreso, hanno portato il prezzo dell’alluminio primario al di sotto del livello di 19.000 RMB per tonnellata (circa 2.597 dollari).

Al contrario, l’allumina ha registrato un balzo verso l’alto (oltre 3.000 RMB per tonnellata), così come la bauxite importata, da cui la Cina dipende per circa il 70%.

Gli utili delle società che producono alluminio sono crollati

In questo contesto si sono registrati i crolli degli utili di diverse società cinesi del settore. L’aumento dei costi operativi degli smelter e l’aumento dei prezzi nazionali dell’allumina, ha portato al calo del reddito operativo delle società. Per esempio, Yunnan Aluminium Co. ha dichiarato uno utile operativo in diminuzione del 5,27% su base annua nel terzo trimestre del 2023. Stessa sorte toccata a China Aluminium il cui utile operativo è sceso, mentre il fatturato è risultato in calo del 17,23% su base annua.

Ma quello che probabilmente avrà un importante effetto sia sul mercato interno che su quello globale, è il taglio della produzione di alluminio nella provincia sud-occidentale dello Yunnan. Secondo alcuni analisti, le fonderie della regione hanno iniziato a ridurre la produzione per un totale di 1,5 milioni di tonnellate di capacità.

Tagli alla produzione e prezzi che saliranno

L’arrivo della stagione secca comporta una ridotta disponibilità di energia idroelettrica in una zona come lo Yunnan, nota per le sue abbondanti risorse di energia idroelettrica che hanno attratto molte fonderie di alluminio da diverse parti della Cina. Lo Yunnan ha una capacità di 5,7 milioni di tonnellate ed è la quarta regione produttrice di alluminio in Cina, rappresentando il 12% della capacità totale del paese.

Perciò, gli esperti prevedono un aumento di prezzi dei lingotti di alluminio primario, sostenuti dalla crescente domanda di veicoli elettrici e pannelli solari, oltre che dai tagli alla produzione nello Yunnan. È assai probabile che i prezzi in Cina aumenteranno, ma riusciranno a contagiare anche i mercati europei? Per i primi mesi del 2024 è qualcosa di più di un’ipotesi…

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