Previsioni 2025 per le materie prime: ferro, rame, uranio, litio e altro
Gli esperti di commodities del governo australiano prevedono un’ulteriore debolezza del minerale di ferro, un rafforzamento dell’uranio e prezzi elevati per l’oro.
Gli esperti di commodities del governo australiano prevedono un’ulteriore debolezza del minerale di ferro, un rafforzamento dell’uranio e prezzi elevati per l’oro.
Il mercato del litio soffre di un eccesso di offerta che ha fatto crollare i prezzi, senza che si intraveda alcuno spiraglio di ripresa.
Le previsioni per il platino nel 2025 sono leggermente rialziste, con maggiori probabilità di vedere i prezzi muoversi lateralmente.
L’ultimo report di Fitch prevede una crescita modesta nella produzione e nella domanda di acciaio in Europa e Nord America.
Goldman Sachs rivede le stime su dove arriveranno i prezzi dell’oro. Non arriveranno a 3000 dollari alla fine di quest’anno, ma a 2910 dollari.
Il nichel è stato il metallo con le peggiori performance alla borsa metalli di Londra (LME), con prezzi in calo di circa il 3% da inizio anno.
Per il 2025 gli analisti temono un’escalation delle tensioni commerciali globali che potrebbero condannare i mercati delle materie prime al ribasso.
Quest’anno, i prezzi dello zinco sono aumentati a causa della scarsa offerta, ma le previsioni per il 2025 sono negative.
Nel 2024 l’argento ha raggiunto massimi mai visti dal 2012. Ma come si muoverà nel 2025? La salita dei prezzi continuerà?
Gli esperti prevedono un futuro roseo per questo combustibile energetico, in quanto la domanda aumenta e l’offerta si riduce.
Il clima di guerra sta cominciando a pervadere molti i settori economici, compreso il commercio e la produzione globale di minerali e metalli. Ecco i titoli azionari che potrebbero beneficiarne…
I sogni elettrici si sono trasformati in un incubo per i metalli delle batterie, con i prezzi in caduta libera da circa due anni.
Il prezzo dell’oro ha registrato un’impennata incredibile nel 2024, guadagnando quasi il 30%. Ma, nel 2025, il panorama politico globale è destinato a un cambiamento radicale con impatti significativi anche per il mercato del metallo giallo.
Cosa ci riserva il 2025 per i prezzi del rame? Le previsioni di analisti, banche d’investimento ed esperti non sono troppo positive.
Il mercato globale dell’acciaio chiude il 2024 tra incertezze e preoccupazioni. L’Europa è in difficoltà, la Cina in fase deflazionistica e gli Stati Uniti alle prese con politiche commerciali restrittive.
L’entrata a regime del CBAM nel 2026 rivoluzionerà i flussi commerciali, imponendo costi sulle emissioni ai beni importati in UE e penalizzando settori come acciaio, alluminio e fertilizzanti.
Si prevede che i prezzi del gas naturale saliranno alle stelle quest’inverno a causa di una combinazione di elevata domanda, scarsa offerta e limitati aumenti della produzione.
Il mercato del minerale di ferro affronterà pressioni al ribasso a causa della debole domanda cinese, legata alla crisi del settore immobiliare.
Gli analisti di ING si aspettano che il mercato globale dell’alluminio torni in deficit nel 2025, sostenendo i prezzi a livelli più elevati.
L’Europa punta sull’industria verde, ma senza dare il giusto peso ad una risorsa strategica come il rottame metallico. Nel frattempo, la crescente domanda di rottami creerà carenze e tensioni globali.
Gli analisti di Citi prevedono un 2025 difficile per il rame, condizionato da una domanda debole, dazi commerciali e rallentamento economico globale.
L’annullamento da parte della Cina dello sconto IVA del 13% sulle esportazioni di alluminio sta provocando una grande incertezza nel mercato globale.
Le previsioni di Goldman Sachs per i prezzi del petrolio sono improntate a ribasso, sia per il 2025 che per il 2026.
Secondo BMI (Fitch Solutions), la debolezza dei prezzi del minerale di ferro continuerà fino al 2025 e anche oltre.
Bank of America taglia le previsioni sui prezzi dell’alluminio e del rame per il 2025 e avverte che il mercato sarà molto volatile.
La decisione della Cina di porre fine agli sconti sulle esportazioni di prodotti in alluminio avrà un impatto importante sui prezzi del metallo.
La forza del dollaro mette sotto pressione l’argento, mentre le tensioni geopolitiche potrebbero aumentare la domanda di beni rifugio in seguito al cambio di posizione di Putin sul nucleare.
Il ministero delle finanze cinese ha dichiarato che dal 1° dicembre termineranno i rimborsi fiscali sulle esportazioni di alluminio. Ciò avrà implicazioni significative per tutto il mercato globale.
Gli analisti di Citigroup temono che le nuove politiche commerciali di Donald Trump penalizzeranno le prospettive di crescita dei prezzi del rame.
Secondo IREPAS, sul mercato globale dei prodotti lunghi prevale un quadro cupo, con una domanda scarsa e una forte concorrenza tra i produttori d’acciaio.