L’uomo che sopravvisse a due bombe atomiche

La storia incredibile di Tsutomu Yamaguchi, un ingegnere giapponese collocato dal destino a Hiroshima prima e a Nagasaki poi, proprio nei giorni in cui gli americani sganciarono le due bombe atomiche.

L'uomo che sopravvisse a due bombe atomiche

Aveva 93 anni Tsutomu Yamaguchi quando morì nel 2010, per un cancro allo stomaco. Tsutomu Yamaguchi è l’unico, ufficialmente riconosciuta dal governo giapponese, ad essere sopravvissuto alle due bombe atomiche statunitensi su Hiroshima e Nagasaki.

In realtà, si stima che le persone sopravvissute alle due tragedie siano state più di cento, ma mai riconosciute tali dal governo giapponese.

La prima esplosione nucleare su obbiettivi umani

Yamaguchi aveva 29 anni quando, il 6 agosto 1945, stava tornando a casa da un viaggio d’affari di tre mesi a Hiroshima. Era un ingegnere della Mitsubishi Heavy Industries e lavorava come progettista di petroliere. Mentre era sulla strada per la stazione ferroviaria per tornare a casa sua, a Nagasaki, si è accorto di aver dimenticato il suo permesso di viaggio. A quel punto è tornato a prenderlo mentre i suoi colleghi, Akira Iwanaga e Kuniyoshi Sato, proseguivano verso la stazione.

Recuperato il permesso di viaggio, Yamaguchi torna verso la stazione quando, alle 8:15, vede un bombardiere che sorvola la città e che sgancia due piccoli paracadute. Di lì a poco, una scarica accecante di luci, rumore e vento lo scaraventano per terra. Yamaguchi aveva la sfortuna di trovarsi a circa 3 chilometri dalla prima esplosione nucleare della storia su obbiettivi umani (morirono tra 90.000 e 140.000 persone). I suoi timpani si erano rotti, era temporaneamente cieco e aveva ustioni in gran parte del corpo… ma era ancora vivo.

“Pensavo che il fungo atomico mi avesse seguito da Hiroshima”

Nonostante le ferite riesce a raggiungere un rifugio antiaereo dove incontra i suoi colleghi con i quali, il giorno successivo, rientra a Nagasaki. Qui si fa curare in ospedale e dopo solo tre giorni (era il 9 agosto) si ripresenta al lavoro. Il suo capo si mostra incredulo davanti alle sue ferite e quando Yamaguchi cerca di spiegare che una singola esplosione aveva distrutto gran parte di Hiroshima, gli risponde “Sei un ingegnere… calcola tu stesso se sia possibile che una sola bomba possa distruggere un’intera città!

Ma proprio mentre stavano parlando, una luce accecante li colpisce e tutti vengono scaraventati per terra. Yamaguchi ha poi dichiarato: “Pensavo che il fungo atomico mi avesse seguito da Hiroshima“.

Anche questa volta, Yamaguchi si trovava a circa 3 chilometri da ground zero (il punto dell’impatto della bomba atomica). Nonostante questo ordigno nucleare fosse leggermente più potente di quello di Hiroshima (21 kilotoni contro i 16 kilotoni di Hiroshima), grazie al terreno irregolare della città e al fatto che molte parti della città erano divise dall’acqua, i danni provocati dall’incendio furono inferiori (morirono comunque 100.000 persone, 40.000 al momento dell’impatto e le altre nei 5 anni successivi). Lo stesso Yamaguchi non subí danni immediati da questa seconda esplosione, anche se fu è esposto a un’altra dose elevata di radiazioni ionizzanti.

Uno scherzo del destino

La doppia esperienza nucleare di Yamaguchi fu proprio uno scherzo del destino. Infatti, Nagasaki non era l’obiettivo originale della seconda bomba atomica, che era invece la città di Kokura. Tuttavia, grazie alle nuvole che coprivano Kokura quando il bombardiere americano era sul punto di sganciare l’atomica, il programma dei piloti cambiò, puntando su un obiettivo secondario, Nagasaki per l’appunto. In realtà, anche a Nagasaki il cielo era molto nuvoloso ma il velivolo era a corto di carburante. Quindi, i piloti del bombardiere sganciarono l’ordigno nucleare su Nagasaki.

Tornando alla storia personale di Yamaguchi, è sorprendente che, a differenza di tanti altri sopravvissuti anche ad una sola delle due esplosioni, abbia vissuto a lungo e relativamente in salute, con l’unico grave problema della perdita dell’udito all’orecchio sinistro, ustioni che hanno impiegato del tempo per guarire, la perdita temporaneamente di tutti i capelli e una grande quantità di traumi psicologici.

Una salute di ferro ma un grande rispetto verso chi non era stato così fortunato

Lui e sua moglie Hisako (vissuta fino a 88 anni), hanno anche avuto figli, tutti perfettamente sani, cosa che almeno all’epoca non era così scontata, soprattutto in considerazione degli alti livelli di radiazioni ionizzanti a cui i genitori erano stati esposti.

Yamaguchi, fino all’età di 80 anni, non parlò molto delle sue esperienze con l’atomica e non si era nemmeno registrato come uno dei sopravvissuti di Hiroshima. Secondo una delle sue figlie, il motivo è stato la sua buona salute che lo aveva accompagnato per gran parte della sua vita. Pensava che lamentarsi o mettersi in mostra sarebbe stato irrispettoso per le molte migliaia di persone che non erano state così fortunate.

Poco prima di morire disse: “Avrei potuto morire in uno di quei giorni. Tutto ciò che ne è seguito è stato un bonus“.

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