Goldman Sachs rivede ancora una volta al rialzo le sue previsioni sul prezzo del petrolio
Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le sue previsioni sui prezzi del petrolio. Le nuove previsioni della banca d’investimento sono …
Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le sue previsioni sui prezzi del petrolio. Le nuove previsioni della banca d’investimento sono …
Il calo delle previsioni sull’oro di Morgan Stanley segnala un cambiamento strutturale: da bene rifugio a indicatore macro, tra tassi reali in aumento e nuove dinamiche geopolitiche.
Il rame resta sopra i 13.400 dollari spinto da tensioni geopolitiche e carenze di acido solforico. La Cina stringe l’offerta mentre Congo e Cile rischiano tagli produttivi. Il mercato guarda già a quota 15.000 dollari.
Il mercato dell’alluminio oscilla tra tregue illusorie e tensioni reali: il Medio Oriente spinge verso un deficit strutturale che sostiene i prezzi nonostante la volatilità.
Tra de-dollarizzazione, ESG e costi estrattivi in aumento, il mercato dell’oro ha cambiato struttura in modo permanente.
La chiusura dello Stretto di Hormuz ha innescato una crisi globale dello zolfo che colpisce direttamente la produzione di rame in Congo e Cile e di nichel in Indonesia. Con i costi in impennata e le scorte in esaurimento, la competizione con il settore agricolo rende il problema strutturale, indipendentemente dall’esito del cessate il fuoco.
La crisi geopolitica in Medio Oriente sta innescando un profondo deficit nel mercato dell’alluminio, con prezzi proiettati verso i 3.800 dollari a tonnellata, mentre l’offerta di allumina resta in apparente equilibrio.
La guerra USA-Iran pesa sull’economia globale tra lo 0,4% e lo 0,7% del PIL e riaccende il mercato bullish sull’oro, mentre i metalli industriali soffrono per il caro carburante e le prospettive di crescita più deboli.
Nuovo report sui rottami di rame di Persistence Market Research: opportunità, limiti e implicazioni geopolitiche nel nuovo ciclo di una delle materie prime più importanti.
Analisi aggiornata del mercato delle terre rare nel 2026: prezzi, offerta, domanda, rischi geopolitici, restrizioni cinesi e scenari futuri per investitori e aziende.
Il rame perde slancio sotto il peso della crisi energetica e del conflitto in Medio Oriente. Secondo Goldman Sachs, tra domanda in rallentamento, prezzi sopra il fair value e rischio Hormuz, il mercato torna vulnerabile.
La guerra sta ridisegnando i mercati: l’alluminio vola per carenza di offerta, il rame rischia il surplus per una domanda debole.
L’attacco alle infrastrutture dell’alluminio in Medio Oriente amplificano i timori di shock dell’offerta. Non crescono solo i prezzi dell’alluminio, ma anche quelli dei titoli azionari del settore.
Gli attacchi iraniani hanno colpito gli impianti di due importanti produttori di alluminio del Golfo: Emirates Global Aluminium (EGA) ha …
JP Morgan mette in guardia contro un’imminente crisi globale dell’offerta che inizierà a esaurire progressivamente le scorte di petrolio a partire da aprile.
Goldman Sachs alza le sue previsioni sul prezzo dell’alluminio a causa delle riduzioni dell’offerta, anche se la domanda cresce lentamente.
Un possibile conflitto prolungato con l’Iran potrebbe ridisegnare il mercato del rame, comprimendo domanda e margini mentre aumentano costi e incertezze.
I prezzi dell’alluminio crescono seguendo quelli di petrolio e gas: analisi del legame tra energia, logistica e prezzi.
Fitch Ratings ha rivisto al rialzo le sue previsioni sui prezzi del minerale di ferro e del carbone da coke …
Tra energia cara, domanda debole, incertezza normativa in Europa e protezionismo, il settore dei prodotti lunghi affronta una fase instabile e difficile da prevedere.
La domanda globale di rame è destinata a crescere del 50% entro il 2040, trainata da elettrificazione, transizione energetica, intelligenza artificiale e difesa. Tuttavia l’offerta fatica a tenere il passo e il mercato potrebbe affrontare un deficit significativo nei prossimi decenni.
Nonostante il surplus globale annunciato, il nichel rimane volatile: l’Indonesia gestisce l’offerta per salire nella catena del valore, creando tensioni sul mercato delle batterie mentre l’acciaio inox resta un driver silenzioso ma determinante.
Tra riavvio di smelter, nuovi impianti in Asia e prezzi potenzialmente verso i 4.000 dollari a tonnellata, l’equilibrio tra offerta e domanda resta fragile. Ecco gli scenari che gli esperti stanno tenendo sotto controllo…
La chiusura dello Stretto di Hormuz sta paralizzando il traffico energetico del Golfo. Tra produzione sospesa, petroliere ferme e rischio di forza maggiore, il mercato teme un possibile balzo del petrolio fino a 150 dollari al barile.
Si stanno interrompendo i flussi di alluminio dal Medio Oriente. Gli analisti ipotizzano scenari fino a 4.000 dollari per tonnellata, mentre i premi fisici in Europa e USA segnano nuovi record.
Il conflitto con l’Iran ha riscritto le aspettative sui tassi USA, spingendo al rialzo rendimenti reali e dollaro. Per il rame si apre una fase delicata: tra rischio ciclico di breve periodo e fondamentali strutturali ancora solidi, il 2026 si giocherà sull’equilibrio tra inflazione energetica e domanda globale.
JPMorgan Chase ha avvertito che i prezzi del Brent potrebbero salire a 120 dollari al barile se il conflitto in …
L’escalation tra Stati Uniti e Iran nel Golfo Persico minaccia i flussi globali di acciaio: semilavorati iraniani a rischio, noli in aumento e possibili ritardi verso l’Europa.
Il blocco di fatto dello Stretto di Hormuz riaccende il rischio su petrolio, GNL, fertilizzanti, inflazione e materie prime in generale.
Prezzi del rame sostenuti dal restocking cinese post Capodanno lunare, ma il vero test sarà il calo delle scorte globali.