Mercati

L’Euro-paura colpisce il petrolio

I prezzi del petrolio sono in caduta libera nel corso del secondo semestre di quest’anno. Il Brent e greggio Wti sono scesi ai minimi annuali, con il Brent a 93 dollari/per barile e il WTI  a 81 dollari per barile. A inizio anno il prezzo del Brent era di circa 125 dollari/barile. I prezzi scendono perchè le scorte a livello mondiale sono in aumento, soprattutto negli Stati Uniti, il più grande mercato mondiale del petrolio.

L’embargo del petrolio iraniano, anzichè diminuire le scorte disponibili, ha scatenato molti produttori OPEC che hanno aumentato la loro produzione. L’Arabia Saudita, per esempio, ha aumentato la propria produzione di oltre il 10% solo quest’anno, e continua a non mostrare alcun segno di rallentamento. Anche altri paesi OPEC, come l’Iraq e gli Emirati Arabi, hanno aumentato la produzione.

Ma il petrolio iraniano, nonostante l’embargo, ha continuato ha continuato ad essere prodotto e a raggiungere il mercato. Proprio il mese scorso, la Cina ha importato 2,2 milioni di barili di greggio dall’Iran, una percentuale del 39% in più rispetto al mese precedente.

Anche gli Stati Uniti  hanno anche aumentato la produzione a livelli mai raggiunti in oltre 20 anni. Grazie ai recenti sviluppi tecnologici (come la perforazione orizzontale), la produzione americana è divenuta più efficiente.

Oltre ad un aumento della produzione mondiale di petrolio, l’economia mondiale sta affrontando una grave minaccia di recessione a causa della crisi dell’Eurozona. Molti operatori ritengono che la zona euro è ormai arrivata ad un punto di non-ritorno economico, con la disgregazione del tessuto finanziario ed economico proprio dietro l’angolo.


È abbastanza chiaro che l’Eurozona è diventata insostenibile. Il rendimento delle obbligazioni della Spagna a dieci anni è oltre il 7%, un tasso che nella storia si è sempre rivelato insostenibile per qualsiasi paese. Di fronte a questa grave situazione, molti investitori rimangono nervosi e manifestano la loro ansia in varie forme, tra cui un calo dei prezzi del petrolio e di altri beni industriali.

L’incertezza per la situazione europea sta attanagliando i mercati e sta creando molta paura. In questo momento, il petrolio e molti altri prodotti chiave, non mostrano nessun segno di stabilizzazione. È difficile pensare che la discesa dei prezzi del petrolio greggio sia arrivata alla fine. La tempesta non è ancora passata, anzi potrebbe non essere ancora arrivata.

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