Pechino stringe la cinghia sull’acciaio e i prezzi del ferro scendono
Il prezzo del minerale di ferro scende dopo le misure restrittive sul settore siderurgico cinese. Ma l’assenza di dettagli chiari continuerà a mantenere l’instabilità dei prezzi.
Il prezzo del minerale di ferro scende dopo le misure restrittive sul settore siderurgico cinese. Ma l’assenza di dettagli chiari continuerà a mantenere l’instabilità dei prezzi.
La domanda di alluminio cresce senza sosta a livello globale: il metallo leggero si impone come protagonista nella transizione ecologica.
Nonostante i timori di una recessione globale alimentati dalla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, i prezzi del rame sono al rialzo. Boom di breve durata o qualcosa di più?
La decisione dell’Occidente di congelare le riserve valutarie russe ha spinto molte banche centrali a riconsiderare la sicurezza delle proprie riserve in dollari e a spostarsi verso l’oro.
A oltre tre anni dall’inizio della guerra in Ucraina, la Russia continua a incassare miliardi dalle esportazioni di metalli. E l’Unione Europea, tra eccezioni e quote, continua ad acquistare.
I dazi introdotti da Trump stanno producendo effetti opposti sulle due sponde dell’Atlantico. Premi che crollano in Europa e alle stelle negli USA.
La Banca Mondiale prevede che i prezzi globali delle materie prime subiranno un forte calo nel 2025 e nel 2026.
Un articolo del Financial Times rivela che esiste il rischio concreto per la Cina di esaurire le scorte di rame nel giro di poche settimane. E le conseguenze sugli equilibri globali di mercato sarebbero dirompenti…
Decarbonizzazione dell’acciaio e sicurezza degli approvvigionamenti spingono sempre più governi a limitare le esportazioni di rottami.
I prezzi del nichel hanno raggiunto i minimi degli ultimi cinque anni nel primo trimestre di quest’anno. Il mercato si riprenderà nel corso dell’anno?
Dopo anni di crescita vertiginosa, la produzione cinese di alluminio tocca i limiti imposti dal governo, aprendo nuove opportunità per i produttori occidentali.
Il settore minerario globale raggiunge i 1.400 miliardi di dollari di capitalizzazione, con Australia e Canada saldamente in testa grazie alla ricchezza di risorse come ferro, litio e oro.
Il controllo dell’estrazione del rame si sta delineando lungo nuove linee geopolitiche, con l’America in testa seguita dalla Cina. In un mondo sempre più polarizzato, la mappa delle “sfere di influenza” rivela come la produzione di questo metallo strategico stia diventando una questione di potere globale.
La domanda è più debole del previsto e ci sono rischi legati all’aumento dell’offerta da parte dell’OPEC+. Nello scenario più estremo il Brent potrebbe scendere fino a 40 dollari.
Il produttore rumeno di alluminio ALRO lancia l’allarme per il sistema industriale europeo: preparatevi ad un’ondata di alluminio cinese a basso costo e preparatevi in fretta.
A inizio 2025 i prezzi del rame hanno toccato nuovi massimi storici, spinti da tensioni commerciali e speculazioni sui dazi. Ma ora il mercato si muove lateralmente, incerto sul futuro.
Nuove quote e misure anti-dumping per difendere l’industria siderurgica europea. Ma l’energia resta il tallone d’Achille.
Tra ritorsioni economiche e scontro geopolitico, la Cina stringe la morsa sulle materie prime strategiche. Cresce la preoccupazione in Occidente.
Le nuove misure protezionistiche annunciate da Trump e la debole crescita economica globale spingono Goldman Sachs a correggere le proprie stime per il mercato dell’alluminio. Ecco cosa aspettarsi nei prossimi anni.
Il mercato siderurgico italiano attraversa una fase di forte incertezza tra rialzi dei prezzi, domanda debole e nuove tensioni commerciali globali. Una recente analisi di Assormet evidenzia i rischi che gli equilibri del settore cambino radicalmente.
Gli operatori temono le conseguenze dei dazi USA, nonché le misure adottate in Europa per limitare le esportazioni di rottami metallici.
Trump rilancia la guerra commerciale con la Cina alzando i dazi al 125%, mentre cresce il timore di un blocco totale delle forniture di terre rare.
La corsa globale al nucleare, alimentata dalla transizione energetica e dalla crescita dell’intelligenza artificiale, potrebbe portare all’esaurimento delle riserve di uranio entro il 2080 se non verranno avviati nuovi investimenti in esplorazione e produzione.
Gli acquirenti cinesi hanno colto al volo il crollo dei prezzi del rame sotto gli 8.500 dollari, scatenando una corsa agli acquisti. Nel frattempo, gli analisti prevedono ribassi ancora maggiori.
I prezzi dei coil laminati a caldo in Europa tornano a salire, spinti da buoni ordinativi e un’offerta limitata, ma la domanda resta debole e il futuro incerto.
Bank of America lancia l’allarme: in arrivo una nuova ondata di volatilità nei mercati dei metalli a causa delle tensioni commerciali globali e dell’incertezza sulle politiche tariffarie. Riviste al ribasso le previsioni per rame, alluminio e carbone.
Mentre la Cina rafforza la sua presa sulle risorse chiave per la lavorazione di minerali essenziali per il sistema militare, la NATO, gli Stati Uniti e i suoi alleati si stanno affrettando a garantire forniture alternative.
Il mercato globale dell’acciaio inossidabile deve affrontare mesi complessi, tra materie prime volatili, sfide commerciali e una domanda assai incerta. Tuttavia, a livello globale, ci sono spiragli di ripresa.
L’argento crolla di oltre il 12%, segnando la sua settimana peggiore dal 2020, mentre i dazi, i timori di recessione e le richieste di margine riducono drasticamente la domanda.
“Huston abbiamo un problema”. La celebre frase dell’Apollo 13 riflette bene la situazione che si è venuta a creare adesso che la Cina ha imposto nuovi controlli sulle esportazioni di terre rare, minacciando le principali industrie americane e le catene di approvvigionamento globali.