Il futuro del nucleare in Cina si chiama torio
Nei prossimi anni la Cina potrebbe avere il primo reattore nucleare al torio e allora la storia energetica del pianeta verrebbe scritta da Pechino.
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Nei prossimi anni la Cina potrebbe avere il primo reattore nucleare al torio e allora la storia energetica del pianeta verrebbe scritta da Pechino.
L’energia nucleare è troppo importante per l’economia giapponese, perciò il nuovo programma governativo prevede la riaccensione degli impianti nucleari spenti dopo l’incidente di Fukushima. E il mercato dell’uranio si appresta a iniziare i festeggiamenti.
La rivoluzione energetica che ha avuto luogo negli Stati Uniti, grazie all’impiego di nuove tecnologie estrattive, ha cambiato profondamente gli equilibri petroliferi mondiali, emarginando ulteriormente i paesi senza risorse energetiche o senza tecnologie.
Il mercato dell’uranio non porta fortuna alla grande banca d’affari americana, costretta ad abbandonare un business che sembrava molto lucroso, fino all’incidente di Fukushima.
Il mercato dell’uranio è in grande fermento per le attese sui nuovi progetti e per le aspettative di quotazioni in crescita. In tutto ciò, l’Africa giocherà un ruolo determinante.
L’industria petrolifera mondiale dipende sempre di più dal petrolio estratto negli oceani e grazie alle nuove tecniche estrattive può raggiungere profondità sempre maggiori.
I bassissimi prezzi dello shale gas negli Stati Uniti, fanno temere che si sia gonfiata un’altra bolla speculativa, pronta ad esplodere e a trascinare i prezzi energetici verso l’alto.
Anche se l’uranio è un metallo insostituibile per l’approvvigionamento energetico mondiale, pochi sanno che le più grandi miniere di questo metallo si trovano nei paesi occidentali.
Grazie al fracking, o fratturazione idraulica, la bolletta energetica dei consumatori americani si è drasticamente ridotta.
Una nuova tecnologia per immagazzinare energia su grande scala, consentirà al Giappone di realizzare un progetto mai visto prima.
Il gas naturale americano sta per invadere i mercati d’oltreoceano, grazie ad una forbice di prezzi molto ampia, che favorisce le esportazioni di gas dagli Stati Uniti all’Europa.
Lo shale gas darà agli Stati Uniti un vantaggio competitivo enorme rispetto al resto del mondo e questo vantaggio è destinato a durare per molti anni.
Importanti investitori del settore energetico, cominciano a credere che l’uranio potrebbe diventare un investimento assai remunerativo.
Gli Stati Uniti stanno sperimentando un “rinascimento” energetico che coinvolge tutto il sistema produttivo industriale. Tutto ciò grazie al gas di scisto, il più pulito tra i combustibili fossili.
Il fabbisogno energetico cinese potrebbe trovare una soluzione grazie al torio, disponendo di una nuova tecnologia nucleare.
Nella classifica dei paesi che detengono il primato mondiale per la produzione di energia solare l’Italia non sfigura.
Il berillio riesce a moltiplicare i neutroni, cosa che lo rende un combustibile nucleare più sicuro e maggiormente efficiente rispetto all’uranio.
Il magnesio potrebbe soddisfare i fabbisogni energetici di tutta l’umanità, come da tempo predica, inascoltato, uno sconosciuto scienziato giapponese.
La risposta ai problemi energetici del futuro potrebbe arrivare dal torio, un metallo con una grande disponibilità, economico e le cui scorie nucleari sono molto meno pericolose di quelle all’uranio e al plutonio.
Le conseguenze delle nuove politiche giapponesi nel settore del nucleare, si fanno sentire sui prezzi dell’uranio.
Gli effetti del terremoto e dell’incidente di Fukushima e si sono fatti sentire sulla politica energetica giapponese e sul mercato dell’uranio.
I produttori di pannelli solari sono preoccupati per la scarsa disponibilità di metalli rari, soprattutto per i prossimi anni.