Metalli e geopolitica: i grandi temi che muoveranno il mercato nel 2026
Nel 2026 il mercato dei metalli resta al centro delle dinamiche globali, sospinto da deglobalizzazione, tensioni geopolitiche e fragilità delle catene di approvvigionamento.
Alcuni tra gli elementi più importanti per il benessere della nostra società moderna sono anche tra i meno conosciuti. I loro nomi? Scandio, ittrio, lantanio, cerio, praseodimio, neodimio, promezio, samario, europio, gadolinio, terbio, disprosio, olmio, erbio, tulio, itterbio, lutezio.
Nel 2026 il mercato dei metalli resta al centro delle dinamiche globali, sospinto da deglobalizzazione, tensioni geopolitiche e fragilità delle catene di approvvigionamento.
Ad oggi, la maggior parte delle riserve mondiali è concentrata in pochi paesi chiave, con implicazioni strategiche rilevanti per industria, transizione energetica e geopolitica globale.
Il nuovo patto tra USA e Australia sui minerali critici mira a ridurre la dipendenza dalla Cina, ma la realtà è che Pechino mantiene un controllo quasi totale sulla raffinazione delle terre rare e sul know-how tecnico.
La Cina ha annunciato nuove e severe restrizioni sulle esportazioni di terre rare e tecnologie di raffinazione, ampliando i controlli …
Il più grande deposito europeo di terre rare è al centro di un acceso dibattito: da un lato l’Europa lo considera fondamentale per ridurre la dipendenza dalla Cina, dall’altro la comunità Sami teme la fine della pastorizia delle renne.
La domanda globale di terre rare magnetiche triplicherà entro il 2035, trainata da veicoli elettrici e turbine eoliche. Ma l’offerta, ancora dominata dalla Cina, fatica a tenere il passo.
Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, per rame, litio, nichel, cobalto, grafite e terre rare, la quota di mercato media dei primi tre paese produttori è salita all’86%.
L’Africa detiene una quota significativa dei minerali essenziali al mondo per le tecnologie delle energie rinnovabili e per i veicoli elettrici.
Gli esperti avvertono che i giacimenti di terre rare dell’Ucraina sono sopravvalutati, obsoleti e in gran parte inaccessibili.
Le case automobilistiche e le aziende del settore militare in Occidente si trovano ad affrontare potenziali carenze, poiché le scorte di componenti che dipendono dalle terre rare difficilmente superano i 3 mesi.
Tra ritorsioni economiche e scontro geopolitico, la Cina stringe la morsa sulle materie prime strategiche. Cresce la preoccupazione in Occidente.
Trump rilancia la guerra commerciale con la Cina alzando i dazi al 125%, mentre cresce il timore di un blocco totale delle forniture di terre rare.
“Huston abbiamo un problema”. La celebre frase dell’Apollo 13 riflette bene la situazione che si è venuta a creare adesso che la Cina ha imposto nuovi controlli sulle esportazioni di terre rare, minacciando le principali industrie americane e le catene di approvvigionamento globali.
La Cina è il paese più grande per la produzione di terre rare, ma è ben lungi dall’essere l’unico produttore. Scopri chi produce più terre rare nel mondo…
Il miliardario russo Vladimir Potanin ha dichiarato che le riserve russe e dei territori controllati in Ucraina orientale potrebbero rappresentare una grossa opportunità.
Quali sono le vere implicazioni dell’accordo (per il momento saltato) tra Ucraina e Stati Uniti sui minerali e perché la sfida non è trovare giacimenti, ma estrarli e trasformarli in metalli commerciabili?
L’Ucraina ha ormai perso la maggior parte delle terre rare. Quasi tutti i giacimenti non si trova più nei territori controllati da Kiev.
Dopo un 2024 disastroso, come sarà il 2025 per le terre rare? Gli esperti avvertono che potremo vedere una ripresa soltanto nella seconda parte del 2025 o, addirittura, nel 2026.
Anche se la guerra civile in corso in Myanmar non interessa a nessuno, adesso che i ribelli hanno preso il controllo della più importante miniera di terre rare del paese, il mondo potrebbe accorgersi di essere a corto di elementi indispensabili per i veicoli elettrici e le turbine eoliche.
Ii prezzi delle terre rare hanno probabilmente toccato il fondo e potrebbero essere pronti per un rimbalzo nella seconda metà del 2024 sulla scia della forte domanda da parte dei settori dei veicoli elettrici e dell’energia eolica.
Cosa ci aspetta sul mercato delle terre rare? Un’analisi approfondita di un mercato strategico ma difficile da capire senza l’aiuto degli esperti.
Gli scienziati hanno scoperto un nuovo meccanismo mediante il quale i batteri possono selezionare tra diversi elementi delle terre rare, utilizzando la capacità di una proteina batterica di legarsi a un’altra unità di se stessa quando è legata a determinate terre rare.
Secondo gli esperti, maggiori sforzi nel riciclo porterebbero a soddisfare fino a un quarto della domanda nel prossimo decennio.
Perché fa tanta paura il potenziale divieto cinese di esportare tecnologia per i magneti e per la trasformazione di terre rare?
Mentre i cittadini europei sono sempre più confusi e sconcertati riguardo alla transizione verde, emergono sempre più chiaramente le contraddizioni e l’insostenibilità di un modello energetico dettato più dall’ideologia che da scelte ragionate.
Sono numeri sorprendenti quelli che descrivono il mercato delle terre rare magnetiche. Un valore dei consumi cresciuto di 4 volte dal 2020 e che crescerà di altre 10 entro il 2035.
In Lapponia è stato scoperto il più grande deposito di terre rare nell’Unione Europea. Grande entusiasmo sui mass-media, mentre gli esperti ci raccontano che…
Le previsioni e le più importanti tendenze che influenzeranno il mercato delle terre rare nel corso del 2023.
Le catene di approvvigionamento di terre rare sono alle prese con le conseguenze della controversa e altalenante politica zero-Covid della Cina.
Mentre il mercato delle terre rare è ancora sotto pressione (leggero ribasso), gli esperti avvertono che la Cina userà le terre rare contro l’Occidente come Putin sta usando il gas contro l’Europa.