Rame, dopo i record arriva la resa dei conti delle scorte. A breve termine rally in pausa
Il rally del rame si ferma: magazzini in aumento, volatilità a Shanghai e incognita dazi USA pesano sul breve termine
Il rally del rame si ferma: magazzini in aumento, volatilità a Shanghai e incognita dazi USA pesano sul breve termine
Personal computer e laptop guidano il riciclo elettronico mondiale, mentre l’AI apre un nuovo segmento miliardario.
La capacità globale di alluminio primario è attesa in forte crescita entro il 2026. Le tempistiche dei nuovi impianti asiatici sarà determinante per l’andamento dei prezzi.
Analisi aggiornata del mercato del litio: prezzi, domanda EV, storage energetico e scenari industriali nel 2026.
L’avvio definitivo del CBAM nel 2026 cambia gli equilibri dell’acciaio inox in Europa: vantaggi temporanei per i produttori UE, ma costi più elevati e rischi di delocalizzazione nel medio periodo.
Dopo il rally record, il rame potrebbe avviarsi verso una fase di normalizzazione. Il mercato resta sospeso tra incertezze politiche sui dazi USA, dinamiche speculative e fondamentali globali che indicano un surplus crescente.
Il mercato globale dei prodotti lunghi in acciaio resta debole e caratterizzato da una grande incertezza. Tuttavia, per il 2026, gli operatori sono cautamente ottimismi.
Dopo il lungo rally del rame dobbiamo attenderci una correzione nel breve termine? Il trend rialzista di lungo periodo è rimasto intatto?
Tra domanda delle banche centrali, crescente interesse degli investitori privati e un outlook più cauto sull’argento, il metallo giallo continua a occupare una posizione centrale nelle strategie di lungo periodo.
Le nuove stime di Goldman Sachs indicano un mercato dell’alluminio ancora sostenuto nel breve periodo, con prezzi rivisti al rialzo per la prima metà del 2026 grazie a scorte limitate, domanda legata a veicoli elettrici e reti elettriche e incertezze sull’offerta.
I prezzi del manganese sono stati sotto pressione per l’abbondanza di offerta e per la debolezza della siderurgia, mentre prendono forma nuovi driver di domanda legati alle batterie e alla sicurezza delle forniture.
La scarsità di rottami continua a sostenere i prezzi dell’alluminio secondario in Europa, mantenendo elevati i valori di rottami e lingotti nonostante una domanda industriale disomogenea.
Restrizioni all’export, scorte ai minimi e nuove applicazioni tecnologiche hanno trasformato il tungsteno in uno dei metalli più strategici e volatili del mercato globale.
Nel 2026 il mercato dei metalli resta al centro delle dinamiche globali, sospinto da deglobalizzazione, tensioni geopolitiche e fragilità delle catene di approvvigionamento.
Il minerale di ferro ha chiuso il 2025 con una tenuta dei prezzi superiore alle attese, ma il 2026 si apre sotto il segno di nuove pressioni strutturali: rallentamento della domanda cinese, decarbonizzazione della siderurgia, dazi e aumento dell’offerta globale.
Rame, stagno, alluminio e argento stanno diventando metalli strategici, spinti da prezzi record, scarsità di offerta e tensioni geopolitiche.
Secondo gli analisti di HSBC, i crescenti rischi geopolitici potrebbero spingere l’oro oltre i 5.000 dollari l’oncia durante la prima …
Il 2025 ha riportato il platino sotto i riflettori con un rialzo superiore al 100% e picchi oltre i 2.500 dollari l’oncia.
Dopo un altro surplus nel 2025, il mercato dello zinco si troverà ad affrontare un’eccedenza ancora maggiore prevista per il 2026.
Tra miniere sempre più digitali, vincoli sull’offerta di metalli critici e ridefinizione delle catene di approvvigionamento, l’equilibrio del mercato si fa più complesso e strategico.
Prezzi in ripresa, tensioni sull’offerta e interventi governativi stanno ridefinendo equilibri e strategie lungo tutta la catena del valore dell’alluminio.
Domanda automobilistica resiliente, possibili sostituzioni con il platino e rischi geopolitici rendono lo scenario 2026 per i mercato del palladio assai incerto.
Tra offerta limitata, nuove politiche di supporto e fabbisogni energetici strutturali, il settore dell’uranio si avvia verso un quadro più solido in vista del 2026 e oltre.
Nel 2026 il settore siderurgico globale dovrebbe avviarsi verso una ripresa moderata, sostenuta da investimenti infrastrutturali, politiche monetarie più accomodanti e misure protezionistiche che favoriscono i produttori locali, in un contesto ancora segnato da rischi geopolitici e tensioni commerciali.
I prezzi dell’alluminio mostrano una buona tenuta nel breve periodo grazie ai limiti produttivi in Cina e alla sostituzione con il rame ma, secondo BCA Research, il quadro potrebbe cambiare nel 2026.
Il 2026 si profila come un anno di consolidamento più che di svolta: mercati sostenuti da politiche favorevoli e dall’integrazione dell’intelligenza artificiale, ma immersi in un contesto geopolitico fragile e frammentato.
Il mercato del minerale di ferro guarda al 2026 con crescente cautela: le previsioni indicano prezzi medi in calo in Cina, sotto pressione per la domanda stagnante e la nuova offerta globale.
Il rame si accinge a chiudere l’anno su nuovi massimi storici, spinto da tensioni sull’offerta, flussi straordinari verso gli Stati Uniti e crescenti aspettative legate alla transizione energetica e all’intelligenza artificiale.
Visione piuttosto ribassista per ING sui mercati energetici. Al contrario, la maggior parte dei metalli soffrirà di problemi d’offerta, con pressioni rialziste sui prezzi.
Il rame si avvia verso un deficit strutturale dal 2026, spinto dalla crescita di data center, reti elettriche e veicoli elettrici, mentre l’offerta fatica a reagire tra ritardi nei progetti, vincoli geopolitici e investimenti insufficienti.